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Fruttivendoli e non solo

Bella Dentro, la frutta brutta ma buona e a un prezzo conveniente

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In un anno e mezzo hanno “salvato” 35 tonnellate di ortaggi e frutta scartati per motivi estetici o di calibro. Sono sbarcati su Cortilia e nel futuro c’è la Gdo e il trasformato

Lui lavorava all’estero in una grande società finanziaria, lei era impegnata nel mondo della pubblicità. Tanta voglia di fare cose in proprio, ma che direzione prendere? «Un giorno ho letto un servizio dedicato alla selezione della frutta e alla conseguente produzione degli scarti sul National Geographic». Lei è Camilla Archi e insieme a Luca Bolognesi sono gli ideatori di Bella Dentro. Obiettivo: ridare valore a frutta e verdura scartate per difetti estetici, perché fuori calibro o perché ammaccate dalla grandine.

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Una volta licenziati, Luca e Camilla, zaino in spalla e con con tanta voglia di imparare hanno iniziato il loro percorso per conoscere la filiera dell’ortofrutta: «Ci siamo infiltrati in ogni spazio utile in Romagna: dalle aziende alle cooperative passando per gli operatori della logistica. Una full-immertion per capire la logica, la metodologia e la filosofia dello scarto». Tanto materiale da introiettare per poter disegnare una filiera alternativa necessaria per creare un circuito a Milano. La missione? «Ridare valore ad un prodotto ingiustamente scartato e di conseguenza riconoscere un giusto compenso al produttore».

Salvate e vendute 35 tonnellate di frutta e verdura

Il lavoro è faticoso ma tutto sembra precedere tutto bene a un anno e mezzo dalla nascita del progetto. «Da aprile 2018 quando nasce il marchio Bella Dentro abbiamo “salvato” 35 tonnellate di prodotto messo da parte per difetti estetici. Abbiamo poi costruito una rete di agricoltori che dal Trentino alla Sicilia, dalle mele alle arance». Ma non solo frutta: «Abbiamo anche verdura ed in questo caso i nostri fornitori maggiori sono della Lombardia e del Veneto».BellaDentro_3

Dall’Aper Car a Cortilia. In futuro Gdo

«Con un’Ape Car ci siamo presentati in diverse zone di Milano per vendere ai privati, ma anche a ristoranti e laboratori». La memoria va alla vendita di una volta con gli ambulanti che si spostavano per le vie della città. L’esperimento però è stata un’azione di marketing per far conoscere il prodotto. «A giugno abbiamo fermato l’Ape Car e ci siamo spostati su Cortilia che ha sposato il progetto con le cassette Bella Dentro. Ora stiamo lavorando ai nostri contatti con la Gdo. È iniziato un discorso”.

Ora si punta alla trasformazione

Un passo successivo è quello che prevede anche la trasformazione. «Siamo partiti con dei test, scegliendo un partner con i nostri principi: una coop sociale che ha a disposizione un laboratorio. È l’Officina Cooperativa Sociale a cui diamo i belli dentro per essere trasformati. Puntiamo sulle conserve e sugli essiccati, anche le verdure».

I clienti? Idealisti e utilitaristi

Camilla e Luca hanno in affitto a Milano degli spazi in una struttura attrezzata: «Ci sono le celle, i muletti, abbiamo a disposizione tutti i servizi necessari, mentre per il trasporto ci rivolgiamo ai classici corrieri ortofrutticoli tradizionali». Chi sono i consumatori dei belli dentro? «Il cliente è trasversale perché si passa dall’idealista che acquista per una scelta etica motivata all’utilitarista a cui interessa la convenienza, ovvero comprare un buon prodotto ad un prezzo minore». Quanto si risparmia? «La media rispetto al listino della Gdo è di circa il 20%. Su alcuni prodotti di gran valore come il kiwi giallo si può acquistare da noi a 2 euro e 50 contro gli 8 euro della grande distribuzione organizzata.

Vendita di frutta e lezioni a scuola

Bella Dentro non è solo recupero e vendita di frutta brutta ma buona, ma anche un progetto di comunicazione: «lavoriamo con le scuole attraverso interventi in cui sottolineiamo l’importanza nutritiva della frutta e della verdura al di là dell’aspetto”.

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