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Dai mercati: buon finale per la frutta invernale, rimonta Tarocco, giù le fragole

mercato Pescara

Scendono gran parte degli ortaggi compresi i peperoni che nelle settimane scorse svettavano fino ai 5 euro

Frutta d’inverno protagonista in primavera. Complice, forse,  il calo delle temperature, gioca un buon finale di stagione. C’è  richiesta per le arance  Tarocco, non particolarmente disturbate dall’arrivo delle bionde tardive spagnole. Tengono bene pere e kiwi dove la seconda categoria raddoppia il prezzo rispetto agli anni scorsi. Gli ortaggi sono in fase calante. Compresi i peperoni che comunque sono vicini ai 3 euro. Crollano le fragole e sono fermi i meloni nonostante la buona qualità e apprezzamento del Red Falcon siciliano.

A Pescara tira il Tarocco, sale fino a 2,50 euro

mercato PescaraA Pescara picco di lavoro per Pasqua. In particolare per alcuni articoli come le fragole, poi la quiete. Il racconto sul mercato abruzzese per myfruit.it è a cura di Vincenzo Palestini, referente di Fedagro Pescara e presidente nazionale del gruppo giovani dell’associazione, che scatta la fotografia sulla primavera dell’ortofrutta. “Ora c’è un calo rispetto all’anno scorso quando si è lavorato bene. La flessione è evidente”. Meno scambi, ma notizie positive per alcuni articoli. Un buon fine stagione per la frutta invernale. A iniziare dalla rimonta delle arance Tarocco: “il prodotto siciliano è buono, c’è una buona richiesta e si venderà fino a quando c’è merce”. Prezzi sostenuti: “Si parte da 1 euro ma si arriva fino a 2,50 con la prima scelta. Sta iniziando anche la vendita delle arance spagnole bionde tardive con la Lanelate

Buon finale per le pere, bene mele e kiwi

In finale di stagione c’è ancora “una discreta richiesta di pere italiane. A iniziare dall’ Abate – sottolinea Palestini – che partono da una quotazione di 1,20 per la merce più piccola e rinfusa fino a 2,50 per quella in padella. Sono arrivate le pere Coscia e sono intorno ai 2,30-2,50  fino  ai 3 euro”. Le mele? “Si stanno vendendo bene, con una certa continuità e senza sbalzi”. Buon finale pure per i prezzi dei kiwi nazionali, ma sono in arrivo le prime partite dalla Nuova Zelanda, grazie “anche alla carenza di prodotto tiene quotazioni alte. Anche quelli a farfalla, ora finiti ma fino a due settimane fa quotavano intorno a 1,20 euro mentre gli anni scorsi si fermavano a 0,60 euro. Il kiwi piatto arriva a 1,50/1,60 mentre la prima scelta può arrivare a 2,50 euro”.

Le fragole non si riprendono, altalenanti i pomodori, bene gli asparagi

Con le fragole si vede un chiaro crollo rispetto al buon prezzo tenuto fino a Pasqua: “Quelle buone si vendevano sui 6 euro, ora si oscilla dai 2,50 ai 3,50 euro”. Bene gli asparagi: “Abbiamo i pugliesi che si vendono dai 5 ai 6 euro. Sul fronte ortaggi scontiamo ancora il caro peperoni per la mancanza di prodotto e quotazioni di circa 3,50 euro”. I pomodori? “Andamento altalenante in questo periodo, salgono e scendono. Qui abbiamo prodotto siciliano, a Pescara lo apprezzano mentre i pomodori dall’estero arrivano solo in sostituzione del nazionale. Solo quando questo manca. La Sicilia prevale”.

Carciofi: piace al romanesco locale

Sul fronte carciofi Palestini conferma che si vendono meno in questo periodo, ma “c’è una buona richiesta del romanesco locale. Molto apprezzato quello della zona di Francavilla, in questo periodo migliore del Violetto. I produttori  hanno un padiglione qui al mercato. Appena uscito raggiungeva i 6/7 euro ora quota intorno ai 3,50 il chilo. Si prezza cosi, non al pezzo”. Concludiamo la tappa abruzzese con le prime prugne “arriva la cilena Larry Ann che oscilla dai 2,30 ai 2,50 euro”.

A Torino consumi in calo, giù fragole e ortaggi

Il mercato di Torino

Il calo delle temperature in Piemonte ha frenato i consumi, in particolare della frutta di stagione. Parola di Giancarlo Gianusso, agronomo dell’ufficio qualità e logistica del Caat, che ci offre la mappa degli scambi e delle quotazioni a Torino. “Il cambiamento del clima ha inciso sia nelle dinamiche dei consumi sia nella determinazione dei prezzi”. A iniziare dalle fragole dove assistiamo ad un vero e proprio crollo: “La discesa è iniziata dopo Pasqua e le quotazioni continuano a scendere anche per via del clima. Le fragole Candonga ma anche la varietà Rossetta vanno da 2,50 a 3 euro mentre le altre italiane oscillano da 1,80 a 2,30“. Prezzi spagnoli o greci, erano queste le quotazioni delle rosse straniere quando il prodotto nazionale partiva da 3 euro per superare i 6 con la merce extra. L’agronomo del Caat sottolinea anche il calo dei consumi dei meloni e delle relative quotazioni: “Il melone marocchino varia da 2 a 2,20 euro mentre dalla Sicilia arriva un buon prodotto: il Red Falcon che parte da 2,50 ma può toccare i 3 euro“. Verso fine campagna le arance Tarocco che hanno una quotazione media da 1,20 euro.

I peperoni in discesa dai 5 euro delle settimane scorse

Non è banale, seppure in evidente discesa, il prezzo dei peperoni: “Il siciliano va da 2,50 a 3 euro mentre lo spagnolo quadrato oscilla da 2,40 a 2,60 euro. In calo anche le melanzane nere da 0,70/0,80 mentre la violetta da 1,20 a 1,30. In discesa pure le zucchine con le scure a 0,50/0,70 e le chiare con fiore 0,80/1 euro. Il cavolfiore bianco sta intorno a 1 euro, i broccoli stabili tra 1,50 e 1,70. I piselli oscillano da 2 a 2,50 euro”.

Per gli asparagi è ampia la forbice con prodotto di piccolo calibro a 3 euro il chilo mentre quello medio e grande dalla Campania va dai 4 ai 5 euro, quello pugliese qualcosina in più, con punte fino a 6 euro per il prodotto extra. Il pomodoro nazionale ha diversi prezzi: “Ciliegino da 2,4 a 2,6 euro, il Cuore di Bue da 1,8 a 2 euro”.

A Cagliari puntano sul distretto rurale

mercato cagliariRafforzare le aziende del sud Sardegna con l’identificazione di un marchio di prodotto, un packaging coordinato e specifiche azioni identitarie di marketing. Tante azioni da realizzare grazie allo strumento del distretto rurale sud Sardegna. In prima fila Coagri, l’ente gestore del Mercato agroalimentare della Sardegna, che punta a fare sistema e legare, sotto un progetto unitario le aree a forte vocazione agricola. La strategia mira sia all’ambito locale sia nazionale grazie alla rete di Italmercati. I centri agroalimentari come ponte tra l’isola e i consumatori delle altre regioni. Gran soddisfazione per il presidente del mercato Vincenzo Pisano. Questi i comuni  coinvolti nel “distretto rurale sud Sardegna” con capofila il mercato agroalimentare: Sestu, Pula, Assemini, Uta, Decimoputzu, Villaspeciosa, Decimomannu e Capoterra. 

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