Il caldo estremo accelera la maturazione dei pomodori e degli ortaggi causando alternanza di presenza del prodotto sui mercati. Si ha così l'altalena dei prezzi che ha portato a un forte rialzo nella settimana prima di Ferragosto e una conseguente caduta la settimana successiva.
Questa la testimonianza di Toni Margiotta, rappresentante degli operatori del mercato primario di Vittoria (Ragusa) sugli andamenti delle dinamiche e delle quotazioni. A Rimini complice la tenuta del turismo si lavora bene e si vende bene il prodotto di qualità, a iniziare dall'uva come racconta a myfruit.it Alessandro Marchese, imprenditore e presidente Fedagro Rimini.
Ferragosto con prezzi sostenuti: per pomodori e ortaggi siciliani
A Ferragosto il mercato ortofrutticolo di Vittoria ha vissuto una fiammata improvvisa: prezzi schizzati verso l’alto, con rialzi anche di 50–70 centesimi sul pomodoro rosso e sulla merce più richiesta. Un’impennata, ma brevissima. Già da metà della settimana successiva, racconta Toni Margiotta, "le quotazioni sono tornate a scendere con altrettanta rapidità".
Margiotta descrive un mercato in massima altalena. L’effetto Ferragosto è stato netto: prima l’aumento, legato alle richieste per le feste, poi il calo immediato. E ora si intravede "un possibile nuovo rialzo già dalla prossima settimana, perché la merce è poca e le condizioni climatiche continuano a pesare".
Il nodo centrale è proprio il caldo eccezionale che sta segnando l’estate siciliana. "Le temperature elevate stanno modificando i tempi di maturazione delle colture. Negli anni passati una pianta impiegava più tempo per portare a maturazione il prodotto. Oggi, con questo caldo è già pronta in pochi giorni", racconta Margiotta. Il risultato è duplice: da un lato le piante si scaricano molto più velocemente, dall’altro la gestione della merce è meno prevedibile. Ci sono momenti in cui arriva tantissimo prodotto tutto insieme, e subito dopo il mercato resta vuoto".
Un fenomeno che non riguarda solo il pomodoro, ma praticamente tutte le referenze: zucchine, melanzane, peperoni, cetrioli. "Vale un po’ per tutta la merce", conferma. L’accelerazione della maturazione, unita alle ondate di caldo che in Sicilia potrebbero tornare a toccare i 44–45 gradi, crea oscillazioni continue e rende difficile programmare sia la raccolta sia la vendita.
Il Datterino a 2,80 euro, ciliegino a 1,50 e la zucchina tra 1,60 e 1,70
Sul fronte delle quotazioni, il presidente fornisce i valori di oggi con le quotazioni della merce di buona qualità: "Il ciliegino si attesta intorno a 1,50 euro, il Piccadilly a 1,30 euro, mentre il datterino è l’unico prodotto che ha mantenuto stabilità da Ferragosto, con una fascia alta che arriva a 2,80 euro. La melanzana viola si colloca intorno a 1,50 euro, la zucchina oscilla tra 1,60 e 1,70 euro, e i cetrioli viaggiano sui 90 centesimi". Pur con il calo post ferragostano i prezzi restano buoni.
A Rimini bene l'estate, l’analisi di Marchese: “Produrre meno, ma meglio. Il mercato premia la qualità”
La capitale estiva della Romagna è una buona piazza per l'ortofrutta anche grazie alla resistenza del turismo e delle presenza che non sono mancate anche in quest'ultima stagione. Per l’ortofrutta riminese il mese di agosto ha quindi confermato una tendenza ormai strutturale: "Il mercato premia chi punta sulla qualità".
Alessandro Marchese
Questa l'analisi di Alessandro Marchese, imprenditore e presidente di Fedagro Rimini, che descrive un settore in trasformazione profonda, dove il "consumatore compra meno ma pretende prodotti eccellenti. E chi riesce a garantirli ottiene buoni risultati".
Uva: bene le quotazioni, differenze nette tra chi seleziona e chi no
Secondo Marchese, nonostante il periodo non eccellente per il comparto l’uva di fascia alta "continua a performare bene, con un agosto migliore rispetto allo scorso anno e aumenti stimati tra il 10 e il 15%. Le referenze premium - Italia Due di Giacovelli, Italia di Trani Frutta, le Arra di Pavone e Armonia - si mantengono stabilmente intorno ai 3 euro. L’uva Vittoria della Royal Frutta viaggia sui 2,20 euro costanti".
Il problema nasce altrove: "Chi non fa selezione in campo e non cura gli imballaggi prende da 50 cent a 1 euro. È lì che si crea confusione. La forbice tra prodotto premium e prodotto non selezionato si allarga, e la differenza la fa la capacità di lavorare bene".
Marchese insiste su un punto: il consumatore è cambiato. "Acquista meno, ma quello che vuole lo vuole di qualità. Questo ha modificato anche il modo di lavorare dei produttori più attenti. E nei mercati si ottiene più che in altri canali di vendita".
Pomodori: rialzi forti, poi stabilità. Il datterino resta al top. Grappolo a 2,50/2,70 euro
Negli ultimi dieci-quindici giorni "il pomodoro ha mostrato rialzi molto marcati, con l’ovetto verde che si è attestato intorno ai 2,50 euro e il grappolo che ha raggiunto valori compresi fra 2,50 e 2,70 euro per la merce extra. Anche le melanzane hanno seguito questa tendenza: la tonda ha superato stabilmente 1 euro, mentre la lunga si è mossa fra 1,50 e 1,70 euro. Il Cuore di Bue è diventato quasi introvabile, con un prezzo di 3,30 euro per il prodotto ordinario e di 4,50 euro per quello di qualità superiore".
"Il ciliegino ha registrato un calo, mentre il datterino di fascia alta è rimasto su livelli molto elevati, con una vendita che si mantiene intorno ai 4,50 euro".
Pesche e nettarine: i prezzi delle prime più alte delle seconde che sono rimaste anche invendute
La situazione cambia completamente sul fronte delle drupacee. Le nettarine sono in forte sovraofferta: "Negli ultimi 4–5 giorni alcune sono rimaste invendute. I calibri grossi si collocano tra 1,30 e poco oltre. Diverso il discorso per le pesche, che con lo stesso calibro arrivano a 1,80–2 euro. Esistono nicchie di eccellenza - come le nettarine di Roncofreddo o di Canicattì, rosse e di gusto straordinario - ma non fanno media. Dieci pedane di prodotto premium rappresentano mezza pedana di vendita reale".
“O buona o niente”: il nuovo consumatore e il futuro dei mercati
Marchese allarga lo sguardo: "Il consumatore oggi compra meno. Non si ricorda se ha pagato 2 euro in più, si ricorda se era buono. Le famiglie sono più piccole, le abitudini sono cambiate, e l’acquisto medio di ortofrutta è calato. Oggi bisogna investire negli asili dove si crea il gusto per frutta e verdura". C'è da coltivare e non solo i campi.