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Nocciole e ghiri, Sant’Angelo di Brolo chiede la calamità naturale

Allarme ghiri

Il Comune di Sant’Angelo di Brolo (ME) ha chiesto ufficialmente, nei giorni scorsi, lo stato di calamità naturale per i danni che i ghiri stanno provocando agli impianti di nocciola. La gravità della situazione è stata rimarcata dallo stesso sindaco, Paolo Cortolillo, durante la XXVI edizione della Fiera del Salame di Sant’Angelo e delle eccellenze enogastronomiche isolane, durante un seminario dedicato ai “tesori dei Nebrodi”.

Il primo cittadino ha evidenziato, in occasione della fiera, come negli ultimi anni il comprensorio dei monti Nebrodi risulti interessato dalla massiva presenza di ghiri, le cui colonie sono in continua crescita esponenziale; l’inarrestabile fenomeno ha assunto proporzioni tali da determinare la progressiva perdita della produzione di nocciole che, nell’ultima annata agraria, è stata più che mai compromessa.

“Considerato che il nocciolo rappresenta elemento pressoché monocolturale del territorio e costituisce, ancora oggi, l’unica fonte di reddito per i tanti piccoli proprietari terrieri…si legge tra l’altro nella richiesta di stato di calamità naturale –  …vista la condizione di estrema gravità venutasi a determinare…si rendono oggettivamente indispensabili e non più differibili misure che possano assicurare alle tante famiglie in difficoltà il giusto aiuto per continuare a permanere in un territorio che, da tempo, soffre per la persistente crisi economica e assiste alla costante riduzione degli indici demografici”.

Copia del deliberato è stato trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Regione Siciliana, all’Assessore Regionale dell’Agricoltura e della Pesca Mediterranea, all’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura per la perimetrazione di tutte le aree interessate dal fenomeno, al Prefetto di Messina.

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