Aziende e Persone

19 giugno 2026

Apo Conerpo: bilancio da 500 milioni, ok frutta 2026

300

Bene la campagna delle ciliegie visto il contesto, albicocche soffrono per il calibro piccolo, pere sono in zona positiva ma c'è da attendere per essere più sicuri. Ma soprattutto i conti tornano e cresce il valore commerciale ma quanta fatica in un mondo cambiato in pochi anni, dove le stagioni non sono più le stesse, non è più un luogo comune, e a giugno in Emilia Romagna c'è un caldo tipico di altri emisferi e non piove da 25 giorni. 

Ad Apo Conerpo chiudono  il 2025 con buoni numeri. I conferimenti sono sostanzialmente stabili e si segna una crescita significativa del valore commercializzato. Resta un problema fondamentale: crescono i problemi di resilienza climatica, ma si devono affrontare con meno molecole e se le Tea infondono grande entusiasmo ed ottimismo poi bisogna fare i conti con i tempi burocratici, almeno due anni per avere tutti i regolamenti approvati, quelli della sperimentazione e forse tra 7/10 anni si potrà cogliere in campo, in una dimensione industriale, la positività di queste tecniche. La battaglia è sempre sul campo, ma con forte intensità di impegno sui dossier nazionali e internazionali sulle evoluzioni delle politiche agricole.

Un fatturato da 563 milioni, + 15% sul 2024

Vediamo i numeri. Nel 2025 i conferimenti complessivi dei soci hanno raggiunto 954.848 tonnellate, in lieve calo rispetto all’anno precedente (-1,4%), ma in crescita del 24,2% rispetto al 2023, annata fortemente condizionata da alluvioni e gelate tardive. Il fatturato consolidato del Gruppo ha invece raggiunto 563 milioni, con un incremento del 15% sul 2024. Un risultato sostenuto dal lavoro delle filiali commerciali Alegra, Naturitalia e Valfrutta Fresco (consolidate nel bilancio) a cui si aggiungono le performance di Brio e Opera (che, non rientrando nel perimetro del bilancio consolidato, aggiungono ulteriore valore) che hanno consentito di presidiare i diversi canali di vendita, valorizzare il prodotto disponibile e attenuare l’impatto dei cali produttivi registrati in alcune colture. 

E il 2026? Campagna interessante per le drupacee, buona gestione per le ciliegie con 100 tonnellate al giorno

Positivi i conti per il 2025, ma il 2026 cosa porta? Il presidente di Apo Conerpo Davide Vernocchi  "Abbiamo registrato in negativo la nevicata di fine marzo che un po' ha danneggiato l' areale ravennate, però credo che ci aspetti una campagna frutticola interessante dal punto di vista produttivo. Molti dei nostri produttori hanno dato corpo a quella che è la difesa attiva che comunque hanno fatto sì che i nostri frutteti siano sempre più resilienti di fronte a questi aspetti legati al cambiamento climatico".

Il vicepresidente Alberto Guerra  a fine assemblea ha fatto il punto sulla stagione 2026: "La campagna estiva è iniziata bene, con una produzione molto abbondante — quasi una sovrapproduzione di ciliegie — ma di qualità elevata. È uscito un prodotto buono, valido, capace di mantenere un prezzo soddisfacente. Siamo riusciti a raggiungere numeri anche da record: quasi mille quintali al giorno, tra ingresso e lavorazione. Un flusso così rapido significa anche costi più contenuti, perché riduce le spese sulle celle frigo e di raffreddamento del prodotto. Un meccanismo che fa girare molto bene l’intera filiera. I produttori si sono trovati in alcuni momenti di sovrapproduzione, ma siamo comunque riusciti a mantenere il ritmo e a lavorare tutto il prodotto".

Albicocche con calibro minore, si è partiti con le ondine

Stime positive: "Una campagna piena un po' su tutti i prodotti. Le albicocche registrano la criticità principale sul calibro.Un prodotto leggermente più piccolo. L’anno scorso ce n’erano poche, quindi il prodotto era davvero molto valido. Cerchiamo di spingere molto, anche sul mercato interno e nella Gdo, confezioni con prodotti selezionati. Puntiamo poi molto sui nostri prodotti di nicchia, come le Ondine, che stiamo iniziando a raccogliere adesso. Continuiamo a puntare su prodotti con elevati gradi Brix, per attirare sempre di più un mercato che cerca un prodotto buono, sano e fresco".

Nel 2025 il recupero  sul 2024 

Il 2025 conferma che il recupero del 2024 non è stato un episodio isolato, ma il risultato della tenuta del nostro sistema cooperativo e della capacità del Gruppo Apo Conerpo e di tutte le cooperative associate di organizzare, programmare e valorizzare il lavoro dei soci produttori – commenta il presidente di Apo Conerpo Davide Vernocchi –. Non possiamo però limitarci a leggere il dato complessivo: il comparto frutticolo continua a soffrire, mentre l’orticolo, grazie in particolare al pomodoro da industria (+5,4%), mostra una dinamica positiva”. 

Discese preoccupanti: -40% per le albicocche, -31% per le pere ma aumentano gli ortaggi 

Nel dettaglio, il comparto frutta registra un calo complessivo del 13%, con flessioni particolarmente marcate per alcune specie: -40% per le albicocche, -31% per le pere e una generale riduzione delle drupacee. Nel comparto orticolo, invece, i conferimenti crescono del 3,9%, trainati in particolare dal pomodoro da industria (+5,4%), mentre si registrano cali per cipolle (-31%) e piselli (-5,6%). Segnali positivi arrivano da carote (+17,3%) e actinidia (+17,5%)

“Questi numeri confermano la funzione strategica delle società commerciali del Gruppo – prosegue Vernocchi –. In un’annata in cui alcune produzioni frutticole hanno registrato cali importanti, la capacità di segmentare i mercati, valorizzare le diverse destinazioni, lavorare sui clienti e sostenere il prezzo medio ha fatto la differenza. È qui che si misura concretamente il valore di un’organizzazione come Apo Conerpo: non solo raccogliere e commercializzare prodotto, ma costruire condizioni più solide per la redditività delle aziende agricole socie”.

Bilancio solido e sostegno ai soci

 “Il risultato dell’esercizio conferma l’efficacia della strategia adottata – sottolinea Daniele Maria Ghezzi, direttore generale di Apo Conerpo –. In un contesto segnato da instabilità climatiche, ambientali, geopolitiche ed economiche, siamo riusciti a migliorare i già positivi risultati della scorsa annualità, ma anche a sostenere gli investimenti in ricerca e innovazione e, soprattutto, a generare risorse da restituire direttamente ai soci. A contribuire al risultato sono stati il progressivo allargamento della base sociale anche in altre regioni, che ha permesso di diversificare le provenienze del prodotto e di ampliare il calendario commerciale, l’incremento del prezzo del pomodoro a destinazione industriale, l’attenzione ai costi e alla valutazione dei rischi, e una proficua gestione finanziaria . Un ruolo centrale è stato svolto anche dal Programma Operativo 2023-2029, elaborato e presentato da Finaf, Aop di riferimento di Apo Conerpo. La nuova programmazione, insieme all’innalzamento del contributo comunitario e alla gestione efficace della Aop, ha consentito di trasferire ai soci un contributo più elevato rispetto alla precedente programmazione, rendendo più rapido anche il meccanismo degli anticipi e dei rimborsi quadrimestrali.

Gestione del rischio e ricerca per il futuro delle produzioni

Il bilancio 2025 conferma anche il rafforzamento degli strumenti di protezione a favore delle aziende agricole socie.  “Il fondo di mutualizzazione CMC 2020 contro i danni da cimice asiatica sarà ricostituito con un versamento aggiuntivo di 1 milione di euro – prosegue Ghezzi -. Nel comparto orticolo vengono confermati i fondi dedicati alla gestione dei rischi di mercato e di credito, tra cui il fondo per future liquidazioni del pomodoro, il fondo solidarietà pomodoro e il fondo di solidarietà orticolo per i rischi di credito. Nel comparto frutticolo restano inoltre attivi il fondo solidarietà per il fresco e il fondo per l’industria, affiancati dagli strumenti OCM e PSR a sostegno di investimenti sempre più onerosi nei frutteti”.

Il nuovo obiettivo? Non solo commercializzare ma sostenere la produzione delle aziende

“In questi mesi abbiamo lavorato anche a due nuovi fondi mutualistici – prosegue il direttore -. Il primo nasce per rispondere alla crescente criticità del pisello da industria, condizionato da basse rese produttive e da un calo delle superfici coltivate del 40% negli ultimi cinque anni. Il secondo punta invece a colmare la mancanza di una protezione specifica contro le avversità climatiche e fitosanitarie degli investimenti realizzati dalle aziende agricole”.

“La vera sfida, oggi, non è soltanto commercializzare meglio, ma permettere alle aziende agricole di continuare a produrre”, evidenzia Vernocchi. “Cambiamenti climatici, fitopatie, cimice asiatica, gelate, grandine, difficoltà nella difesa fitosanitaria e instabilità dei mercati impongono un salto di qualità negli strumenti di protezione. Fondi mutualistici, gestione del rischio, sostegno agli investimenti, ricerca e innovazione sono leve diverse, ma rispondono a un unico obiettivo: dare futuro alle produzioni dei nostri soci”. 

Ricerca e innovazione: 1,2 milioni di euro in 30 progetti

In questo quadro, la ricerca scientifica mantiene un ruolo centrale. Apo Conerpo è attualmente impegnata, insieme ai propri partner scientifici e in sinergia con l’Aop Finaf, in 25 progetti di ricerca, ai quali se ne aggiungono altri 5 in fase di avvio, per un investimento annuo complessivo di oltre 1,2 milioni di euro. Le attività riguardano ambiti strategici per il futuro dell’ortofrutta: difesa integrata, sostenibilità ambientale, gestione climatica, innovazione varietale e nuove opportunità legate alle TEA e alle NGT. “Il futuro dell’ortofrutta passa dalla capacità di produrre meglio, con strumenti più efficaci, varietà più adatte ai nuovi scenari e sistemi di difesa sostenibili”, conclude Vernocchi. “Per questo Apo Conerpo continuerà a investire in ricerca, mutualità e organizzazione di filiera: perché la competitività del Gruppo nasce prima di tutto dalla tenuta delle imprese agricole socie”.


Potrebbe interessarti anche