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Frutta a guscio ed essiccata

Pistacchio di Bronte: scorte ancora a disposizione

antonio fallico deliziati

Il produttore Antonio Fallico: “La qualità 2019 è eccellente. Il prodotto c’è, ma bisogna capire quanto vale. E ora puntiamo al bio”

L’anno 2020, come noto, a Bronte non c’è stata la raccolta del pistacchio, che avviene invece biennalmente, e per tradizione negli anni dispari. Il prossimo appuntamento sarà quindi alla fine di agosto del 2021, quando praticamente tutta la comunità brontese, per una quarantina di giorni, si ritroverà nelle campagne, per il cosiddetto “oro verde”.

pistacchi bronte

Mentre si trovava nella sua tenuta per la potatura delle preziose piante, disposte su cinque ettari a Pistacchio di Bronte Dop e su altri 20 ettari a Pistacchio di Sicilia, myfruit ha interpellato il produttore Antonio Fallico, socio tra l’altro del brand Deliziati, attraverso il quale propone al consumatore diversi prodotti a base di oro verde di Bronte.

“Come ditta – spiega Fallico – nel 2020 possiamo dire di avere mantenuto le posizioni, quindi non ci possiamo lamentare. Per il 2021, speriamo che si sblocchi presto la situazione per gelaterie e pasticcerie, in modo che l’assorbimento del prodotto possa tornare sui livelli consueti”. I presupposti per fare bene, del resto, ci sono tutti.

I quantitativi prodotti nel 2019 – prosegue infatti ancora Fallico – sono nella media. Ma la qualità è davvero eccellente, ben superiore a quella del 2017. E quando parlo di qualità mi riferisco a colore e sapore in particolare. E’ davvero un pistacchio da foto e tutto da gustare. Come accennavo, i quantitativi si sono mantenuti su livelli medi, naturalmente al di sotto di un’annata eccezionale come il 2015, che da questo punto di vista fu eccezionale, ma che poi presentò il conto nel 2017, quando si produsse molto meno”.

Agronomo, 50enne, una grande esperienza alle spalle non solo nel settore del pistacchio, ma anche in diversi altri ambiti (fino al 2010 si è occupato con successo di fare crescere il nome e la produzione del pomodoro di Pachino, poi ha girato l’Italia per otto anni occupandosi di impianti di biogas, quindi dalla fine del 2018 ha messo a frutto la proprietà di famiglia, aggiungendo altri cinque ettari a ciò che ha avuto in dono dai genitori come passaggio generazionale), Fallico sta ora lavorando anche per un grande progetto sulla sua proprietà.

“Già da qualche tempo la mia produzione di pistacchi è di fatto biologica – spiega – ma il 2021 sarà l’anno in cui chiederò formalmente il passaggio alla certificazione bio. Produrre pistacchio a Bronte, del resto, è quasi un atto di amore. Io conosco quasi una per una le piante della mia produzione Dop. Potrei quasi chiamarle singolarmente per nome. Ora, quindi, abbiamo deciso di fare questo ulteriore passo verso il bio”.

Infine, Fallico smaschera un falso mito. “Sento spesso dire – spiega – che il pistacchio di Bronte Dop non si trova, che non c’è prodotto, eccetera. Falso. Ovviamente, per trovarlo bisogna essere disposti a riconoscere quanto vale. E’ un prodotto, peraltro, che non si può paragonare con quello proveniente da altre zone, essendo di per sé unico”.

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