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Reparto Ortofrutta

Lidl, i numeri di una crescita “sostenibile”

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A Milano la presentazione del position paper The European House – Ambrosetti. Silvestri presidente Lidl Italia: “Siamo stati pionieri sul tema della sostenibilità e dopo 27 anni in Italia abbiamo scelto di voler parlare di noi”

La sostenibilità è il tema del momento, forse sin troppo di attualità e spesso condito più da slogan che da fatti concreti, ma è ormai chiaro come sia impossibile, soprattutto per il mondo imprenditoriale e in particolare quello della grande distribuzione, non affrontarlo. È quello che ha fatto Lidl Italia, uno degli attori di primo piano di questo settore, che ha deciso di comunicare il suo lato “sostenibile” commissionando a The European House – Ambrosetti un voluminoso studio dal titolo “Il contributo di Lidl alla creazione di valore e allo sviluppo sostenibile in Italia” presentato a Milano all’interno di un incontro dal titolo “Obiettivo Crescita: creare valore e sviluppo sostenibile”.

“Siamo stati pionieri sul tema della sostenibilità e dopo 27 anni che siamo in Italia abbiamo scelto di voler parlare di noi e del nostro impatto nel sistema economico italiano” ha affermato il presidente di Lidl Italia Massimiliano Silvestri (vedi la nostra video intervista).

I numeri del player tedesco parlano di una crescita sostenuta sotto ogni punto di vista, che spiccano all’interno di un contesto come quello italiano che certo non si distingue per grandi investimenti: sono di  4,7 miliardi di euro i ricavi del colosso tedesco in Italia nel 2018 (+8,8% di crescita media annua negli ultimi 5 anni)  e hanno generato un impatto molto positivo sul tessuto economico del paese. “Gli acquisti realizzati da Lidl hanno un effetto moltiplicatore del Valore Aggiunto pari a 3,4, con un contributo totale al PIL nazionale che cresce a 2,9 miliardi di euro: per ogni euro di Valore Aggiunto generato direttamente da Lidl se ne attivano 2,4 aggiuntivi nell’intera economia” ha affermato Valerio De Molli, managing partner & CEO di The European House – Ambrosetti, durante la presentazione.

Nel modello dei “4 Capitali” utilizzato per analizzare l’insegna – capitale economico, sociale, cognitivo e ambientale – emergono investimenti pari a circa 2 miliardi negli ultimi 6 anni (olte 350 milioni in questo esercizio), una crescita media dei dipendenti del 9,2% negli ultimi cinque anni – un dipendente su tre ha meno di 35 anni, il 63% degli occupati è donna –, la raccolta di 5000 tonnellate di eccedenze alimentari grazie alla collaborazione con il Banco Alimentare.
Sul fronte ambientale Lidl soddisfa il 100% dei consumi elettrici con fonti rinnovabili, ha incrementato notevolmente la potenza fotovoltaica nei sui punti vendita, intende eliminare nel 2019 completamente tutti i prodotti monouso in plastica.

Sono solo alcuni dei tanti dati presenti nel position paper (clicca qui per scaricarlo) e che secondo Luca Boselli, amministratore delegato Finanza di Lidl Italia, dimostrano “la concretezza” messa in campo per perseguire uno sviluppo che persegue le tante facce della sostenibilità, solo ambientale quindi, ma anche sociale ed economica.

Insomma, sebbene sia difficile quantificare gli effetti del cosiddetto “Effetto Greta” anche nei consumi, a partire da quelli alimentari, è ormai impossibile far finta che non esista un’onda, che probabilmente si ingrandirà sempre di più, di consumatori che pretendono dalle aziende e dalla grande distribuzione maggior attenzione al tema della sostenibilità. “Prima era un problema di immagine dell’azienda, ora lo è anche di identità e lo qualifica molto più del rapporto qualità-prezzo” ha affermato Ferruccio De Bortoli, editorialista del Corriere della Sera e presidente dell’Associazione Vidas, intervenuto durante l’incontro e intervistato dalla giornalista Jole Saggese. “Bisogna dimostrare che la sostenibilità conviene. Le aziende che riusciranno a far capire questo avranno anche un mark up rispetto ai loro prodotti”. 

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