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Trend e Mercati

Ciliegie spagnole a 20 euro e italiane a 14 nei mercati di Milano

Sostenuti anche i prezzi dell’altra frutta estiva: susine a 7 euro, meloni a 4, albicocche sui 6

Ciliegie spagnole a 20 euro il chilo. Notizia che fa ribollire i produttori di ciliegie, dal Veneto alla Puglia passando per le altre regioni che stanno soffrendo l’abbondanza di offerta, e che lamentano la scarsa quotazione dei frutti rossi. Un dramma. Sono scartati i calibri più piccoli e i prezzi stanno spesso sotto i 3 euro e difficilmente superano i 5 euro per il prodotto più pregiato.

Ciliegie ma anche l’altra frutta estiva

Eppure le quotazioni per il consumatore finale possono diventare molto alte. Ma dove? Secondo un’inchiesta sul campo di Repubblica Milano nei mercati rionali del capoluogo lombardo. Più precisamente una rilevazione sui banchi di viale Rombon, in zona Lambrate. I prezzi elevati non sono monopolio delle ciliegie, la giornalista documenta le reazioni dei clienti davanti agli oltre 3 euro il chilo delle zucchine, ma pure per le susine a 7 euro, i meloni a 4, albicocche sui 6 euro. L’anguria è il frutto con il prezzo più basso:  2 o 3 euro il chilo.

Le spagnole a 20 euro, le italiane a 14

Se il prodotto spagnolo vola sui 20 euro, prezzo decisamente sostenuto, raggiunge buoni prezzi anche la merce nazionale: “Ciliegie in arrivo da Puglia e Veneto e vendute tra i 12 e i 14 euro il chilo“. Sembra strano visto il collasso delle aziende di produzione? Non proprio. L’anno scorso più o meno in questo periodo in Puglia gli agricoltori buttavano per strada il prodotto. Disperati. Myfruit.it documentò le quotazioni in Austria. Più precisamente in un punto vendita della Spar a Salisburgo dove i frutti rossi della varietà Ferrovia di un’azienda di Polignano a Mare erano venduti a 6,99 euro in una confezione da mezzo chilo. Insomma 14 euro il chilo. Il confronto non regge vista la distanza? Sì, ma quest’anno su tutti prodotti hanno subito i forti rincari dei fattori di produzione.

Che fare?

Gli imprenditori più strutturati chiedono un’organizzazione e una pianificazione più orientata al mercato e ci sono pure i sindaci che indicano il calibro da ottenere. Tutte indicazioni preziose per rafforzare la filiera a iniziare dal primo anello, ma da anni nella realtà si riscontra questa larghissima forbice di prezzo.

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