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22 giugno 2026

AI in Gdo: il 68% è ancora in esplorazione

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La Gdo italiana guarda alla intelligenza artificiale già nel presente e non come scenario futuro, ma  il passaggio dalla teoria alla pratica industriale è ancora lungo. 

È quanto emerge dalla survey AI nella Gdo, curata da Fòrema e E.N.I.A. e commissionata dalle tech company Aton e GTN su un campione di 70 primarie aziende del settore (sono poco più di cento in Italia, il 46% supera il miliardo di fatturato) che delinea un panorama dove l’entusiasmo per le potenzialità della tecnologia convive con una marcata cautela organizzativa.

Chi ha voluto la ricerca

L’indagine è stata voluta dalle tech company Aton, con headquarter a Villorba, nel Trevigiano, e GTN, azienda IT con sede a Tavagnacco, in provincia di Udine, e presentata a Padova nella sede de Le Village all’evento Retail Tech.  Aton e GTN, specializzate nelle soluzioni digitali per l’industria e la distribuzione, operano entrambe nella digitalizzazione delle attività commerciali e della tracciabilità. 

La loro è una sinergia che ha creato un distretto tecnologico da 385 collaboratori diretti e 33 milioni di fatturato. Tra i partner a supporto della survey compaiono E.N.I.A., Fondazione Nazionale per l’Intelligenza Artificiale, Zebra Technologies, Datalogic, Soti come tech partner e Largo Consumo come media partner

La Gdo crede nella AI

“La forte spinta verso l’efficienza logistica e il back-office documentata dalla survey dimostra che la Gdo crede nel valore concreto e affidabile dell’AI” ha dichiarato Giorgio De Nardi, Ceo di Aton. “Per superare la fase dei progetti pilota e fare un reale salto di scala industriale, serve una visione sistemica, capace di tradurre i dati in decisioni operative immediate migliorative in velocità e precisione”.

I risultati della ricerca 

Il 68% degli intervistati,  48 aziende,  si è dichiarato immerso in fasi di esplorazione o di sperimentazione attiva, ma solo un’unica impresa, equivalente all’1,4% del campione, ha dichiarato di aver avviato lo scaling che si traduce nell’adozione della Ai su scala industriale. Il 19% delle aziende, ovvero 13 realtà, non ha ancora avviato alcuna attività, rappresentando il vero “collo di bottiglia” del retail moderno. Non si tratta solo di far funzionare una nuova tecnologia, ma di renderla replicabile e sostenibile all’interno di reti logistiche complesse e di centinaia di punti vendita fisici.

Servono interventi massicci in formazione 

“Il dato che vede appena l’1% delle aziende della GDO aver raggiunto una fase di scaling industriale, a fronte di un 68% ancora fermo all’esplorazione, dimostra che siamo davanti a un delicato shock culturale e normativo, prima ancora che tecnologico - ha commentato Valeria Lazzaroli, presidente di Fondazione Enia - L’intelligenza artificiale non può essere introdotta a silos o vissuta come un mero test di efficienza operativa per ridurre i costi. Senza una solida struttura di regole, senza una diffusa cultura del dato e, soprattutto, senza investimenti massicci nelle competenze interne per colmare lo scarto organizzativo, l’AI rischia di generare diffidenza anziché valore”.

 I casi d’uso più diffusi vedono in testa le knowledge base aziendali, adottate da 38 imprese, seguite dal monitoraggio delle rotture di stock (Out-of-stock) con 28 applicazioni. La riconciliazione automatica dei documenti (DDT) e i chatbot per il customer service si attestano a quota 23 preferenze, mentre la gestione dei prezzi e delle promozioni coinvolge 28 realtà. Infine, l’ottimizzazione dei consumi energetici tocca quota 21 applicazioni, a dimostrazione di una focalizzazione orientata principalmente alla riduzione dei costi operativi.

Carenze di competenze interne

Paradossalmente, il freno principale all’adozione di massa non è legato a limiti tecnologici o finanziari, ma sono in particolare di natura organizzativa, dove manca una governance complessiva che permetta di implementare l’AI in modo lineare e sicuro. 

La carenza di competenze interne specializzate viene citata da ben 41 rispondenti, seguita a ruota dalla resistenza culturale al cambiamento e dalla diffidenza verso l’AI (35 risposte). Anche sul fronte normativo la strada è in salita: solo 11 aziende hanno formalizzato una policy interna di governance sull’AI, 17 la stanno definendo, mentre ben 42 realtà non hanno ancora affrontato il tema della compliance rispetto all’AI Act europeo. A pesare è anche l’incertezza sul ritorno economico: per 29 aziende i benefici reali dell’innovazione rimangono ancora da quantificare.

"La survey evidenzia chiaramente che la vera sfida per la grande distribuzione non è più tecnologica, ma normativa e di governance», ha dichiarato Paola Geretti, ceo di GTN. “ Adottare l’AI senza una policy formale espone le imprese a vulnerabilità legali ed etiche penalizzanti. Per sbloccare gli investimenti e scalare i progetti in sicurezza, la Gdo deve strutturare urgentemente modelli di governance chiari, capaci di coniugare la spinta verso l’automazione con la piena responsabilità del dato”.


Fonte: Aton e GTN


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