L’agricoltura sta diventando un sistema sempre più complesso. Servono energia a basso costo per alimentare celle frigorifere, magazzini di lavorazione, droni, centraline meteo e, sempre più spesso, macchine autonome: robot capaci di compensare la carenza di manodopera e di intervenire sulle colture con sensori e telecamere ottiche, riducendo l’uso di chimica.
La struttura produttiva è molto più articolata rispetto al passato, anche recente, quando le aziende agricole potevano contare su un ventaglio più ampio di molecole per affrontare le principali avversità. Oggi servono tecnologia, integrazione e nuove competenze. E a Macfrut 2026 tutto questo è apparso con grande chiarezza.
Robot agricoli: l’innovazione parla italiano (anzi, bolognese)
Nelle aree speciali dedicate alla tecnologia spiccano i robot agricoli. Uno dei protagonisti è quello sviluppato da Field Robotics, spin‑off dell’Università di Bologna che, dopo anni di sperimentazione, è oggi sul mercato.
“Abbiamo già venduto dieci unità in Italia e una in Spagna, e ogni giorno il robot diventa più funzionale”, dice Lorenzo Marconi. La nuova versione integra una trincia elettrica e si muove in autonomia tra i filari, con tre punti di forza evidenti: zero emissioni locali, silenziosità e precisione operativa. Un vantaggio non solo ambientale, ma anche per gli agricoltori che lavorano a stretto contatto con le macchine.
Lorenzo Marconi
Il ricercatore del Dipartimento di ingegneria dell’energia elettrica e dell’informazione dell'Università di Bologna è intervenuto in un convegno di Macfrut dove ha sottolineato come l'intelligenza artificiale sia fondamentale nello svolgere attività ripetitive ma variabili, nell'interpretare dati (digital twin). Ma allo stesso tempo "l'AI non deve essere una soluzione “brutale” (“brutal force”): serve controllarla e integrarla con modelli fisici". Umberto Albertin, ricercatore del Centro interdipartimentale PIC4SeR sulla robotica di servizio del Politecnico di Torino ha messo in risalto aspetti interessanti del fenomeno come la raccolta autonoma dei frutti con sistemi avanzati di visione delle produzioni o sul diserbo autonomo senza l'uso di prodotti chimici. Più macchine e meno pesticidi.
Accanto a Field Robotics, in fiera c’era anche il robot di Farigo, che sta completando l’ultimo step di sviluppo. L’azienda spiega a myfruit.it il percorso: prima la gestione completamente elettrica, poi la guida autonoma, ora l’integrazione delle due tecnologie in una piattaforma ibrida.
Una scelta necessaria per lavorare in campo aperto, dove l’orticoltura professionale è diffusa non solo in Spagna e Sicilia, ma anche in Germania, dove il clima più mite sta spingendo il settore orticolo.
"Per garantire operatività h24, le alternative sono due: sostituire le batterie oppure generare energia a bordo. Da qui la decisione di utilizzare un motore diesel altamente filtrato, gestito elettronicamente per ottimizzare consumi ed emissioni, che funge da generatore per ricaricare la batteria integrata".
Agrivoltaico: energia e coltivazione possono convivere
La tecnologia non riguarda solo le macchine. A Macfrut si è parlato anche di agrivoltaico, con l’esempio di iGreen System, che sta installando impianti in diverse aree. “Si sta investendo su una tecnologia che permette di coniugare coltivazione e produzione di energia”, spiega il responsabile vendite Roberto Innocenti. Una diversificazione delle entrate che aumenta la resilienza economica delle aziende agricole.
Le contestazioni non mancano, ma i numeri aiutano a contestualizzare: “Abbiamo realizzato impianti medi su estensioni di circa 5 ettari”, precisa Innocenti. Non si tratta quindi di decine e decine di ettari, dimensioni che spesso generano opposizione da parte delle comunità locali.
Dati, IoT e Intelligenza artificiale: la nuova strategia della frutticoltura
La trasformazione digitale è l’altro grande pilastro. Sensori nel suolo e sulle piante, centraline connesse, piattaforme IoT e algoritmi di intelligenza artificiale permettono di raccogliere dati in tempo reale e monitorare costantemente colture e ambiente. Il tema è stato al centro di un workshop all’Innovation Arena, organizzato con il Politecnico di Torino e l’Università di Bologna.
Oltre l'esposizione delle macchine, le offerte delle aziende negli stand e i convegni, a Macfrut sono stati organizzati utili seminari informativi. Uno è stato dedicato alla robotica che sta assumendo un ruolo sempre più strategico in agricoltura, supportando gli operatori in molte attività in campo come le semine, il diserbo meccanico, il monitoraggio delle colture e la raccolta. Il tema è stato affrontato in un seminario organizzato dal Politecnico di Torino e dall'Università di Bologna.

Infine Angelo Benedetti, presidente di Unitec, ha portato l'esperienza dell'azienda romagnola. Anche qui macchine intelligenti che permettono alle centrali ortofrutticole di migliorare l'efficienza nella lavorazione dei prodotti e ad ottenere un miglioramento qualitativo dei frutti costante nel tempo.
Droni e agricoltura di precisione
Bene i robot ma si tratta ancora di una produzione limitata a piccole serie. Discorso diverso per i droni, dispositivi che oggi non possono mancare nell'azienda agricola. Per questo è stata molto alta la partecipazione ad un seminario tecnico organizzato dal Servizio fitosanitario regionale dell'Emilia Romagna negli spazi dell'Innovation Arena, con il coordinamento di Stefano Boncompagni, del Servizio Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Danilo Demarchi del Politecnico di Torino. I temi sviluppati? Il loro impiego nell'agricoltura 4.0 e gli aspetti normativi che regolano l'utilizzo di questi velivoli. Un terreno cui coltivare.
Una filiera che cambia volto
Robot autonomi, agrivoltaico, sensori intelligenti, IA: Macfrut 2026 ha mostrato un settore che non può più permettersi di restare fermo. L’ortofrutta entra in una fase in cui energia, dati e automazione diventano parte integrante del lavoro quotidiano. Non è più solo agricoltura: è ingegneria applicata al campo, con un obiettivo chiaro, produrre meglio, con meno risorse e con maggiore sostenibilità. La sfida non è semplice ma bisogna affrontarla.