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Biologico

Mele, Brio: “Crescono produzioni e consumi bio, ma a due velocità”

mele

In Italia e in Europa il potenziale è enorme. L’annata è favorevole, il mercato risponde bene

Si è tenuto oggi, 21 settembre, il workshop online “Il grande raccolto delle mele”, organizzato da Brio nell’ambito di Made in Nature, il progetto finanziato dall’Unione europea e Cso Italy per promuovere i consumi e la conoscenza dei prodotti biologici in Italia, Francia e Germania.
Tra gli spunti di riflessione emersi, sicuramente da sottolineare il potenziale inespresso del biologico: “I consumi crescono – ha riferito Anton Carra, direttore export Brio – Ma la percentuale di consumatori europei che scelgono prodotti bio è compresa tra il 2 e il 15% a seconda del Paese. I margini di miglioramento sono dunque molti alti, e a dirlo sono anche i numeri di Brio, che registrano, rispetto allo scorso anno, un incremento a valore del 10% e del 15% a volume”.

Crescono le produzioni

Di contro, ha spiegato Carra, crescono a velocità sostenuta le superfici coltivate con metodo bio, anche fuori dai confini italiani: “L’attenzione del mondo produttivo verso la qualità è sempre più alta – ha argomentato Carra – Di conseguenza sono molti gli agricoltori che scelgono di convertire le proprie produzioni e che dunque sposano il metodo biologico e, anche, biodinamico. Da un punto di vista commerciale, quindi, le strade sono due. Andare verso nuovi mercati, oppure proseguire sulla strada della comunicazione: le azioni che incrementano la consapevolezza di chi fa la spesa danno buoni risultati”.

Carra: “Annata normale, il mercato risponde”

Anton Carra

Anton Carra ha così sintetizzato l’andamento della stagione: “Si tratta di un’annata relativamente normale, le mele non hanno subito le gelate come è invece successo per altri frutti. Abbiamo iniziato a raccogliere con una decina di giorni di ritardo rispetto alla tabella di marcia ottimale, e pertanto hanno sofferto un po’ le varietà precoci”. Oggi è in pieno svolgimento la campagna della mela Gala, a cui seguiranno, nell’ordine, Golden Delicius e Granny Smith: “Siamo all’inizio della stagione e pertanto è presto per fare bilanci – ha proseguito – Ma siamo fiduciosi, il mercato sta rispondendo bene, ci aspettiamo una buona stagione“.

“In questi anni abbiamo investito nella ricerca di nuovi cloni e varietà resistenti – ha aggiunto – nonché nelle certificazioni, Demeter compresa, e nella sostenibilità delle lavorazioni e dei packaging. Abbiamo tutte le carte per proporci come interlocutore affidabile”.

La parola ai produttori

Nell’ambito dell’evento i produttori di mele biologiche di Brio hanno raccontato le loro esperienze: “La produzione biologica è una produzione moderna – ha riferito Andreas Bauer, 15 ettari di meleto bio a Lazise (Verona) – Abbiamo iniziato a raccogliere il 10 agosto e, a parte un episodio di gelata, possiamo dire che si è trattata di un’annata tranquilla. Per fare bio è fondamentale la vocazione del territorio e la genetica“.

“Dal 2013 abbiamo intrapreso anche la strada del metodo biodinamico – ha raccontato Simone Bazzoni, 20 ettari tra mele e pere a Zevio (Verona) – La produzione di quest’anno si attesterà a circa l’80% rispetto al potenziale produttivo, a darci problemi è la cimice asiatica“.

“Nelle aziende biologiche e biodinamiche – ha concluso Arnaldo Fazzini, agronomo – è fondamentale la gestione della sostanza organica. Se ben compostata, dà luogo a terreni che esprimono fertilità ottimale. Soprattutto quando si tratta di produzione bio, sono gli agricoltori stessi a ricercare la qualità a tutti i costi“.

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