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Politiche agricole

Approvata la risoluzione sulla Strategia Farm to Fork

Il via libera da Strasburgo. Il punto di Paolo De Castro, Giorgio Mercuri e Fabio Massimo Pallottini

L’Europarlamento ha approvato oggi la risoluzione sulla Strategia Farm to Fork con 452 voti a favore, 170 contrari e 76 astenuti. Adesso la Strategia potrà davvero essere lo strumento con il quale l’Italia e l’Unione europea diventano capofila verso sistemi sempre più sostenibili, in grado di produrre cibo sano, sufficiente e di qualità per i consumatori europei, garantendo un adeguato guadagno e una maggiore competitività ai produttori.

Per Paolo De Castro, coordinatore S&D della commissione Agricoltura,”il Parlamento rimette al centro della Strategia anche la dimensione sociale ed economica dei nostri sistemi alimentari, dando ai nostri produttori una prospettiva più positiva, che dovrà basarsi su una valutazione ex-ante dell’impatto combinato di tutti i target individuati, e su proposte proporzionali al loro raggiungimento, che salvaguardino la competitività dei produttori europei”.

“Siamo riusciti ad approvare un testo finale che chiede non solo l’estensione a tutti i prodotti agroalimentari di un sistema di etichettatura di origine obbligatoria a livello europeo, ma anche di garantire la tracciabilità del cibo che arriva sulle nostre tavole. Tracciabilità – prosegue l’eurodeputato PD – che rappresenta una condizione necessaria per raggiungere una vera reciprocità degli standard per tutti i prodotti importati nell’Unione, e scongiurare il rischio che la Strategia Farm to Fork riduca il nostro potenziale produttivo, aprendo le porte a importazioni che per nulla contribuirebbero agli obiettivi che si pone”.

Non piace l’etichettatura nutrizionale

“Non siamo soddisfatti, invece, sul fronte dell’etichettatura nutrizionale – sottolinea De Castro – Pur avendo contrastato molti attacchi alle nostre eccellenze, ottenendo che eventuali sistemi di etichettatura nutrizionale non influenzino i consumatori tramite sistemi a colori e siano basati su differenti porzioni per i vari prodotti e non su un riferimento unico per tutte le categorie di prodotto (come invece vorrebbero le grandi multinazionali del cibo a favore del NutriScore, ndr), la natura obbligatoria richiesta nel testo non va nella direzione da noi auspicata”.

Sul fronte della sostenibilità, De Castro aggiunge: “Vogliamo garantire ai nostri agricoltori l’accesso a tutte le alternative tecnologiche a disposizione, a partire dalle nuove biotecnologie sostenibili, per migliorare l’impatto ambientale delle produzioni”.

Alleanza Coop: “Bene approvazione dell’emendamento Dorfmann”

Il presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari, Giorgio Mercuri, si dice soddisfatto per l’approvazione delle raccomandazioni per la nuova Strategia. “Si tratta di un documento importante per agricoltori e consumatori, che mira a conseguire gli obiettivi di sostenibilità e di contrasto ai cambiamenti climatici fissati nel Green Deal avviato dalla Commissione – spiega Mercuri – Fondamentale è stata l’approvazione, tra gli altri, di un emendamento presentato dal relatore Herbert Dorfmann, insieme ad altri eurodeputati, che richiamava esplicitamente le conclusioni dello studio del Joint research centre secondo il quale gli obiettivi della strategia Farm fo Fork avrebbero un impatto significativo sulla riduzione della produzione agricola dell’Ue”.

Per l’Alleanza cooperative agroalimentari “è dunque molto importante che, grazie all’emendamento di Dorfmann, sia stata ribadita la necessità che la Commissione proceda con ulteriori indispensabili valutazioni scientifiche d’impatto. Auspichiamo – prosegue Mercuri – che la Commissione proceda con una valutazione d’impatto solida, di cui si dovrà necessariamente tener conto prima di arrivare alla presentazione delle singole proposte legislative previste nella Farm to Fork”.

Pallottini: sì alla sostenibilità ambientale ma senza dimenticare quella economica

“L’approvazione da parte del Parlamento Ue della relazione sulla Strategia “Farm to Fork” rappresenta un fatto positivo perché dimostra l’attenzione che le istituzioni europee prestano alla filiera agroalimentare – sottolinea Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati – Un’attenzione che abbiamo in questi anni stimolato con il sistema dei Mercati italiani ed europei, sostenuti costantemente dall’impegno di alcuni europarlamentari. Dentro questa strategia i Mercati ci sono. Perché sono stati inseriti concetti importanti sul ruolo della distribuzione all’ingrosso. Ma contiamo ancora un livello di disattenzione a livello europeo perché non c’è quel riconoscimento pieno per le nostre strutture quando si parla della strategia “dal campo alla tavola” dove i Mercati all’Ingrosso hanno un ruolo fondamentale.

“Continueremo a lavorare sia a livello nazionale con Italmercati, sia con il gruppo europeo del Wuwm, per aumentare anche all’interno delle istituzioni europee la consapevolezza della funzione strategica dei Mercati all’ingrosso anche sui temi della sostenibilità. Mettendo al centro della discussione l’equilibrio fra i temi della sostenibilità ambientale e quelli della sostenibilità economica, perché solo con questo equilibrio si può mantenere competitiva la filiera agroalimentare”.

Ue: Cia, avanti con azioni e incentivi agli agricoltori per la transizione

“L’approvazione da parte del Parlamento Ue della relazione sulla Strategia Farm to Fork segna l’inizio di un percorso importante per il futuro dell’agricoltura europea, che non può prescindere dal protagonismo degli agricoltori e da azioni concrete a sostegno della transizione”. Così Cia-Agricoltori Italiani commenta il via libera oggi a Strasburgo.

Le proposte approvate dal Parlamento europeo migliorano, su alcuni aspetti, i contenuti della strategia F2F presentata dalla Commissione, mentre su altri inseriscono ulteriori elementi di preoccupazione. Rispetto all’individuazione di nuovi obiettivi vincolanti a discapito del settore zootecnico o all’ipotesi di sistemi di etichettatura poco trasparenti come il Nutriscore, Cia insiste sulla necessità di trovare soluzioni e nuove opportunità, da un lato con investimenti in ricerca e innovazione e, dall’altro, con etichette condivise finalizzate a informare e non a condizionare le scelte alimentari dei consumatori.

Agli agricoltori va data la possibilità di contribuire alla transizione ecologica europea, ma con pragmatismo e coerenza. Cia condivide la volontà dell’Europa di rendere il sistema agroalimentare ancora più green, senza dimenticare però la necessità di riconoscere e compensare i comportamenti virtuosi e guardando sempre all’obiettivo imprescindibile della sostenibilità economica delle imprese, senza la quale non è possibile neppure la sostenibilità ambientale e sociale.

Per Cia, inoltre, è fondamentale che la Commissione adesso tenga conto della posizione del Parlamento Ue sulla necessità di avere una valutazione di impatto ex-ante complessiva e approfondita della “Farm to Fork”, come sostenuto nell’emendamento approvato proposto dall’onorevole Herbert Dorfmann.

“Nei prossimi mesi – conclude Cia – ci impegneremo affinché l’Europa presenti norme che si traducano in opportunità concrete per le imprese, contando ancora sul supporto del Parlamento. Il percorso segnato dalla Strategia Farm to Fork dovrà essere incluso anche nelle scelte strategiche del Piano nazionale della futura Pac, che dovrà includere azioni e incentivi concreti alle aziende impegnate nell’obiettivo di un sistema produttivo ancora più sano, equo e rispettoso dell’ambiente.

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