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Manodopera, la sanatoria ora è “scritta”

Il dl Rilancio regolarizza i braccianti. Due canali, datori e lavoratori. Scudo penale, ma non per una serie di reati. I dubbi di Alleanza Coop e Coldiretti

L’accordo politico all’interno della maggioranza  di Governo era già stata comunicata ieri mattina. Poi, ieri sera – dopo tutte le limature del caso al testo – è arrivata la quarta sanatoria degli stranieri irregolari dopo quelle del 2002, del 2009 e del 2012. La norma – contenuta nel decreto Rilancio, all’articolo 110 bis (Emersione di rapporti di lavoro).

Viene introdotta, si legge, “al fine di garantire adeguati livelli di tutela della salute” in conseguenza “dell’eccezionale emergenza sanitaria” del contagio da Covid-19 e “favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari”.
Due le possibilità previste dal testo, frutto di un lungo braccio di ferro tra i Cinquestelle – che erano contrari – e le altre forze di maggioranza. Da una lato, i datori di lavoro possono presentare – pagando un contributo forfettario di 400 euro – istanza per regolarizzare lavoratori italiani o stranieri. Questi ultimi devono essere stati fotosegnalati in Italia prima dell’8 marzo 2020 e non devono aver lasciato il territorio nazionale da quella data. E’ inoltre previsto il pagamento di un contributo forfettario per le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale, da determinarsi con un successivo decreto.
Costituisce “causa di inammissibilità” la condanna del datore negli ultimi 5 anni, anche con sentenza non definitiva, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, intermediazione illecita, reclutamento di persone da avviare alla prostituzione, sfruttamento del lavoro.

L’altro canale è quello degli stranieri con il permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019. Essi possono chiedere – dietro pagamento di 160 euro – un permesso di soggiorno temporaneo della durata di sei mesi presentando domanda al questore. La finestra è aperta dall’1 giugno al 15 luglio. Anche loro devono risultare presenti in Italia alla data dell’8 marzo e devono aver lavorato come braccianti, colf o badanti prima del 31 ottobre 2019. Se nei sei mesi di permesso temporaneo lo straniero esibisce un contratto di lavoro subordinato, il permesso viene convertito in permesso per motivi di lavoro. Non sono ammessi gli stranieri nei confronti dei quali è stato emesso un provvedimento di espulsione e i condannati per una serie di reati, dalla droga al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, nonchè quelli considerati una minaccia per l’ordine pubblico. La norma sospende i provvedimenti penali e amministrativi nei confronti di datore di lavoro e lavoratore per l’impiego di lavoratori per i quali è stata presentata la dichiarazione di emersione, anche se di carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale e per l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio nazionale. Non sono invece sospesi i provvedimenti per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Nel caso di utilizzazione lavorativa irregolare dei lavoratori che hanno avuto il permesso temporaneo le sanzioni sono raddoppiate. Il testo invita inoltre Comuni e Regioni, per evitare concentrazioni e contrastare la diffusione del Covid, ad adottare “soluzioni e misure urgenti idonee a garantire la salubrità e la sicurezza delle condizioni alloggiative, nonché ulteriori interventi di contrasto del lavoro irregolare e del fenomeno del caporalato”. Per consentire una più rapida definizione delle procedure, infine, il ministero dell’Interno è autorizzato a utilizzare per un periodo non superiore a sei mesi, prorogabile per ulteriori sei, 900 unità con contratti a termine.

Manodopera, Bellanova: ha vinto la dignità di uomini e donne

TeresaBellanovaMinistro

TeresaBellanovaMinistro

Poche ore prima,  intervenuta su Rai Radio1, all’interno di Radio anch’io, la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, aveva commentato l’accordo raggiunto: “Ha vinto la dignità degli uomini e delle donne, di persone che vivono in una situazione di grande difficoltà e che potranno adesso chiedere tutele nel proprio lavoro. Un Paese civile e democratico aveva il dovere di farlo. Rispetto alle polemiche dei 5 stelle, la mia esperienza di una vita mi dice che quando si lavora per raggiungere un’intesa, bisogna parlare poco e lavorare molto”.

“Io ho chiesto al ministro del Lavoro – ha detto Bellanova – di attivare una piattaforma per mettere in contatto le aziende agricole con chi vuole lavorare. Le richieste sono tantissime e va benissimo, più saranno i cittadini italiani che andranno a lavorare e prima risolveremo l’emergenza di manodopera in agricoltura. Andare a prendere persone negli altri Paesi significa attivare i corridoi verdi, in Germania e in Inghilterra i costi di questi corridoi sono sostenuti anche dalle aziende. Inoltre vediamo anche cosa è accaduto in Germania con l’arrivo delle persone dall’estero, cosa è diventato poi quell’aeroporto.” Poi ancora su chi verrà regolarizzato: “Viene regolarizzato chi ha un permesso di soggiorno scaduto, quindi milioni di badanti che vivono nelle nostre famiglie, e i lavoratori agricoli che hanno lavorato in agricoltura. Queste persone possono chiedere, senza un datore di lavoro che li accompagni, un permesso di soggiorno temporaneo e quando esibiscono un rapporto di lavoro passato in agricoltura, possono ricevere un permesso di lavoro per 6 mesi”.

Nel pomeriggio sia Coldiretti che Alleanza delle cooperative avevano precisato che comunque il futuro decreto non avrebbe risolto i problemi alla radice.

Mercuri: “La regolarizzazione è una soluzione parziale, servono misure urgenti”

Giorgio Mercuri“L’accordo raggiunto dal governo sulla regolarizzazione dei migranti non è che una soluzione parziale al grande problema della mancanza di manodopera nei campi che resta irrisolto”, ha dichiarato il presidente di Alleanza cooperative agroalimentari, Giorgio Mercuri, nel ricordare di aver denunciato già da due mesi la questione della mancanza di lavoratori nella raccolta dei campi. “Avevamo proposto alcune soluzioni concrete per risolvere il problema – ha detto Mercuri – ma siamo ancora in attesa che il ministero del Lavoro ci dia risposte ufficiali”. Tra le richieste avanzate dall’Alleanza, quella di introdurre strumenti straordinari di flessibilità e semplificazione, la possibilità di impiegare i cittadini che percepiscono il reddito di cittadinanza, come anche consentire forme di codatorialità nei rapporti tra azienda agricola socia e cooperativa. “Gli effetti della regolarizzazione che il Governo si appresta oggi a varare si vedranno più avanti – ha concluso Mercuri – ma le imprese hanno bisogno di risposte che abbiano ricadute immediate. La frutta sugli alberi non può aspettare e la situazione nei campi resta problematica: se non arriva manodopera, sono a rischio tutti i prossimi raccolti ortofrutticoli”.

Decine di migliaia di lavoratori rumeni sono potuti tornare a lavorare nelle campagne della Germania e della Gran Bretagna grazie agli accordi tra i diversi Paesi che hanno sfruttato i cosiddetti ‘corridoi verdi’ per la libera circolazione degli stagionali agricoli all’interno dell’Unione europea per garantire le produzioni e le forniture alimentari alle famiglie durante l’emergenza coronavirus. Per la Coldiretti si tratta di una soluzione che consente, con la quarantena attiva, di garantire professionalità ed esperienza alle imprese agricole grazie al coinvolgimento temporaneo spesso delle medesime persone che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese. Una strada che sta percorrendo anche la Francia e che rappresenta una via obbligata per l’Italia dove sono oltre 100mila gli stagionali agricoli che arrivavano ogni anno dalla Romania con permessi temporanei per la raccolta e per i lavori nelle aziende agricole italiane.

Prandini, attivare corridoi verdi per stagionali da Ue

“Va immediatamente aperto un canale di collaborazione con la Romania, da dove viene circa un terzo dei lavoratori stagionali impegnati in agricoltura dove nel tempo hanno costruito rapporti fiduciari con le imprese”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini. In questo momento di emergenza nazionale però, per Prandini, è anche importante aprire il più possibile il mercato alle opportunità di lavoro per gli italiani che rischiano il duro impatto occupazionale della crisi economica da coronavirus. Per questo “a livello nazionale – ha spiegato Prandini – è ora necessaria subito una radicale semplificazione del voucher ‘agricolo’ che possa consentire da parte di cassaintegrati, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta nelle campagne”.

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