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Prodotti

Uva da tavola, cogliere l’attimo (giusto)

Piero Giacovelli: “Se il prodotto è raccolto all’ottimale grado di maturazione non ci saranno problemi di consumi”

La campagna 2020 dell’uva da tavola in Puglia sta entrando nel vivo e, malgrado alcune incognite (e qualche passo falso), promette bene. Myfruit.it ne ha parlato con Piero Giacovelli, alla guida dell’omonima azienda di Locorotondo (Bari): “La stagione si preannuncia positiva rispetto agli altri anni – dice – Intanto questo maggio è stato favorevole alle uve che sono sfiorite bene, sono grappolate, la cosiddetta cacciata (la fertilità, ndr) è risultata decisamente migliore”.

A fronte di standard qualitativi molto soddisfacenti, i  volumi sono ridimensionati. “Le gelate di marzo hanno bruciato le gemme della varietà Italia, per la quale abbiamo il 30% in meno – continua l’imprenditore pugliese – ma questo influirà positivamente sulla qualità. Volumi nella norma, invece, per le uve seedless che pure sono di elevata qualità. Con i breeder che abbiamo sul mercato italiano, siamo in grado di offrire un pacchetto tale da coprire le richieste del mercato mondiale”.

La maturazione dei grappoli sta arrivando con ritardi di circa 15-20 giorni. “Proprio questa attesa – osserva Giacovelli – deve avere indotto qualche operatore a raccogliere prodotto non idoneo. Cosa che ovviamente ha subito interferito con il mercato, bloccando le vendite. Noi al momento stiamo servendo il mercato italiano e quello tedesco”.

Nella situazione attuale, di uscita dall’emergenza coronavirus, la preoccupazione riguarda la tenuta dei consumi. “Alcuni test condotti dalla nostra azienda hanno dimostrato che la richiesta e i consumi ci sono, e si mantengono su buoni livelli se si garantisce elevato grado Brix e merce matura negli scaffali. Spero, pertanto, che gli operatori dell’intera filiera sappiano attendere il giusto grado di maturazione per raccogliere e commercializzare l’uva, perché l’annata si prospetta eccellente, sarebbe davvero un peccato, oltre che stupido, rovinarla”, conclude Giacovelli.

L’azienda di Locorotondo esporta l’85% dell’uva da tavola – di produzione propria e delle aziende conferenti – principalmente nell’Europa centrale.

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