Eventi e fiere

12 marzo 2026

Macfrut 2026, le Olimpiadi dell’ortofrutta

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Make it juicy: questo il claim che accompagnerà Macfrut 2026, pronta a diventare sempre più succosa, ricca e internazionale

Business, incontri, conoscenza e condivisione: sono questi i pilastri dell’edizione che si terrà al Rimini Expo Centre dal 21 al 23 aprile e che è stata presentata questa mattina a Roma, nella sede dell’Agenzia Ice. Tanti gli interventi che si sono susseguiti per raccontare quello che Macfrut rappresenta oggi per il comparto ortofrutticolo italiano e internazionale, con particolare accento sul ruolo di ponte fra l’Italia e Paesi terzi.  Se, sul fronte interno, la Sicilia sarà regione partner, dall'altro Macfrut guarda sempre più oltre i confini: dall'Asia all'Africa, all'America latina con una forte presenza dell'area caraibica

La solidità dell'export ortofrutticolo italiano

A fare gli onori di casa, Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia Ice, che ha sottolineato l’importanza della presenza in fiera di operatori strategici e i traguardi recenti dall'agroalimentare italiano, dal record storico dei 72,4 miliardi di euro per l’export al riconoscimento della Cucina italiana come Patrimonio Unesco. “Oltre a questo ci sono tanti altri progetti strategici che si stanno realizzando”, ha aggiunto Zoppas ribadendo l'impegno di Ice a sostegno dell'internazionalizzazione. 

I dati confermano anche la solidità del comparto ortofrutticolo: nel 2025 l’export italiano di ortofrutta ha raggiunto i sette miliardi, con una crescita dell’11,3% rispetto al 2024 che colloca l’Italia al 12esimo posto nel ranking mondiale. I principali mercati di destinazione restano europei con Germania primo partner commerciale (2,1 miliardi di euro) seguita da Francia (722 milioni), Austria (476 milioni), Svizzera (397 milioni) e Spagna (319 milioni). 

Per il ministro Francesco Lollobrigida, Macfrut si pone come occasione di confronto sullo stato di cose, su quanto fatto e da fare. Lollobrigida ha insistito anche sulla relazione tra sistema Italia, qualità e benessere. “L’Italia è un Paese che sa rappresentare il paradigma della sana alimentazione, della qualità, di sostenibilità ambientale e economica. Bisogna garantire imprese funzionali alla creazione di lavoro e ricchezza. Quando questo obiettivo viene raggiunto, il resto viene da sé". 

Una continua espansione

E' partita dall'attualità la riflessione di Patrizio Neri per cui questa è la prima edizione da presidente di Cesena Fiera e Macfrut. “L’esperienza alla guida di Cesena Fiere mi sta regalando una consapevolezza nuova e profonda, un entusiasmo che non provavo da tempo. Mi sono accorto che Macfrut assomiglia alle Olimpiadi più di quanto pensiamo”. Come le Olimpiadi, richiede una lunga preparazione, arrivano aziende e partner da tutto il mondo e convergono qui le migliori soluzioni, tecnologie, idee e prodotti.

Neri ha sottolineato anche la complessità di quella che non è “solo una fiera, ma una piattaforma strategica globale, il luogo in cui l’ortofrutta italiana smette di essere solo prodotto e diventa sistema, dove viene scritto il futuro del settore, giorno dopo giorno, dai suoi stessi protagonisti”. 

Il ruolo dell’ortofrutta come pilastro dell’economia italiana è dimostrato anche da un valore alla produzione di 18,8 miliardi di euro, cresciuto del 50% negli ultimi dieci anni. Numeri dietro cui si muovono 158mila imprese agricole. "Il 23% di esse vive di questo comparto. Questo significa presidiare il territorio”, ha detto Neri.

Per la sua 43esima edizione, Macfrut vuole portare in scena 1.400 espositori e 800 top buyers internazionali. "Nonostante la complessità dello scenario geopolitico mondiale, la nostra risposta è l’apertura. Il 40% dei nostri espositori parla straniero. Siamo diventati un ponte tra i Continenti: dalla Cina al Cile, dall'Africa sub-sahariana a Brasile e Perù. Forte la presenza della Repubblica domenicana", ha sottolineato il presidente Neri. 

Ma Macfrut non è solo numeri. L'attenzione è puntata sulla qualità dei contenuti che spaziano dall'innovazione tecnologica a prodotti in crescita come mango e avocado, simbolo di un mercato che cambia. “Se alle Olimpadi si sfidano gli atleti migliori, a Macfrut si sfidano le idee migliori del nostro settore”.


I risultati delle missioni internazionali

Importante la presenza internazionale. 18 le missioni realizzate quest’anno che hanno portato l’esperienza di Macfrut in Paesi come Brasile, Colombia, Angola, Ghana e Polonia. “La missione in Cina ha portato a una presenza espositiva importante con due delegazioni provenienti dai due principali mercati ortofrutticoli e 22 delegati traider interessati ad avere relazioni con la produzione italiana”, ha sottolineato Luigi Bianchi, executive manager di Macfrut.

Alla presenza dei buyers sarà dedicata una piattaforma B2B che ottimizzi ancora di più le occasioni d’incontro. “Costruiamo uno spazio in cui la cooperazione mostra risultati concreti”, ha aggiunto Ugo Ferrero, responsabile affari istituzionali Aics.

Una visita più agevole grazie a tre diverse sezioni 

L’ara espositiva sarà suddivisa tra pre-harvest, post- harvest, core business di Macfrut, e healthy food che ha già raddoppiato la propria presenza rispetto allo scorso anno. Ampio spazio al mercato che cambia con un focus sul mango durante la prima giornata, uno sull’avocado nel secondo e un terzo su tecnologie, packaging e avocado in Italia

Più di 400 metri quadrati di superficie espositiva saranno dedicati all’area caraibica, sia al prodotto fresco che al trasformato con l’obiettivo di porsi come punto di riferimento. “Macfrut è punto di riferimento per innovazione agricola e il dialogo internazionale”, ha detto Rafael A. Lantigua Ciriaco, ambasciatore della Repubblica Dominicana che poi ha sottolineato il motivo della presenza del suo Paese alla fiera: “La nostra nazione è qui oggi, a fianco dei partner internazionali, come impegno per un modello di agricoltura che sia avanzato e fortemente inclusivo, promuovendo biodiversità e microclimi”. Una presenza che l’ambasciatore definisce “strategica”, mirata alla promozione di sinergie e cooperazione. 

E poi ci sono le eccellenze locali della Sicilia come regione partner. Calogero Foti, capo di gabinetto dell’assessorato all’agricoltura siciliano, ha sottolineato il legame tra prodotti, aziende e territorio: “ La Sicilia non coltiva prodotti, attraverso di essi coltiva la storia - ha dichiarato - Quando offriamo un prodotto da mangiare si percepisce il lavoro di chi lo ha accudito”. 

Massimo Gargano, direttore generale Anbi, ha sottolineato anche l’importanza delle risorse idriche a cui sarà dedicato il campo sperimentale Acqua Campus per affrontare con un approccio globale il tema relativo a risparmio e gestione. 

Oltre 100 gli eventi in programma

Innovazione, tecnologia, ricerca: sono più di 100 gli eventi che avranno luogo durante Macfrut 2026, tra quelli organizzati dal comitato tecnico - scientifico e quelli promossi in autonomia dai singoli espositori. “I cento eventi sono lo strumento per fare il punto sullo stato di avanzamento delle innovazioni e del mercato. La specificità di Macfrut è propria quella di trasferire le novità a tutta la filiera”, ha evidenziato Paolo De Castro, presidente del comitato tecnico-scientifico. Tanti i saloni tematici coordinati dai massimi esperti del settore. Ogni salone affiancherà la parte espositiva e commerciale a un ricco programma convegnistico, sui temi strategici del settore 

I numeri dell’ortofrutta 

Nel 2025, l’ortofrutta è stato il comparto che ha guidato l’agricoltura italiana con 19 miliardi di euro di produzione, il 27% della produzione agricola nazionale. Contribuisce per il 18% all’export agroalimentare italiano. Secondo i dati di Nomisma, in ambito europeo, l’Italia copre il 17% del valore totale dell’ortofrutta prodotta all’interno della Ue ed è il secondo produttore del Continente nella produzione di ortaggi (incluso il pomodoro da industria) e il secondo nella produzione di frutta (inclusa la frutta secca).

 “L’Italia è il primo Paese esportatore di mele. Sul podio mondiale anche kiwi, pesce nettarine e nocciole. Nel 2025, siamo stati i quarti esportatori al mondo di uva da tavola e secondi a livello europero", ha sottolineato Livio Proietti, presidente Ismea. Sono 128 le Ig riconoscimento sulle 433 nell’Unione europea, ovvero oltre un quarto del totale. Fondamentale il ruolo delle oltre 300 Organizzazioni di produttori

In tema di domanda interna, la spesa per ortofrutta è la prima nel carrello delle famiglie italiane e ne rappresenta il 20% del totale. Proietti ha evidenziato anche come, negli ultimi anni, si sia rafforzata anche la consapevolezza del ruolo dell’ortofrutta in una sana alimentazione a cui si associa un aumento delle vendite nel retail tra il 2024 e il 2025. 

I volumi complessivamente acquistati sono cresciuti del 2,6%, grazie soprattutto alla componente fresca, dove ci sono stati discreti incrementi dei volumi nel carrello sia per gli ortaggi freschi (+3,5%) che per le patate (+5,1%). Per lo più stabili gli acquisti di ortaggi di IV gamma (+0,4% la spesa e -0,1% i volumi) e surgelati (+0,2% la spesa, stabili i volumi). In lieve incremento i volumi delle conserve di pomodoro (+1,4%) a fronte di una spesa stabile e prezzi in lieve ridimensionamento.

Per la frutta la spesa complessiva è cresciuta del 2,7%. Se i volumi venduti di succhi si sono ridotti (-6,5%) tra i segmenti freschi c’è stato invece un riorientamento dei consumi verso frutti rossi, tropicali e frutta in guscio: in crescita i volumi di frutta in guscio (+2,6%), kiwi (+7,2%), fragole (+8,9%), mirtilli (+25,9%), mango (+36,4%), avocado (+47%), melograno (+25%). Crescono anche i consumi di frutta fresca bio (confezionata), rispettivamente dell’1,8% in quantità e del 7% la spesa.

In chiusura della giornata, non poteva mancare l’accenno al recente conflitto in Medio-Oriente. “Nell’immediato ci sono problemi per alcune singole aziende, ma complessivamente il comparto sta bene, anche in considerazione del fatto che la stagione commerciale in quell'area volge al termine. Tutto dipenderà dalla durata del conflitto. Se non si prolunga, in breve tempo potremo recuperare. Se dovesse durare, i danni per il sistema economico possono essere diversi”, ha concluso Patrizio Neri.

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