Autorità fitosanitarie asiatiche soddisfatte delle verifiche negli stabilimenti e nei frutteti pugliesi. Possibile l'avvio delle esportazioni già dalla prossima campagna commerciale grazie all'iniziativa frutto della collaborazione tra Cso Italy, Cut, Fruitimprese/Apeo, imprese della filiera e Servizio fitosanitario regionale e nazionale.
Si conclude con un bilancio decisamente positivo la visita ispettiva delle autorità fitosanitarie thailandesi in Italia, passaggio fondamentale verso l'apertura del mercato della Thailandia all'uva da tavola italiana. Nel corso della missione di tre giorni, coordinata da Cso Italy, gli ispettori hanno visitato stabilimenti e frutteti delle aziende pugliesi Agricoper, Op Giuliano e Sop, verificando le procedure adottate lungo la filiera produttiva.
Bene la qualità
La delegazione ha espresso apprezzamento per gli elevati standard qualitativi e organizzativi delle imprese, i sistemi di tracciabilità, i controlli fitosanitari e le procedure di conservazione e trattamento a freddo (cold treatment), previste per il controllo della mosca mediterranea della frutta. Anche la visita alla fiera Luv di Bari ha rappresentato un'importante occasione di approfondimento e confronto con gli operatori del settore.
Particolare attenzione è stata dedicata alle modalità di registrazione dei frutteti e degli stabilimenti autorizzati all'esportazione, approfondite con il Servizio fitosanitario della Regione Puglia e definite durante l'incontro conclusivo presso il Ministero dell'Agricoltura.
Dal punto di vista tecnico, le condizioni per l'esportazione sono state sostanzialmente definite. Restano da completare alcuni passaggi amministrativi da parte delle autorità thailandesi, che hanno manifestato la volontà di accelerare l'iter autorizzativo.
L'obiettivo è consentire le prime spedizioni già durante la prossima campagna commerciale.
La direttrice di Cso Italy Elisa Macchi: "Con una produzione nazionale vicina al milione di tonnellate, l'uva da tavola italiana si è rinnovata grazie a nuove cultivar, apprezzate anche dai più giovani. Nel 2025 i consumi interni sono cresciuti del 12% mentre all'estero resta destinata soprattutto ai mercati europei. Ora è fondamentale diversificare i mercati di sbocco, rafforzare la competitività del comparto e valorizzare il lavoro di squadra che ha reso possibile questo risultato. Un plauso al lavoro di squadra per questa iniziativa".
Sull'importanza dell'internazionalizzazione, Giacomo Suglia, vicepresidente di Fruitimprese e presidente di Apeo, dichiara: "L'Italia è il primo produttore europeo di uva da tavola e tra i primi cinque al mondo. Dobbiamo valorizzare questo primato aprendo nuovi mercati, creando opportunità per le imprese e tutelando l'occupazione. La qualità, la sicurezza e la sostenibilità della nostra produzione sono un punto di forza sui mercati internazionali e siamo gli unici che possiamo offrire uva sia con semi che senza semi".
"La visita - commenta Simona Rubbi, responsabile Legislazione e Certificazioni di Cso Italy - ha confermato la professionalità della filiera italiana e l'efficacia dei controlli e della tracciabilità. Restano alcuni adempimenti amministrativi delle autorità thailandesi, ma puntiamo a completare l'iter in tempo per avviare le prime esportazioni già dalla prossima campagna. È un risultato frutto della collaborazione tra Cso Italy, Cut, Fruitimprese/Apeo, imprese e Servizi fitosanitari regionali e nazionali".
Anche Pietro Mauro, direttore di Fruitimprese, sottolinea il valore del lavoro comune: "In tempi strettissimi, Cso Italy, Fruitimprese e Cut hanno organizzato la visita degli ispettori thailandesi, colpiti dall'eccellenza dell'uva da tavola italiana. È stata una sfida tecnica e logistica affrontata con successo, grazie anche al contributo decisivo dei Servizi fitosanitari nazionale e pugliese e delle aziende, che confermano la qualità e la sicurezza della nostra produzione".
"L'apertura di nuovi mercati - afferma Massimiliano Del Core, presidente della Commissione italiana uva da tavola - è una priorità della strategia che Cut ha avviato con Cso Italy. Lavoriamo insieme su due fronti: analizzare meglio il potenziale produttivo del comparto, attraverso la realizzazione e l'aggiornamento del catasto varietale, e superare le barriere fitosanitarie che limitano l'export, così da ottenere l'apertura di nuovi mercati. Quest'anno lo sblocco dell'export verso il Sud Africa e la visita degli ispettori thailandesi sono stati risultati importanti in questa direzione".
Fonte: Cso Italy