In sintesi

La fragola Flavia del Civ piace sempre più in Basilicata

fragola flavia
Redazione
Autore Redazione

Le testimonianze di alcuni produttori confermano l’elevata produttività. “Vigorosa, rustica, di facile gestione agronomica”

Da diversi anni, grazie anche al successo di Candonga, la Basilicata ha dimostrato il suo potenziale come areale particolarmente vocato per la fragolicoltura.
Molte aziende lucane dell’areale di Policoro e Scanzano Jonico stanno testando con grande interesse le varietà commerciali del Civ, in particolare la cultivar Flavia, caratterizzata da precocità di maturazione, vigoria media, frutti esterni alla chioma facili da raccogliere, elevata resistenza ad oidio ed alle malattie fogliari e radicali in generale, sapore eccellente, molto dolce, con bassa acidità e alta percentuale di frutti di qualità extra. Adatta anche a terreni stanchi, ha dimostrato buona adattabilità alla pratica del ristoppio ed alla coltivazione biologica o a basso impatto ambientale.

Le testimonianze di tre produttori

Il primo produttore, Salvatore Palermo, è alla sua quarta stagione di produzione della varietà Flavia. Attualmente ha in produzione 60mila piante messe a dimora, un po’ tardivamente, lo scorso 20 ottobre con successiva copertura in tunnel al 20 dicembre.

“Flavia dimostra di essere una varietà semplice da un punto di vista agronomico: pianta vigorosa che raggiunge rapidamente uno sviluppo equilibrato in termini vegeto-produttivi, garantendo una precoce e costante messa a frutto. La varietà esprime una buona adattabilità a condizioni pedo-climatiche differenti e non sempre ottimali, confermando di essere una varietà molto facile da gestire con elevata produttività” dice Palermo.
Circa la qualità della produzione “il frutto, di colore rosso scarlatto, risulta particolarmente brillante con qualità estetiche del frutto che perdurano in post-raccolta per diversi giorni.

Non va dimenticata inoltre la capacità di questa varietà di raggiungere una colorazione dei frutti uniforme anche all’inizio della stagione di raccolta, quando le basse temperature normalmente ostacolano la pigmentazione dell’epidermide”. Infine, conclude Palermo: “da sottolineare come Flavia abbia sempre dimostrato un altro aspetto molto interessante: anche ad alte temperature, quelle tipiche di inizio maggio, dove nella maggior parte dei casi la qualità dei frutti della maggior parte delle varietà inizia a peggiorare, Flavia produce frutti che mantengono alte caratteristiche organolettiche e che non deperiscono velocemente”.
“Il frutto si presenza con una pezzatura medio-grossa per tutta la stagione e la polpa estremamente consistente che facilita la manipolazione dei frutti durante le operazioni di raccolta – conclude
Palermo – L’uniformità di pezzatura e la regolarità morfologica dei frutti facilitano la commercializzazione della varietà in differenti tipi di confezione. La consistenza della polpa, l’ottima shelf-life, buone qualità organolettiche conferiscono a Flavia, un interessante posizionamento nel segmento di medio-alta gamma. Occorre solo farla conoscere di più agli operatore del settore”.

Altra testimonianza quella del produttore Francesco Cirilliano, che produce Flavia da due anni consecutivi con ottimi riscontri in termini di produttività e qualità del frutto. Cirilliano conferma le caratteristiche della varietà: rusticità della pianta che permette anche la coltivazione in suoli stanchi; l’architettura della pianta, caratterizzata da una disposizione del fogliame, che, seppur vigoroso, se ben gestito, non causa ombreggiamento e garantisce una sviluppo dei frutti al di fuori di esso, facilitandone così la raccolta; un buon bilanciamento tra quantità di frutti in maturazione, nuove fioriture ed accrescimento dei fiori allegati, che induce una produzione costante e senza interruzioni. “L’anno scorso al 10 maggio la pianta ha registrato una produttività totale o intorno agli 750-800 grammi con il primo stacco molto precoce. Quest’anno, causa le basse temperature registrate nella seconda parte di gennaio/ inizio febbraio, siamo partiti leggermente dopo con il raccolto, ma la pianta sta ampiamente recuperando ed ha già raggiunto oggi una buona carica produttiva”.

Infine, l’azienda agricola De Pascalis ha quest’anno a dimora una prova di 10mila piante di Flavia. Si conferma la semplice gestione agronomica della pianta ed un’ottima qualità della frutta che “è molto brillante e rimane tale anche nella delicata fase del post-raccolta con una pezzatura medio-grande – sostiene il proprietario Aldo De Pascalis – uniforme anche in termini di forma e dimensione, con polpa croccante”. “Con queste caratteristiche – conclude De Pascalis – ci sono tutti i presupposti affinché Flavia possa avere un ottimo percorso di valorizzazione da un punto di vista commerciale”.

Fonte: Civ

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