Logistica e Trasporti

19 giugno 2026

Porti liguri, scongiurato il fermo dell'autotrasporto

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Non sarà un week end di passione per le merci in transito da e per i porti liguri. Il fermo dei servizi di autotrasporto annunciato nei giorni scorsi nei porti di Genova e Savona è infatti stato revocato. 

L'intesa raggiunta tra associazioni di categoria, istituzioni e Autostrade per l'Italia ha infatti consentito di evitare una mobilitazione che avrebbe potuto rallentare l'operatività di due scali strategici per il commercio nazionale e internazionale da oggi 19 giugno fino alla mezzanotte di domenica 21 giugno. 

L'accordo prevede l'erogazione di 25 milioni di euro di ristori relativi al 2025, il completamento delle istruttorie sui rimborsi fiscali alle imprese di autotrasporto e l'istituzione di un tavolo permanente dedicato alle criticità della rete ligure e ai collegamenti con il sistema portuale.

Una protesta nata dai nodi della viabilità

La protesta era stata proclamata da un ampio fronte di organizzazioni dell'autotrasporto, che denunciavano da tempo gli effetti di una rete viaria considerata non adeguata alle esigenze del traffico merci. 

Cantieri prolungati, rallentamenti lungo le principali direttrici autostradali, carenza di aree di sosta e tempi di percorrenza spesso imprevedibili erano stati indicati tra le principali cause dell'agitazione.

Al di là della vertenza, la vicenda richiama l'attenzione su un tema centrale: gli scali liguri rappresentano uno snodo essenziale per i traffici che collegano il Mediterraneo al Nord Italia e all'Europa. 

E naturalmente per i prodotti freschi, dove tempi e puntualità incidono sulla qualità del servizio e sui costi della filiera, eventuali rallentamenti nella catena logistica possono tradursi in maggiori oneri operativi e in una minore efficienza complessiva.

Dai ristori alle infrastrutture

L'intesa raggiunta ha permesso di evitare conseguenze immediate sui flussi delle merci, ma ha anche evidenziato come molte delle criticità segnalate dal settore restino ancora aperte. 

Non a caso, uno degli elementi centrali dell'accordo riguarda proprio l'avvio di un confronto permanente sulle infrastrutture e sulle connessioni tra rete stradale e sistema portuale.

Il raggiungimento dell'intesa segna inoltre un passaggio importante perché chiude sostanzialmente il capitolo dei ristori collegati alle conseguenze del crollo del Ponte Morandi e ai disagi accumulati negli anni successivi. 

Con l'annualità 2025 si conclude infatti una fase caratterizzata da misure compensative a sostegno delle imprese di autotrasporto.

Nel prossimo futuro, quindi, la questione si sposterà inevitabilmente sul terreno degli investimenti e dell'efficienza infrastrutturale. Per le imprese della logistica e per le filiere che utilizzano i porti liguri, la sfida non sarà più quella di ottenere indennizzi per i disagi subiti, ma di poter contare su collegamenti affidabili, tempi di percorrenza prevedibili e una rete in grado di sostenere la crescita dei traffici.


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