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Frutti esotici “made in Italy”, cresce la domanda. Mc Garlet: “Ci sono le condizioni giuste”

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Redazione
Autore Redazione

Ci crede l’azienda bergamasca di Luca Garletti che sta creando un network di 20 produttori nel Sud Italia. Ma in Sicilia c’è chi, come Salvatore Vincenzo Tuttobene, crede nella coltivazione di mango dal 1990

Sono uno dei nomi storici nell’importazione di frutta esotica in Italia ma ora, con la linea di prodotti “Figaro“, l’investimento sta crescendo anche nei confronti di quelli coltivati direttamente in Italia, e il bilancio è più che positivo.

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Luca Garletti

«Abbiamo circa 20 ettari coltivati in Italia tra Sicilia, Calabria e Puglia  e arriveremo a 100 ettari entro la fine del 2018» ci spiega Luca Garletti, titolare della Mc Garlet, storica realtà bergamasca.
L’impresa di Albano S. Alessandro conta circa 200 referenze tra esotico e prodotti in controstagione, si rifornisce da 30 Paesi, collabora con fornitori certificati che seguono particolari protocolli in ambito agronomico e sociale e propone al mercato prodotto fresco, disidratato e di quarta gamma.

«Il nostro rapporto con i produttori non è di puro trading ma di sinergie sulla coltivazione, sulla logistica, sulle certificazioni e sulla qualità« spiega Garletti. Il prodotto più venduto è l’avocado, a seguire mango, papaya, lime, cocco e frutto della passione.

Le condizioni climatiche degli ultimi anni hanno però portato anche il Sud Italia a diventare un terreno fertile per le coltivazioni che necessitano di un clima tropicale e Mc Garlet ha iniziato a coltivare in Sicilia, Calabria e Puglia, sia su terreni di proprietà della holding che su quelli di altri produttori con i quali collabora. «Quest’anno abbiamo prodotto 50mila chili di mango e abbiamo anche avocado, lime e frutto della passione. Le vendite quest’anno sono andate bene, riusciamo  a garantire un prodotto maturato veramente sulla pianta. Cresceremo sicuramente nei prossimi anni».

Forte della propria esperienza in questo settore, Mc Garlet sta creando un network di circa venti produttori nel Sud Italia, alcuni dei quali hanno riconvertito la produzione in frutta tropicale. «Stiamo importando la coltivazione di un prodotto che culturalmente non ci appartiene – continua Garletti – non si può dire che i frutti tropicali italiani siano migliori di quelli prodotti nel Sudamerica, sono prodotti con caratteristiche diverse. Oggi ci sono le condizioni giuste e quindi è possibile pensare di fare questi azzardi».

Ma nelle regioni del Sud Italia c’è chi coltiva frutta tropicale già da quasi trent’anni. È il caso di Mango di Sicilia, azienda della provincia di Catania specializzata nella produzione di mango. «Siamo stati i primi in Italia a produrre mango a livello industriale, abbiamo iniziato nel 1990 – spiega il titolare Salvatore Vincenzo Tuttobene -. Oggi, produciamo circa 100 tonnellate all’anno e nei prossimi tre anni cresceremo grazie a nuovi impianti che abbiamo acquistato nel Ragusano».

L’azienda vende nei canali della grande distribuzione organizzata sia in Italia che anche all’estero, ad esempio in Inghilterra e Svizzera:  «Il nostro mango è di ottima qualità, quest’anno le vendite sono andate benissimo – conclude Tuttobene –  al momento non abbiamo abbastanza prodotto per ampliare i mercati ma abbiamo già pianificato un aumento di quantità».

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