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Focus GDO

Todis: “Penetrazione dell’ortofrutta aumentata del 10%”

Una formula vincente con il fondamentale binomio tra prossimità e centralità dei freschi. Le considerazioni di Paolo Turchetta e Pietro Fiore

Un’insegna in salute, che ha chiuso il 2020 con un fatturato in crescita del 13% (+7% a parità di rete) e che vede l’ortofrutta sempre più centrale e trainante. “La penetrazione del reparto ortofrutta è aumentata di più del 10%. Ogni dieci clienti, circa sette acquistano ortofrutta”, spiega Paolo Turchetta, responsabile dei reparti freschi di Todis (insegna italiana è di proprietà di Iges, società controllata dalla cooperativa Pac2000A Conad), che insieme a Pietro Fiore, responsabile dell’ortofrutta, hanno illustrato a myfruit.it come sta cambiando il carrello dei consumatori, in particolare quando si tratta di frutta e verdura.

“I clienti scelgono Todis per i freschi”

“Rappresentiamo un concept innovativo, un unicum sul mercato italiano, definendoci un supermercato monomarca di convenienza in grado di garantire un eccellente rapporto qualità-prezzo con un risparmio di oltre il 30% rispetto a un supermercato tradizionale” spiega Turchetta.  Non solo prezzo e qualità, però: “Todis ha da sempre puntato su freschezza, regionalità e proposte biologiche nell’assortimento dei suoi prodotti a marchio privato, rispondendo in modo sempre più puntuale alle diverse esigenze dei consumatori. La considerazione dei freschissimi è confermata dal cliente che sceglie il Todis proprio per  i freschi, che diventa un settore sempre più strategico e importante soprattutto a livello di negozi di prossimità”.

Da sinistra: Paolo Turchetta e Pietro Fiore

La IV gamma non soffre

Per quanto riguarda la IV gamma, un settore che nel 2020 è andato in difficoltà a causa della pandemia, in Todis non sembrano invece esserci stati contraccolpi così negativi, anzi. “Per Todis la IV gamma non ha subito crolli di fatturato come il resto del mercato, anzi abbiamo registrato un fatturato in crescita di circa il  5%: tutte le categorie hanno avuto delle buone performance – insalate +7%, convenient cooking +10%, cruditè +1% – , mentre solo le ciotole hanno registrato un calo del 18%, soffrendo sia durante che nel post lockdown a causa del cambiamento delle abitudini di consumo e l’introduzione dello smart working nella vita di molti cittadini”, spiega Pietro Fiore.
Zuppe e piatti pronti, un’altra categoria in sofferenza durante il primo lockdown, alla fine hanno ha segnato l’8% in più, crescendo a doppia cifra nell’ultimo trimestre 2020, “un incremento dovuto alla segmentazione della categoria e al lancio del nuovo pack” conclude Fiore.  “In generale, la crescita è stata dovuta soprattutto a una corretta e coerente esposizione in vendita e a innovazioni di prodotto. Hanno influito anche scelte commerciali, ad esempio quella denominata Prezzi Bloccati grazie alla quale abbiamo tenuto fermo il prezzo di vendita per un lungo periodo”.

Niente aste e riconoscimento del giusto prezzo al produttore

Filiera corta e collaborazioni di lungo periodo. Questa la ricetta per aver rapporto franchi e duraturi con i fornitori secondo Todis.” Abbiamo  politiche di approvvigionamento che non prevedono l’utilizzo di aste e che favoriscono la crescita dell’economia locale e del made in Italy – spiega Turchetta – E attenzione, non si tratta di buoni propositi per il futuro, già oggi annoveriamo il 97,5% di fornitori di private label italiani con circa il 97% dei prodotti realizzati in Italia. Il nostro obiettivo è quello di promuovere la filiera riconoscendo il giusto prezzo al produttore. Molto spesso le attività fortemente impattanti vengono finanziate dalla nostra società”.

Negozi di vicinato sempre più importanti per i freschi

A proposito di canali di vendita, Todis ha certamente beneficiato dell’accelerazione che la pandemia ha portato a favore sia dei discount che dei negozi di prossimità. “Quasi  l’80% della rete Todis è composta da negozi di prossimità, con una produttività elevata. In alcuni casi, ad esempio nell’area romana, registriamo anche produttività intorno ai 20mila euro per metro quadrato”, spiega sempre Turchetta. Il quale, però, ribadisce la centralità del fresco nel successo della formula di Todis, oltre naturalmente al fattore convenienza. “Siamo un supermercato monomarca in grado di far risparmiare il 30% rispetto a un normale supermercato“.

L’e-commerce? “A nostro avviso è da considerarsi un investimento sul medio termine e un servizio al consumatore. Da un paio di anni ha aperto i battenti la piattaforma Todis a casa che consente di selezionare il punto vendita preferito presso cui ritirare la spesa fatta on line o di usufruire il servizio di home delivery. Attualmente hanno aderito una trentina di nostri supermercati soprattutto nell’area di Roma, ma è una formula su cui puntiamo e sui cui continueranno gli investimenti nel 2021″.

Per partecipare al webinar, in programma il 14 aprile (dalle 15.00 alle 16.30), è richiesta la pre-iscrizione a questo link.

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