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Aziende

Montagna (Bonduelle): «IV gamma, un business complesso e da valorizzare»

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Sonia Paddeu

Insieme all’amministratore delegato di Bonduelle Italia la visita allo stabilimento produttivo di San Paolo d’Argon per osservare da vicino il processo di confezionamento

In uno stabilimento recentemente rinnovato e che ospita non solo la fabbrica dedicata all’esclusiva produzione di insalate di IV Gamma, ma anche l’headquarter italiano di Bonduelle Italia a San Paolo d’Argon in provincia di Bergamo, Andrea Montagna, amministratore delegato dell’azienda, ci ha condotto lungo il processo di lavorazione che porta “L’Insalata degli agricoltori”  in poche ore agli scaffali della grande distribuzione. 

Nei 20 mila metri quadrati dedicati, l’insalata raccolta qualche ora prima nei campi dell’azienda agricola Le Vallere, viene sanificata, accuratamente lavata, asciugata e imbustata, per partire verso il punto vendita entro ventiquattro ore dal raccolto, a seconda della destinazione. Qui, i 220 dipendenti Bonduelle lavorano su tre turni al giorno, 365 giorni, per produrre 110 milioni di pezzi all’anno, ovvero 350 mila buste tra lattuga, rucola e songino.  

Controlli e certificazioni per garantire un servizio d’eccellenza

Come per la produzione della materia prima e come confermato dallo stesso amministratore delegato Andrea Montagna, gli standard di igiene, controllo e trattamento delle risorse sono elevatissimi anche in fase di trattamento. Gli sprechi sono contenuti e le risorse gestite al meglio. Tanto da avere permesso a Bonduelle di ottenere la forse poco nota, ma molto importante, certificazione ISO 50001 che va a “premiare” i più facoltosi gestori di energia, in primis, dell’acqua. 

Acqua che a una costante temperatura di 4 gradi – la stessa temperatura a cui viene abbattuta e trasportata l’insalata dopo la raccolta – e priva di qualsiasi contaminazione, scorre in undici vasche che alimentano ben ventitré linee di produzione e permettono la cura e il trattamento dei sessantamila chili prodotti e confezionati quotidianamente a San Paolo, nella bergamasca. 

Dopo il lavaggio, effettuato in tre serie, è il momento dell’asciugatura, che, attraverso una potente centrifuga, prepara l’insalata alla pesatura, la bilanciatura e al finale imbustamento. 

«Nulla è lasciato al caso – ci spiega Montagna –, e non esiste stock di prodotto all’interno di questo stabilimento e di quello che abbiamo a Battipaglia». La giornata lavorativa di diciannove ore, infatti, permette una continua lavorazione della materia prima in entrata – anch’essa ogni giorno – e il conseguente rifornimento degli scaffali. 

Un business complesso e da valorizzare sempre di più

Un business complesso, dunque, quello della produzione di ortofrutta di IV gamma e che, secondo Montagna, è necessario, perché il consumatore finale lo esige, ma di difficile profittabilità. «Il nostro obiettivo 2025, stabilito ben sette anni fa, è una crescita del 7%, ma siamo ben lontani. Il business di IV gamma, nonostante rappresenti per Bonduelle Italia i due terzi del fatturato, è complesso e con margini molto risicati». Proprio per questo è un settore da valorizzare sempre di più. «Il consumatore – continua Montagna –  ha sempre più desiderio di mangiare sano, fresco e allo stesso tempo in maniera comoda e pratica. Per questo dobbiamo lavorare con il trade per creare valore insieme, per remunerare equamente tutti gli anelli della catena». Forse, chissà, basterebbe raccontare loro la storia dei fratelli Salera, dell’attenzione e della cura che c’è non solo nella produzione della materia prima, ma anche nel processo e nel confezionamento che avviene in stabilimenti tanto moderni ed efficienti come quello Bonduelle.

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