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Focus del mese Frutta a guscio ed essiccata

“Così il lockdown ha triplicato la base della nostra clientela”

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Daniele Valier, titolare dell’omonima azienda, commenta l’annata appena trascorsa e parla dell’ampliamento della sede per il 2021

E’ stato un 2020 anomalo ma, comunque, ricco di diverse novità quello dell’Azienda agricola Valier di Borsea (Rovigo), specializzata nella produzione di noci e di un’ampia gamma di prodotti a base di noci (biscotti, torte, nocino, ecc.).

A fare il punto della situazione per myfruit.it è il titolare, Daniele Valier, che spiega: “L’anno che ci siamo lasciati alle spalle è stato senz’altro particolare anche per noi e ci ha costretto a ripensare e a riorganizzare in fretta i nostri programmi. Venivamo da un 2019 molto positivo e, nel primo bimestre, le cose continuavano ad andare bene, anche come acquisizione di nuovi clienti. Poi è arrivato il lockdown e, sebbene commercializziamo generi alimentari, siamo rimasti chiusi due mesi, sia per autotutela (allora il virus era un’assoluta novità e c’erano molte più incertezze su come gestirlo, ndr), sia perché, con nessuno per strada, era pressoché inutile restare aperti. Ma, a questo punto, abbiamo registrato una vera e propria esplosione del nostro e-commerce. Rispetto al 2019, a marzo 2020 abbiamo triplicato la nostra base clienti e, in aprile, l’abbiamo raddoppiata. Fondamentale è stato anche l’utilizzo, in questo senso, dei social network. Il tam tam via web è stato efficace sia a livello locale, sia un po’ in tutta Italia. E la cosa che ci ha fatto molto piacere è che, anche nei mesi successivi, siamo riusciti a fidelizzare a mantenere questa clientela”.

“Grazie all’e-commerce – puntualizza l’imprenditore veneto – siamo riusciti a sostenere le perdite derivanti dal calo registrato in altri canali di vendita. Complessivamente, tra le vendite al consumatore finale, le rivendite e le materie prime per trasformatori, siamo comunque riusciti a superare il fatturato dell’anno precedente“.

Importanti investimenti in campo

Tra settembre e ottobre l’azienda ha iniziato la raccolta nei nuovi impianti. “Tra il 2019 e il 2020 abbiamo praticamente raddoppiato le superfici allevate a noce, passando da 23 a 40 ettari – dice Valier – Per la prima volta, abbiamo raccolto nel noceto avviato nel 2016. Ciò non ha significato, naturalmente, un raddoppio matematico della produzione, essendo l’impianto ancora molto giovane, ma senz’altro abbiamo avuto più disponibilità di prodotto e, per l’andamento stagionale, i calibri sono stati in linea generale maggiori”.

Tre le varietà coltivate. Lara occupa il 68% dei nostri terreni, la Chandler il 25% e il restante 8% è per la Tulare, una noce molto particolare, dal sapore più robusto. Per Lara, invece, siamo stati i primi in assoluto a impiantarla, già nel 1991, e a crearci attorno un brand. Negli anni questa noce ha raccolto sempre più interesse e dagli anni ’90 di strada ne ha fatta. Oggi nel Nord Italia è la noce più richiesta, anche su Google, dove i navigatori cercano proprio questa specifica varietà. Una bella soddisfazione per la nostra azienda, pioniera in questo progetto”.

Intanto, le vendite natalizie sono andate molto bene: “Abbiamo esaurito i 2.000 pezzi di panettoni artigianali che avevamo realizzato, tra cui anche la novità del panettone con noci, mela e cannella. Tra l’altro, stiamo assistendo anche a un effetto di ritorno, nel senso che aziende e privati che hanno ricevuto pacchi regalo con i nostri prodotti, ci stanno contattando in questi giorni per richiederci altre forniture.

Novità in programma

L’azienda ha in serbo alcune importanti novità. “Una delle novità più importanti, per noi, è attesa per l’autunno e riguarda la nostra sede, che si amplierà nel punto di vendita, nella produzione e negli uffici. Il lockdown ha infatti fermato i lavori che avremmo già dovuto fare nel 2020, ma ora abbiamo ripreso e, oltre a un negozio completamente nuovo, allargheremo tutti gli spazi a nostra disposizione e individueremo anche due aule per potere ricevere scolaresche e fare, quindi, avvicinare al mondo della noce anche i più giovani”, conclude Daniele Valier.

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