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Trend e Mercati

DOP e IGP. Attenzione alle contraffazioni e alle etichette ingannevoli

Il caso delle olive pugliesi Bella della Daunia. Il vero colore e le diciture che possono ingannare

Secondo Coldiretti il comparto alimentare, durante le festività natalizie, sarà probabilmente uno degli unici in Italia a non subire gli effetti della crisi in corso: si stima, infatti, che ogni famiglia spenderà in media 197 euro, facendo sì che questo segmento cresca di quasi due punti percentuali. I prodotti DOP e IGP (l’Italia con 242 denominazioni riconosciute è il primo Paese in Europa possedendo più del 22% della quota di mercato di questo segmento) vivranno il loro periodo migliore dal punto di vista della visibilità e delle vendite, ma al tempo stesso saranno ancor di più presi di mira della contraffazioni che, secondo il Corpo Forestale, realizzano un giro di affari di circa 60 miliardi di euro annui. Come ricorda il Corriere del Mezzogiorno, alcune regole basilari sono da evidenziare: attenzione al rapporto qualità/prezzo, che non può essere troppo basso e alla dicitura “made in Italy”.

Tra i vari casi che il quotidiano ha preso in esame tra le tipicità meridionali, anche quello delle olive “Bella della Daunia”, certificate DOP, oliva da tavola ottenuta dalla cultivar “Bella di Cerignola”. Per esempio, che colore devono avere? Come spiega il direttore del Consorzio, Giuseppe di Bisceglia, non può essere verde intenso ma tendente al giallo, perché l’oliva viene necessariamente trattata con idrossido di sodio per eliminare l’amaro dal sapore, quindi diminuisce la clorofilla e di conseguenza il colore. Attenzione, poi, alle etichette ingannevoli: alcune riportano “Bella di Puglia” o “Bella di Atene” che nulla hanno a che vedere con le olive certificate del territorio foggiano.

Fonte foto: Qualivita

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