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Lettera aperta a Giletti dalle Donne dell’Ortofrutta

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Autore Redazione

Dopo il test di positività al kiwi. “Dovete scusarvi pubblicamente e raccontare come è veramente la nostra filiera ortofrutta”

Su Non è L’Arena va in onda il test di positività al Covid e scattano le proteste. Una prova che non è piaciuta all’Associazione Donne dell’Ortofrutta, che ha ritenuto doveroso segnalare il fatto e inviare una lettera aperta a Massimo Giletti. Che riportiamo qui di seguito:

Lo sappiamo bene che di questi tempi raccogliere un po’ di audience su La7 e relativa scia di commenti e polemiche sui social fa bene. Aumenta la notorietà del programma, del conduttore e dei quattro personaggi invitati a parlare.
Ma questa volta si è toccato il fondo.

Lo diciamo come Associazione Nazionale Donne dell’Ortofrutta, 100 imprenditrici di tutta Italia che ogni giorno lavorano duramente per dare valore ad una filiera che rappresenta, in termini di occupati molto più dell’industria automobilistica; che contribuisce al PIL nazionale molto più dell’industria pubblicitaria.

Altro che informazione e deontologia professionale. Il giornalismo italiano è questo?

Scriviamo per sollevare l’attenzione su quanto messo in scena con il dottor Amici, no-vax di fama, all’interno della trasmissione Non è l’Arena.
Avete usato i kiwi per dimostrare che il tampone non funziona e già questo è agghiacciante per la debolezza scientifica. Può un sistema vegetale sviluppare antigeni e anticorpi pensati per un sistema animale?Ma soprattutto, con la vostra messa in scena avete trasmesso una fake colossale:  l’idea cioè che il kiwi sia positivo al Covid, volendo interpretare il sillogismo: tampone – kiwi – positività.

Sicuramente avete scelto il kiwi per fare scena con un prodotto facilmente maneggiabile, colorato, naturale, ma vi rendete conto del discredito su questo frutto?
Pensate che l’Italia è il primo produttore di kiwi del mondo (dopo la Cina, che è anche il primo Paese per consumi, ndr), il più esportato tra tutti i nostri meravigliosi prodotti. Il nostro ambasciatore insomma! E se qualcuno, per caso, volesse strumentalizzare questa notizia fake commercialmente, sapete cosa succederebbe? Danni enormi a tutto il settore.

Questa volta dovete scusarvi pubblicamente e raccontare come è veramente la nostra filiera ortofrutta, scusandovi per la vergognosa manipolazione informativa. Riteniamo doveroso questo e ce lo aspettiamo subito.

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