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Inflazione al galoppo, schizzano i prezzi di frutta e ortaggi

Quasi due punti percentuali in più tra maggio e giugno. Per Codacons è emergenza nazionale, ma non va meglio in Europa

Bisogna tornare indietro di più di 35 anni – a gennaio 1986 per la precisione – per trovare un tasso di inflazione pari a quello dell’8% rilevato a giugno 2022 dall’Istat (Istituto nazionale di statistica). Tanto per dare il polso di quanto sta succedendo, solo il mese prima, a maggio, era al 6,8 per cento.
La reazione dei consumatori è riassunta da Federdistribuzione, che ha dichiarato: “E’ già stato tagliato il 3% dei consumi”.

I rincari di frutta e verdura

Attribuire la crisi solo ai costi energetici sarebbe però riduttivo: il galoppo dell’inflazione è arrivato anche ai prodotti, in particolare ai beni alimentari. L’Istat segnala, a giugno, l’accelerazione dei prezzi della frutta fresca e refrigerata (da +6 a +10,9% annuo) e dei vegetali freschi o refrigerati diversi dalle patate (da +11 a +11,8%).

L’epicentro è il caro energia

Di sicuro l’epicentro dell’esplosione dei prezzi è da attribuirsi al caro energia: secondo l’Istat, le tensioni inflazionistiche continuano a propagarsi dai beni energetici, la cui crescita passa dal 42,6% di maggio al 48,7% di giugno. Preoccupano di più i beni energetici non regolamentati, in primis i carburanti, che passano dal 32,9 al 39,9 per cento.

Il carrello della spesa soffre

Secondo le statistiche preliminari dell’Istat, l’accelerazione dei prezzi dei beni alimentari, lavorati e non, spinge la crescita di del carrello della spesa dell’8,3 per cento.
I prezzi dei beni alimentari lavorati hanno subito un incremento, tra maggio e giugno, di quasi due punti percentuali (dal 6,6% all’8,2%). E non va meglio per i non lavorati, che passano dal 7,9 al 9,6 per cento.

Per trovare una situazione simile occorre andare ancora al 1986, quando si registrò un incremento del carrello della spesa dell’8,6 per cento.

Allarme e preoccupazione

Non tardano i commenti delle associazioni, dalle quali si leva un grido di preoccupazione unanime. Il più tranchant è però quello di Codacons, che parla di “vera e propria emergenza nazionale“.

Secondo Confcommercio, invece, “sono inevitabili i pesanti effetti sul reddito disponibile e sul potere d’acquisto della ricchezza detenuta in forma liquida da parte delle famiglie, con conseguenti riverberi negati sui comportamenti di spesa”. Mentre a tirare le somme ci ha pensato Federconsumatori, che ha commentato: “La lista degli aumenti è lunga e tutti concorrono a determinare un aggravio di 2.384 euro annui a famiglia“.

Situazione simile in Europa

Anche nel resto d’Europa i dati sono da record: nell’Eurozona l’inflazione è pari all’8,6%, a maggio era all’8,1 per cento.
Il tasso sarebbe in decrescita solo in Germania e nei Paesi Bassi, dove comunque i numeri sono preoccupanti: si passa dall’8,7 di maggio all’8,2% di giugno, nel primo caso, e dal 10,2 al 9,9% nel secondo.

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