Parafrasando il pittore René Magritte, anche una mela non è più una mela: anzi, non è solo una mela, è molto di più.
Non si tratta di poesia, ma di un approccio commerciale con ricadute concrete scelto da Vip. L’obiettivo è valorizzare questo frutto leader non solo attraverso le ricette possibili – che sono tantissime – ma anche tramite un consumo abbinato ad altri prodotti di eccellenza, o, come preferisce l’azienda, “i cibi che amiamo di più”.
Benjamin Laimer, head of marketing, lo racconta a myfruit.it dallo stand a Marca 2026 offrendo spicchi di mela con cioccolato di Modica, la Golden con Pecorino Romano Dop o con prosciutto di Norcia Igp. Un viaggio sensoriale che parte dal Nord Italia e approda in Sicilia. Un progetto che arriva nel momento giusto, proprio mentre la cucina italiana può fregiarsi del riconoscimento Unesco.
Il percorso con la nutrizionista Chiara Manzi
“Abbiamo iniziato con l’Apple Pairing insieme alla dottoressa Chiara Manzi. Con lei volevamo creare degli abbinamenti che non fossero semplicemente ricette. Un’azione trasversale, dove alla fine l’obiettivo primario era trovare un modo per raccontare in maniera nuova questa varietà tradizionale”.
Il risultato è un nuovo prodotto che genera attenzione e “ci dà anche la possibilità di raggiungere ancora di più il consumatore giovane che, grazie all’abbinamento, mostra interesse”. Questo il punto di partenza: “Da lì siamo partiti ed è iniziato il nostro viaggio per l’Italia. Iniziato al nord e che si chiude adesso al sud. L’ultima tappa sarà a febbraio in Sicilia”.
Il piatto forte è la mela Pinova insieme al cioccolato di Modica. “Non vogliamo solo creare ricette o abbinare due prodotti, ma raccontare l’incontro tra due prodotti, due produttori, due culture diverse”.
La meta finale è il punto vendita. “Qui trova la sua massima espressione con il cross-selling nel reparto ortofrutta”. Marca è la sede più appropriata per concretizzare il racconto. "E' importante la collaborazione con le singole catene e quindi presentare il progetto nel contesto della fiera”. C’è da comunicare al consumatore e al distributore. “A Marca incontri i grandi player della Gdo per presentare il nuovo approccio”. In altri termini in reparto si compra la mela, gli altri prodotti e si riceve il ricettario.
Fuori dal reparto ortofrutta con la purea
Proprio a Marca è stata presentata la ricerca di SG Marketing sui consumi più elaborati. Su questo tema Vip gioca la sua partita con le puree commercializzate da Vog Products. “Noi diamo la materia prima e il logo”. Non solo mele: anche berries e altri frutti per quattro gusti, sostenuti dal capitale storico, identitario e di conoscenze che facilita il riconoscimento da parte del consumatore finale. “Si va oltre la mela fresca e oltre la vendita nel reparto ortofrutta, mettendo in primo piano l’origine”.
Un’origine ben evidente nel packaging, dove lo stile dell’animazione si sposa con la tradizione. “Un’opportunità per ampliare la presenza del nostro marchio”.
Novità e conferme nel mercato
“Quest’anno la campagna è partita abbastanza bene, soprattutto per il nostro mercato italiano. Siamo molto soddisfatti fino ad oggi. La situazione complessiva in Europa è diversa rispetto all’anno scorso. La Germania quest’anno ha registrato una buona raccolta domestica: per noi è un po’ più faticoso, ma abbiamo venduto bene anche lì. Differenze poco significative rispetto alla campagna precedente”. Parole e analisi del direttore vendite Joachim Rabensteiner.
“Le vendite al di fuori dell’Europa sono molto trainanti, anche a causa della mancanza produttiva di Paesi come Turchia, Bulgaria e Grecia. Un quadro che aiuta, per esempio, a vendere in India; abbiamo lavorato bene anche in Egitto. Un buon risultato complessivo anche per il nostro assortimento varietale. Per esempio, l’Ambrosia quest’anno è molto gradita in Germania”.
Una varietà di prodotto che permette di essere presente 12 mesi nei mercati, senza abbandonare il reparto ortofrutta e intercettando nuove esigenze e stili di consumo. Senza dimenticare la qualità grazie alla vocazione della Val Venosta e della coltivazione in altitudine.