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Frutta a guscio ed essiccata

“Non c’è futuro e mancano prospettive per le nocciole dei Nebrodi”

fabio salpietro

Fabio Salpietro, di una storica famiglia di coltivatori di Ucria, denuncia: “I prezzi ridicoli non offrono alcuna possibilità”

A sentire Fabio Salpietro, giovane componente di una storica famiglia di Ucria (Messina) proprietaria di una decina di ettari di noccioleto, c’è quasi un mistero che aleggia sull’intero comparto delle nocciole dei Nebrodi.

Nonostante il pregio di questo frutto e, soprattutto, nonostante la domanda di nocciole sia in costante aumento ormai da anni a livello nazionale e internazionale, le nocciole dei Nebrodi si vendono a prezzi ridicoli.

“Siamo nell’ordine di circa 1,5 euro al chilo – denuncia lo stesso Salpietro -e sinceramente non riesco a spiegarmi il perché. Se teniamo presente che un operaio costa almeno 50 euro al giorno, si capisce fin da subito che è del tutto insostenibile una cosa del genere”.

Nocciole dei Nebrodi senza futuro?

“In altri termini – denuncia – credo non ci sia futuro per tutte le nocciole dei Nebrodi e in particolare per il paese di Ucria. Io stesso, che oggi ho 27 anni, sono stato costretto già tempo fa a emigrare in Australia. Da qualche tempo sono tornato per la questione legata all’emergenza Covid e per venire a trovare la mia famiglia. Ma il problema rimane”.

Lo stesso Fabio spiega infatti qual è la situazione nel suo paese, proprio al centro dei Nobrodi. “Negli anni Settanta – riferisce – Ucria contava circa cinquemila abitanti. Oggi sta sotto i mille. E per i giovani non c’è futuro, dal momento che l’economia di Ucria si basa essenzialmente sul nocciolo. Ma con questi prezzi è decisamente impossibile andare avanti. L’anno scorso abbiamo raccolto e, stranamente, dopo una decina d’anni in cui siamo stati tormentati dai ghiri (che hanno introdotto da queste parti come un animale protetto), abbiamo registrato una buona produzione anche perché questi animali hanno dato meno fastidio”.

Le previsioni per il 2021, peraltro, non sono affatto buone. “Per quest’anno – conclude – prevedo meno produzione e non so neanche in quanti raccoglieranno. C’è del resto molta sfiducia tra i produttori, con l’attuale livello dei prezzi. Anche in Sicilia ci sono diverse aziende che lavorano nocciole e riescono a spuntare buoni prezzi; il problema, però, sta alla base, ovvero su ciò che viene riconosciuto al produttore”.

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