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Frutta a guscio ed essiccata

Ai giapponesi piace la farina di castagna di Roccadaspide

L’azienda campana biologica Deaterra da cinque anni vende il prodotto nel Paese del Sol Levante

La farina di castagna campana piace ai giapponesi che la importano per confezionare dolci locali ma anche ispirati alla tradizione italiana come racconta a myfruit.it Gianni Guerra, titolare di Deaterra. L’azienda agricola che cura i castagneti a Roccadaspide, il paese in provincia di Salerno conosciuto per il marrone di Roccadaspide Igp.

Frutto coltivato da secoli,  consumato fresco, secco e utilizzato nell’industria di trasformazione per la produzione di marron glacés, marmellate, castagne al rum, puree e dolci locali.

Si soffrono i cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici hanno colpito anche questo prodotto identitario. “La produzione è diminuita negli ultimi 15 anni, siamo a un quarto nei quantitativi anche se poi i volumi sono rimasti stabili negli ultimi dieci anni. Oggi – sottolinea Guerra – notiamo l’intensificazione dei fenomeni climatici che provocano produzioni molto differenziate anche all’interno di uno stesso Comune. Tutta l’agricoltura vive questi cambiamenti, le produzioni sono molto legate a questi fattori ed è tutto molto variabile in campo aperto dove non possiamo controllare certi eventi estremi”.

In Giappone e da NaturaSì

Guerra elenca i diversi canali commerciali: “Vendiamo a grossisti che poi lavorano i frutti. Raggiungiamo anche la distribuzione organizzata con NaturaSì. Si tratta di un mercato principalmente italiano mentre la farina di castagne la vendiamo in Giappone, un contatto attivo da cinque anni, dove la usano per l’industria dolciaria prendendo spunto anche dalle nostre produzioni. Dalla prossima campagna ho previsto anche la vendita online con l’ e-commerce, penso di aver perso delle opportunità a non averlo fatto prima”.

Castanicoltura tutta bio

“Produrre in biologico è stata una scelta personale, frutto di una visione. il mercato non è molto sviluppato, ma ci sono i riferimenti per poter lavorare e poi conta anche il contributo che si riceve rispetto alle produzioni convenzionali ed evitiamo di usare prodotti chimici”.

Tutta la produzione è Igp, “anche se all’industria di trasformazione interessa meno la certificazione”. L’areale di produzione del marrone di Roccadaspide Igp? “In provincia di Salerno, in particolare nell’areale che comprende gli Alburni, il Calore salernitano e una parte del Cilento”.

Un sapore dolce

Una nota distintiva del marrone di Roccadaspide Igp che riprendiamo da Qualigeo, banca dati europea sistematizzata dedicata ai prodotti Dop, Igp e Stg, descrive le sue caratteristiche distintive: “Notevole pezzatura ed elevato contenuto zuccherino che gli conferisce un sapore dolce, molto gradevole. Il seme è particolarmente facile da pelare grazie alla bassa percentuale di settato, per cui la pellicola non penetra in profondità nella polpa”. Insomma, una varietà tutta da conoscere.

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