Trend e mercati

12 giugno 2026

Produzioni frutticole in calo (-7,3%), ortaggi stabili

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L'agricoltura italiana chiude il 2025 con numeri complessivamente positivi, sostenuti soprattutto dalla crescita dei prezzi e da una redditività che continua a mantenersi favorevole. 

Tuttavia, dietro il quadro generale emerge una situazione più complessa per il comparto ortofrutticolo, che registra un arretramento delle produzioni e conferma le difficoltà legate agli effetti del cambiamento climatico.

A dirlo i Conti economici dell'agricoltura diffusi dall'Istat, secondo i quali il settore agricoltura, silvicoltura e pesca ha generato nel 2025 un valore della produzione pari a 80,1 miliardi  in aumento del 3,9% rispetto all'anno precedente. La crescita è stata determinata principalmente dall'incremento dei prezzi (+3,6%), mentre i volumi sono aumentati soltanto dello 0,3 per cento.

Il valore aggiunto ha raggiunto 46,6 miliardi, confermando l'Italia al primo posto nell'Unione europea per ricchezza generata dal settore agricolo. Sul fronte occupazionale, però, il bilancio resta negativo: le unità di lavoro sono diminuite dello 0,5%, con il calo degli autonomi che non è stato compensato dall'aumento dei lavoratori dipendenti.

Frutta a -7,3%, ortaggi penalizzati dai prezzi

Per il mondo dell'ortofrutta il 2025 è stato un anno a due velocità. La produzione frutticola ha registrato una delle peggiori performance tra le principali coltivazioni, con una contrazione dei volumi del 7,3 per cento. 

Una flessione che riflette le difficoltà produttive causate dagli eventi climatici estremi che hanno interessato diverse aree del Paese.


Nonostante il calo delle quantità raccolte, il valore della produzione frutticola è aumentato del 10,1%, grazie a un forte rialzo dei prezzi (+18,8%). In altre parole, il mercato ha compensato la scarsità di prodotto con quotazioni più elevate, consentendo al comparto di mantenere una buona tenuta economica.

Più complicata la situazione per gli ortaggi. I volumi sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,1%), ma il valore della produzione è diminuito del 5,8% a causa della forte riduzione dei prezzi (-5,9%). Un dato che evidenzia come la stabilità produttiva non sia stata sufficiente a garantire adeguati ritorni economici alle aziende orticole.

Anche gli agrumi hanno chiuso l'anno in territorio negativo, con una flessione produttiva dell'1%, accompagnata da un calo dei prezzi del 2,4 per cento.

Prezzi agricoli in crescita

Nel complesso, i prezzi dei prodotti agricoli sono aumentati del 3,8% nel 2025, contribuendo in modo decisivo al miglioramento dei risultati economici del settore.

La frutta è risultata il comparto con l'incremento più marcato, seguita da foraggi (+10,4%) e florovivaismo (+6,6%). Al contrario, ortaggi e agrumi hanno registrato una dinamica negativa, confermando una situazione molto differenziata all'interno del panorama agricolo nazionale.

La spinta principale all'aumento dei prezzi è arrivata però dalla zootecnia. carni bovine (+19,9%), carni avicole (+15,5%), uova (+15,4%) e latte (+8,7%) hanno trainato il comparto, che ha raggiunto il valore record di oltre 25 miliardi.

Costi in risalita, ma la redditività resta positiva

Dopo due anni di riduzione, nel 2025 i costi dei mezzi di produzione sono tornati ad aumentare. I prezzi dei beni e dei servizi utilizzati in agricoltura sono cresciuti in media dell'1 per cento.

Tra le voci più dinamiche figurano trasporti (+3,5%), acqua irrigua (+2,9%), sementi (+2,8%) e concimi (+2,4%). In controtendenza energia (-2,8%) e mangimi (-0,4%).

Nonostante il ritorno alla crescita dei costi, la redditività del settore continua a beneficiare di una ragione di scambio favorevole. Il differenziale tra l'aumento dei prezzi di vendita (+3,8%) e quello dei costi (+1,0%) ha infatti determinato un miglioramento della ragione di scambio del 3%, confermando il recupero dei margini avviato nel 2023 dopo le difficoltà del biennio 2021-2022.

Italia leader in Europa per valore aggiunto

Nel confronto europeo, l'Italia mantiene la leadership per valore aggiunto agricolo con 42,5 miliardi, pari al 16,9% del totale Ue.


Diversa la classifica relativa al valore della produzione, dove il nostro Paese scende al quarto posto con 73,6 miliardi, dietro Francia, Germania e Spagna.

A livello europeo, il comparto agricolo ha mostrato una dinamica più favorevole rispetto a quella italiana. Nella Ue27 la produzione è cresciuta del 5,8% in valore e del 3,1% in volume. Per la frutta europea il 2025 si è chiuso con un aumento del valore dell'8,8%, sostenuto da prezzi in crescita del 9,7%, mentre i volumi hanno registrato una lieve flessione dello 0,8 per cento.

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