Trend e mercati

11 settembre 2026

Bio, negli Stati Uniti cresce sia in valore che in volume

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Negli Stati Uniti il comparto biologico sta vivendo un periodo molto positivo. Nonostante le difficoltà economiche, la domanda è cresciuta evidenziando ancora una volta come qualità, salute e benessere siano aspetti che vengono tenuti in considerazione all'atto dell’acquisto, soprattutto se a scegliere è un consumatore giovane, cresciuto con una consapevolezza diversa verso il mondo che lo circonda. 

A confermarlo è l’Organic produce market guide 2026, la guida del mercato dei prodotti biologici edita da The Packer - Farm Journal e pubblicata quest’estate. Nella parte introduttiva, a firma di Tina Caputo, vengono evidenziati i dati da cui parte l’analisi: il rapporto dell’Organic trade association di Washington, che individua nei prodotti freschi la categoria di alimenti biologici più venduta nel 2025 e il principale punto d'ingresso per i consumatori nel mercato del biologico, e i dati Circana Omni market integrated fresh che ha indagato per 52 settimane, fino a marzo 2026, le abitudini dei consumatori.

Il risultato è che, per il terzo anno consecutivo, i prodotti ortofrutticoli biologici mostrano una crescita in valore e in volume. Secondo quanto riportato nella guida, le vendite al dettaglio sono cresciute del 3,5% superando i 12 miliardi di dollari, e quelle in volume sono aumentate del 4,3% raggiungendo i 4,2 miliardi di libbre. Più lente invece le vendite dell’ortofrutta convenzionale che si è fermata poco sopra il 2% in valore (circa 85,5 miliardi di dollari) e al +1,6% in termini di volume venduto, ovvero circa 48 miliardi di libbre. 

Le indagini svolte e i dati analizzati mostrano la volontà di un consumatore che, pur non negando la difficoltà di fare quadrare il bilancio familiare, riconosce il valore del prodotto e ne accetta surplus di prezzo. Un surplus che, si sottolinea nella guida, talvolta è minore di altre opzioni alimentari salutari presenti all’interno di un supermercato. 

Crescere si può, ma con un approccio diverso

Il risultato è certamente incoraggiante per il comparto ortofrutticolo bio. Ma lo è ancora di più la considerazione di Jonna Parker, responsabile del Fresh foods client insights group di Circana, secondo il quale ci sono le potenzialità per crescere ancora

A patto però che si seguano determinate regole e che si considerino in maniera diversa le esigenze del consumatore. Per Parker, il comparto ha bisogno di guardare con più attenzione alla strategie di marketing, al pari degli altri prodotti, di lavorare sulla differenziazione dando al consumatore ciò che gli interessa in termini di fasce di prezzo, opzioni e scelte. 

Chi sono i consumatori più attenti?

L'indagine Fresh trends 2026 di The Packer ha interpellato i consumatori di tutto il Paese cercando di comprendere le loro abitudini d'acquisto nell’arco di 12 mesi. Ne emerge che, tra tutte le fasce d’età, i più attenti e sensibili al tema sono i consumatori della Gen Z e i Millennial. Sono loro dunque che potrebbero essere disposti a rispondere positivamente a offerte premium purché siano anche sostenibili. 

Attenzione al benessere e alla salute, ma anche facilità e velocità d’uso sono aspetti che vengono soppesati al momento dell’acquisto. "I consumatori cercano sempre più prodotti che si adattano a stili di vita dinamici pur offrendo freschezza, sapore e benefici nutrizionali", afferma Jen Jacobs, responsabile marketing dell'Organic produce association di Washington. 

I piccoli frutti i più amati

Come negli anni precedenti, nel periodo in esame la frutta fresca domina le vendite di prodotti biologici con una crescita dell'8% che ha permesso di raggiungere i 5,4 miliardi di dollari. In termini di volume, le vendite sono aumentate del 7,1% arrivando a 2,3 miliardi di libbre. Più stabile il mercato delle verdure bio: +0,5% in valore e +1,1% in volume. 

I piccoli frutti dominano la classifica con un aumento del 10,7% in valore rispetto all'anno precedente, arrivando a quota 2,3 miliardi di dollari, e un +13,7% in volume. I mirtilli sono emersi come la varietà più venduta, con un incremento del 12,3% in valore e più del 13% in volume.

Seguono le fragole con un aumento del 9,7%.  Le vendite al dettaglio di fragole sono arriivate a 780 milioni di dollari, segnando il +14% in volume, in ripresa dopo il calo dell’1% nel 2024. Il prodotto biologico rappresenta oltre il 14,45%, delle vendite totali della categoria mentre un altro 22% degli intervistati ha dichiarato di aver acquistato biologico almeno in parte. Avendo superato i 397 milioni di dollari, le vendite al dettaglio dei lamponi bio segnano +11,5% Cresciuti di quasi il 20% i volumi, con 34 milioni di libbre, nonostante un prezzo medio al dettaglio significativamente più alto per il prodotto biologico. Il biologico rappresenta oltre il 22% delle vendite totali.

Bene anche per le more che hanno confermato il preesistente trend di crescita con un balzo del 7,1% nelle vendite in valore e un incremento dell'8,5% nelle libbre vendute, nonostante la differenza di prezzo con il prodotto convenzionale sia stata significativa. Il bio ha rappresentato più del 21% delle vendite totali. 

Risultato positivi per le banane. Angurie in calo

Ottime anche le performance delle banane che hanno registrato, secondo Circana, le vendite in volume più elevate, guadagnando il 9,7% su base annua. In valore, le vendite sono aumentate di oltre il 12%, mentre i termini di volume sono cresciute di quasi il 10%. Il biologico rappresenta il 18,5 % del totale acquistato. Secondo l'indagine questo risultato potrebbe essere il risultato di una differenza di prezzo lieve tra biologico e convenzionale visto come aspetto in grado di aprire la strada alla versione bio. 

Le mele biologiche, anche se sono calate del -3,5%, si confermano un prodotto ben consolidato nell’alimentazione quotidiana raggiungendo vendite al dettaglio pari a 872 milioni di dollari. Il biologico rappresenta il 17% delle vendite totali della categoria. Le vendite a valore sono salite di un lieve 0,4%. L’indagine sulle tendenze dei freschi ha mostrato che il 21% dei consumatori ha dichiarato di aver acquistato mele biologiche almeno una parte delle volte in cui ha acquistato il frutto.

In calo invece l’anguria che segna il 14,5% in meno nelle vendite in valore su base annua e -8,1% nelle vendite in volume. Non meglio per il melone cantalupo: -24% sia nelle vendite in valore che in volume. Crescono invece altre varietà meno comuni come i meloni a polpa arancione/cantalina e melone giallo canary: un segnale di come la curiosità e la ricerca di novità rappresentano dei driver per il consumatore del biologico. 

Dopo la crescita importante delle vendite nel 2024, rallentano ma non si fermano le vendite di mango biologici: più dell'11% in valore (circa a 146 milioni di dollari) e circa +10% in volume. Con quasi il 18%, le vendite di biologico hanno costituito una solida porzione delle vendite totali di mango. Tra tutti i consumatori di mango della Gen Z che hanno partecipato all'indagine Fresh trends 2026 di The Packer, il 42% ha riferito di aver acquistato mango biologici negli ultimi 12 mesi rispetto all'8% dei baby boomer. 

Spinaci, più della metà sono bio

Tra le verdure, gli spinaci freschi hanno guidato le vendite in valore dello scorso anno con 655 milioni di dollari (+1,4% su base annua), insieme alle carote con 571 milioni di dollari (+4,8%) e ai pomodori con 343 milioni di dollari (+2,2%). Gli spinaci bio rappresentano più della metà delle vendite di spinaci freschi (52,4%). 

L'indagine fresh trends mostra che gli spinaci baby sono stati la varietà più popolare tra i consumatori. Proseguendo nel loro trend di crescita, le carote biologiche hanno rappresentato quasi un terzo di tutte le vendite al dettaglio di carote nell'ultimo anno (32,81%). Le vendite in valore sono cresciute del 4,8% arrivando a poco più di 571 milioni di dollari, e le vendite in volume sono aumentate dello 0,7% a 376,4 milioni di libbre. L'indagine Fresh trends 2026 di The Packer mostra una percentuale più elevata di acquisti dichiarati di carote per i millennial e la Gen Z rispetto alle generazioni precedenti.

In lieve calo, insalate fresche e le verdure a foglia hanno registrato lievi cali su base annua sia nelle vendite in valore che in volume. Anche le miscele di insalate biologiche hanno registrato un calo nelle vendite in valore e in volume nell'ultimo anno, con prestazioni simili a quelle del 2024. Le vendite in valore sono scese di oltre il 10% nel 2025 e le vendite in volume sono calate dell'11,6%. Ciò nonostante, il prodotto biologico rappresenta oltre il 50% delle vendite totali della categoria. 

In crescita la famiglia delle zucche: le vendite in valore sono salite di oltre il 2% e le vendite in volume sono aumentate del 3%. Anche la quota del biologico sulle vendite al dettaglio totali di zucca è salita leggermente a oltre il 18%. Secondo l'indagine Fresh trends 2026, i nuclei familiari con figli a carico erano più propensi a scegliere zucca biologica rispetto a quelli senza.

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