Aziende e Persone

29 ottobre 2026

Spettacoli alla Frutta, gli Intrecci creano progetti

249

Si è svolto a Catania il quarto simposio di Spettacoli alla frutta che, per l’evento, ha scelto non un nome ma una dichiarazione d’intenti: Intrecci. Perché di questo si parla quando c’è di mezzo l’associazione d’imprese che mette insieme 16 aziende del comparto ortofrutticolo.

Spettacoli alla frutta si configura sempre più come uno spazio di incontro e racconto, dove nascono idee e visioni, dove aziende diverse tra loro, ma con un’affinità valoriale, si legano l’una all’altra e, così facendo, si evolvono per costruire insieme un modo nuovo e spettacolare di raccontare l’ortofrutta. 

Una squadra, più ancora che un gruppo, che vuole essere portatrice di un approccio nuovo del comparto, dove i progetti diventano sperimentazione e ricerca condivisa. Come nel caso dei tre su cui Spettacoli alla frutta sta lavorando in questi mesi e su cui il simposio siciliano ha fatto il punto.

“Siamo qui per fare un passaggio culturale: alzare la testa e andare oltre il recinto e iniziare a guardare insieme il paesaggio intero. Questo significa anche avere l'onestà intellettuale, il coraggio di guardare quello che spesso non vogliamo raccontare”, ha esordito Roberta Tardera della Op Ioppì, nel dare il benvenuto ai soci riuniti a Catania insieme a Eva Moncada (Op Moncada) e Sarah Bua (Op La Deliziosa). 

Tardera ha ricordato come, in questi mesi, la filiera sia stata attraversata da profondi scossoni, dalle proteste di settore alla pressione sui prezzi, alle sfide legate alla dignità del lavoro. “Possiamo scegliere di subire tutto questo – ha aggiunto - oppure possiamo prendere la parola. Oggi noi aziende di Saf scegliamo la responsabilità e la trasparenza. Vogliamo dimostrare che l'ortofrutta d'eccellenza non nasconde le proprie complessità, ma si apre al dialogo con le istituzioni e i consumatori per promuovere un modello di filiera sano, equo e sostenibile nel tempo”.

Aldo, l'intelligenza artificiale che dialoga con il consumatore

Questo sguardo oltre il recinto ha portato all’implementazione di Aldo: il primo prototipo di intelligenza artificiale applicata all’ortofrutta la cui sperimentazione è stata avviata lo scorso aprile in cinque punti di vendita e proseguirà fino dicembre. Un progetto che punta a creare una relazione nuova con il consumatore per rispondere alle sue curiosità ed esigenze, per aiutarlo nella scelta e magari anche ispirarlo nell’acquisto. 

Aldo si presenta come un assistente Ai in reparto con cui è possibile dialogare senza un percorso predefinito, dove è l’utente stesso a sceglie cosa fare sulla base di conoscenze e desideri del momento. Tre le modalità d’interazione sperimentate: la prima fase ha visto l’uso del Qr Code per passare poi, nella seconda, a dei quiz che prevedevano la possibilità di giocare e chattare. Infine, è arrivata la parte tuttora in corso che prevede l’uso del touch: toccando le icone di frutta e verdura è possibile avere consigli, informazioni, approfondimenti.

I risultati sono ancora parziali, ma in sei mesi si contano già 336.056 passaggi davanti al totem, più di 49mila soste di attenzione, con un attention rate del 14,6% contro l’11% del settore. In particolare, le soste per un tempo superiore ai 15 secondi, quelle più interessanti dal punto di vista della relazione, sono state 5468. 3749 invece le interazioni. I dati evidenziano un forte upgrade dalla prima alla seconda fase (+172%) e dalla seconda alla terza (+13%). Il 68% di quelli che si fermano, fanno ad Aldo anche tre o quattro domande. La maggior parte sono donne con meno di 25 anni o parte della Gen Z. 

Dati che sono solo un punto di partenza per capire come il progetto proseguire o come sfruttare le informazioni ottenute. Sotto la lente d’ingrandimento il ruolo dei contenuti, in considerazione del fatto che tutte le volte che questi sono stati rinnovati, l'interesse è aumentato.

L'incrocio dei dati conferma l'interesse per le ricette, seguite dalla stagionalità. Riguardo ai prodotti, al primo posto svetta la fragola, seguita da pomodoro e peperone. Aldo, dunque, non solo permette di avvicinare il consumatore, ma dà alle aziende la possibilità di conoscerlo in modo ancora più approfondito sulla base delle sue stesse richieste.

Per la parte finale della sperimentazione, l’obiettivo è far conoscere Aldo sia nel punto di vendita che a casa. Provate infatti anche altre modalità di contatto: dal post sui social al Qr Code sulle confezioni, con risultati ancora parziali, ma incoraggianti che vedono un buon tasso di coinvolgimento. Il lavoro di ricerca dunque si profila ancora suscettibile di ulteriori approfondimenti, per indagare a più livelli il rapporto tra nuove tecnologie e consumatore, provare a capire qual è la forma migliore per raccontarsi e immaginare la scalabilità successiva.

Fresh Forward, giovani al lavoro per l'ortofrutta

Nel frattempo, è stato avviato anche un progetto che lavora sul rapporto con le nuove generazioni. Si chiama Fresh Forward ed è sviluppato insieme ad Almacube. Rivolto agli studenti universitari, con qualsiasi tipo di formazione, è stato pensato come un incubatore di idee per rivoluzionare il modo in cui la filiera viene raccontata all'esterno. 

Con il supporto anche dei responsabili delle aziende, gli studenti dovranno ideare un concept creativo e una strategia comunicativa innovativa dell'ortofrutta. Un progetto dunque che lavora su più livelli: trovare nuovi stimoli attraverso gli occhi dei giovani, da un lato, e portare gli studenti dentro il mondo aziendale, dall'altro. Le università hanno risposto: sono più di 50 i professori coinvolti e oltre 60 gli studenti che hanno manifestato interesse e che si sono presentati per la challenge iniziale. Di questi, ne sono stati selezionati 20 che, divisi in quattro team multidisciplinari, da questa settimana hanno iniziato a lavorare. Al termine, i lavori verranno presentati a una giuria specializzata.

“I progetti innovativi fanno crescere l'intera filiera. Fresh Forward è un esempio di quell’intreccio che da soli non potremmo fare. Unisce cultura, talenti e un'immagine dell'ortofrutta che va a beneficio di tutto il settore. È collegiale, perché abbiamo imprese, studenti, università. È coraggioso perché dà ai giovani la possibilità di proporre delle idee senza troppe regole da seguire, liberi di pensare alla comunicazione dell'ortofrutta secondo il loro istinto. Quando le sviluppiamo insieme, le idee si trasformano in forza collettiva”, ha detto Eva Moncada. 

Appuntamento al Fuorisalone 2027

Il progetto vincitore di Fresh Forward sarà presentato al Fuorisalone 2027, l’evento in programma per il 12 gennaio a Bologna sui cui Spettacoli alla frutta sta lavorando. I soci sono al lavoro per proporre un format innovativo che permetterà di mettere a valore le progettualità realizzate e presentare le attività per il nuovo anno. 

Il Simposio di Catania dunque ha permesso di ragionare sull’oggi per costruire insieme la strada da percorrere nel prossimo futuro. Forte di un linguaggio comune che guarda alle contaminazioni e al dialogo con l’esterno, al valore delle persone e delle idee, Spettacoli alla Frutta si fa così un luogo di ispirazione, uno spazio di riflessione condivisa che ha già dei punti fermi: guardare all’innovazione, parlare ai giovani, raccontare l'ortofrutta come non è mai stato fatto prima.

Potrebbe interessarti anche