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Frutta a guscio ed essiccata

Marrone del Mugello Igp: qualità ottima, ma rispunta l’incubo cinipide

Emanuele Piani: “I volumi sono in calo per la siccità e per la presenza della vespa cinese in alcune zone”

La stagione 2021 del Marrone del Mugello Igp, a guardarla dal punto di vista del bicchiere mezzo pieno, si può dire che sia molto soddisfacente dal punto di vista della qualità e delle quotazioni. L’assenza di marcescenze e i prezzi all’ingrosso, infatti, sono elementi di soddisfazione per i produttori. Tuttavia, ci sono alcuni problemi che rimangono e, a fare il punto della situazione per myfruit.it è Emanuele Piani, presidente del Consorzio Marrone del Mugello Igp.

“Quest’anno – spiega Piani – la produzione è calata complessivamente di circa il 50% rispetto a un’annata normale. Due, nello specifico, le cause che hanno determinato questo stato delle cose: da una parte l’andamento siccitoso, che ha riguardato tutta la nostra zona, dall’altro la persistenza del cinipide galligeno in alcune aree specifiche, che ha causato perdite anche attorno al 90% dove ha attecchito più pesantemente. Mi riferisco a situazioni, per quanto riguarda il cinipide, come quelle dei comuni di Vicchio e Firenzuola, dove il problema continua ancor oggi a essere più che mai presente e anzi abbiamo osservato una recrudescenza del fenomeno”.

Ci sono però anche le buone notizie. “Il Marrone del Mugello Igp di quest’anno si presenta con frutti dolci, buoni e soprattutto sani. Sulla produzione che c’è, non sono infatti presenti muffe o altri problemi. Anche le quotazioni ci soddisfano, con un riconoscimento che all’ingrosso va dai 4,50 ai 5,50 euro il chilo. Del resto – prosegue Piani – il nostro marrone è quotato anche all’ortomercato di Bologna e rappresenta un po’ l’eccellenza della produzione castanicola italiana”.

Ad avere il riconoscimento dell’Igp, tra l’altro, è anche la Farina del Marrone del Mugello Igp. “Il nostro marrone – spiega Piani – per le sue caratteristiche come la dolcezza e la grana fine, è particolarmente adatto a un consumo fresco, ma se si rispetta il procedimento tradizionale, può anche produrre una farina di eccellente qualità. Da disciplinare, infatti, il frutto deve essere essiccato almeno quaranta giorni a fuoco lento, alimentato esclusivamente da legno di castagno”.

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