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Emilia-Romagna: quattro mercati in una società per la logistica integrata

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L’obiettivo è mettere insieme i centri alimentari di Parma, Bologna, Cesena e Rimini. Il porto di Ravenna cruciale per l’export

Una piattaforma regionale dei mercati ortofrutticoli  grazie a una società unica di gestione dei quattro centri dell’Emilia-Romagna: Parma, Bologna, Cesena e Rimini. Questo il disegno degli amministratori che in attesa della traduzione in realtà del progetto lavorano da due anni a percorsi comuni. A iniziare dalla logistica sostenibile. Questo il tema del webinar organizzato da Caab Bologna, Fondazione Fico e Regione Emilia-Romagna. L’obiettivo di questa nuova realtà è conquistare nuovi canali e piazze di vendita: da quelle internazionali a quelle a pochi passi dai mercati. In quest’ultimo caso parliamo della consegna a domicilio dopo la prenotazione via web del prodotto. Fenomeno esploso nell’ultimo anno che apre nuove prospettive per i centri alimentari e per la filiera dell’ortofrutta.

Quattro mercati e  mezzo miliardo di fatturato

Mettere insieme strutture e risorse umane non è facile e ci vuole tempo, ma nella regione della cooperazione significa creare una potenza come ha sottolineato il direttore marketing del Caab, Duccio Caccioni:“I quattro mercati insieme vuol dire quattromila persone che vi lavorano e un bilancio da mezzo miliardo di euro. Numeri molto interessanti”.  Il presidente Caab, Andrea Segrè ha sottolineato la multifunzionalità del mercato bolognese: “Le nostre politiche sono orientate alla sostenibilità economica, sociale ed ambientale. Il nostro sistema di accumulo energetico per autoconsumo produce annualmente circa 520mila kWh che permettono di fare di Caab un vero e proprio hub per la mobilità pulita e sostenibile a sostegno della logistica urbana”. Così si può rispondere alle esigenze della  vendita online e consegna a domicilio”. Una grande risorsa.

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Una delle slide di Luca Lanini, docente di Logistica e Supply Chain Management all’Università Cattolica

Basta un dato per capire,  offerto da Luca Lanini, docente di logistica e supply chain management dell’Università Cattolica di Milano: “UPS prevede un fatturato del 110%  più alto rispetto al Natale scorso, ma l’ultimo miglio è un problema  di metodologia”. Citando l’economista Piero Sraffa ha sottolineato come non bisogna cadere “nella produzione di piattaforme a mezzo di piattaforme”. Serve progettualità per poi far funzionare le piattaforme.

Nel sistema il porto di Ravenna e si lancia la nave stiva per i kiwi

Un tassello fondamentale del sistema regionale è il porto di Ravenna dove entra il 90% dell’importazione ortofrutticola, in particolare da Egitto, Israele e Turchia, come ha spiegato Paolo Solmi del Servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna.  Un presidio  che può stimolare l’export. Su questo fronte il funzionario ha portato un esempio: la nave stiva per i kiwi da spedire in Cina, parliamo di settemila tonnellate, che permetterebbe di guadagnare anche più di dieci giorni di tempo nel trasporto e con una forte semplificazione delle procedure. Il tema è importane visto che le barriere fitosanitarie a volte sono più alte di quelle doganali. Un gran lavoro. Pensiamo alle patate: nel 2020 sono stati controllati 730 container con la prelevazione di 200 tuberi per unità sbarcata.

C’è futuro per i mercati nell’on line

C’è da essere ottimisti sulle prospettive future. Sentimento che si coglie nell’intervento del direttore generale Caab, Alessandro Bonfigliuoli: “Dal 2016 registriamo l’aumento dei consumi di ortofrutta e l’impatto pandemico ha rivelato che sono aumentate le frequenze di acquisto sia B2B che B2C insieme alla quota di spesa delle famiglie dedicata all’alimentare, in particolare fresco e freschissimo e ai prodotti ad alto contenuto vitaminico”. Il cibo e soprattutto la frutta e la verdura per nutrirsi, curarsi e prevenire le malattie.

L’esplosione degli acquisti web diventa risorsa e opportunità: “Il canale on line che necessita di logistica di prossimità veloce ed efficiente – sottolinea Bonfigliuoli – I mercati, hub ideali per la logistica sostenibile, rappresentano l’ecosistema di filiera in cui si attuano le politiche di sviluppo dell’agroalimentare sia a livello regionale sia nazionale”.

I contributi di Parma e Cesena

Assicurare la sicurezza dei prodotti e la loro qualità è un servizio ad alto valore aggiunto come ha sottolineato il  direttore generale del Centro agroalimentare e logistica di Parma, Giulietta Magagnoli: “Servono sinergie con sistemi di diagnostica”. In altri termini i mercati come centri tecnologici avanzati: “Anche per evitare che i prodotti diventino scarto, possiamo così parlare di logistica solidale”. La valutazione avanzata dei prodotti è un intervento da fare uniti e che porterà risorse e lavoro.

La società unica  quando si crea? Alessandro Giunchi, amministratore unico di Filiera ortofrutticola romagnola, società di gestione del Mercato ortofrutticolo di Cesena, spiega che non è facile: “Da due anni  lavoriamo per costruire dei percorsi comuni che stiamo iniziando a portare avanti. Al di là della creazione della società perché i passaggi formali sono complessi ma c’è il tema del lavorare insieme”.

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