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Ferrero, accordo con la Basilicata per le nocciole

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Ferrero investe sulle nocciole della Basilicata. Nei giorni scorsi, infatti, la multinazionale dolciaria ha siglato un accordo per assicurarsi il 75% della produzione regionale per i prossimi 20 anni. La notizia, lanciata dall’Ansa la scorsa settimana, è stata ripresa in queste ore da Il Sole 24 Ore, che scrive tra l’altro: “Nell’accordo la Ferrero – che a Balvano, in provincia di Potenza, ha uno stabilimento per la produzione di merendine – si impegna ad acquistare, per i prossimi venti anni, il 75% delle nocciole prodotte dalla rete “Basilicata in Guscio”, una rete di ventisette aziende, ventitré delle quali hanno già investito a nocciola oltre 100 ettari su tutto il territorio regionale destinati a diventare, in cinque anni, 1500.

Uno sviluppo vorticoso se si pensa che, secondo l’Istat, nel 200, gli ettari coltivati a nocciolo in Basilicata erano solo due, con un raccolto stimato da Coldiretti di appena quarantatré quintali. Grazie all’intesa nasce di fatto una filiera della nocciola lucana che vede gli agricoltori investire in questa coltura nel lungo termine e la Ferrero puntare a materia prima di qualità e a prezzi calmierati, o comunque il più possibile al riparo dalla recente crisi che ha colpito il mercato mondiale del prodotto con quotazioni che, in Italia, sono aumentate anche del 150% sullo scorso anno. Una crisi serissima che sta spingendo perciò l’industria di trasformazione alla promozione di propri bacini di approvvigionamento, anche fuori dalle zone tradizionalmente vocate, e la Basilicata è uno di questi bacini.

Con questo accordo, sottoscritto pochi giorni fa a Roma – prosegue il quotidiano economico – si favorisce così il consolidamento di una efficiente filiera agroindustriale, realizzando azioni volte alla promozione di uno sviluppo sostenibile. La regione Basilicata, mediante il suo Psr 2014-2020, contribuirà a incentivare il comparto della nocciola e, a corollario di questi incentivi, sono anche previsti servizi di formazione ed assistenza tecnica per gli agricoltori; forme di cooperazione ed aggregazione tra i produttori; adeguata gestione di tutte le fasi della produzione, con particolare riferimento alla fase post raccolta; sviluppo dei vivai che assicurino la produzione di piante di qualità; informazione, formazione e promozione dell’utilizzo degli strumenti istituzionali di sostegno economico-finanziari forniti da Ismea; creazione di nuove aziende corilicole e/o riconversione di aziende esistenti”.

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