"Dopo anni di richieste da parte del mercato è nata Clipless, la confezione a rete realizzata interamente in monomateriale plastico in cui sono stati eliminati i punti metallici. La resistenza è maggiore rispetto alle alternative in plastica proposte finora sul mercato, che tra l'altro sono più care e più pesanti".
A spiegarlo a myfruit è Mario Mercadini, marketing manager di Sorma, che aggiunge: "Clipless unisce sostenibilità, resistenza, riciclabilità e praticità operativa in un’unica soluzione ed è perfetta per agrumi, patate e cipolle. Ma stiamo lavorando anche su altre referenze, per esempio aglio e frutti a nocciolo".
Clipless nel dettaglio
La struttura monomateriale - la rete e l'etichetta sono composte dallo stesso polimero HDPE2 - semplifica sia la gestione del fine vita, sia il confezionamento. Se, infatti, l’intera confezione può essere smaltita nella plastica senza la necessità di separare componenti di materiali diversi, rendendo così più semplice la vita dei consumatori e migliorando la reale circolarità del packaging, l’assenza di elementi di chiusura metallici o di altri materiali accessori solleva gli operatori dalla gestione e dalla sostituzione dei materiali di consumo e consente alla confezionatrice maggiore produttività, arrivando a realizzare fino a 30 confezioni al minuto.

Questo si traduce in una maggiore continuità del processo di confezionamento e in una superiore praticità d'uso della macchina. La soluzione è inoltre versatile e resistente, prestandosi al confezionamento di diverse varietà di frutta e verdura, con formati che variano dai 500 grammi fino ai tre chili (quindi di peso maggiore rispetto a quanto presente ora sul mercato), mantenendo inalterata la praticità d'uso e la qualità della presentazione rispetto alle confezioni tradizionali.
Le reti sono disponibili in diverse colorazioni assicurando un impatto estetico curato e coerente con l’immagine coordinata dell’azienda utilizzatrice. "L’innovazione è stata sviluppata per il mercato europeo, in cui la crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale e la semplificazione dei processi di confezionamento rappresentano fattori chiave di competitività – afferma Mercadini - Tuttavia, le caratteristiche tecniche e funzionali della confezione non ne limitano l’applicabilità a tale area geografica, rendendola potenzialmente adatta anche a mercati internazionali che condividono analoghe esigenze di efficienza, riciclabilità e riduzione dell’impatto ambientale".
I vantaggi
Clipless è semplice: una rete e un'etichetta termosaldate: "La semplicità paga - sottolinea Mercadini - Economicità e praticità sono elementi che nel settore ortofrutta hanno rilevanza". Inoltre l'etichetta è più grande, dunque spazio al potere comunicativo della confezione: l’area grafica dell’etichetta si amplia a 160 millimetri di lunghezza da personalizzare per valorizzare il brand e il prodotto a scaffale.
E per chi richiede un ulteriore spazio comunicativo o per chi vuole dare un tocco diverso alla confezione (proponendo un manico) è disponibile una versione con nastrino clip to clip. "La Gdo ha reagito molto bene - rileva il manager - D'altro canto si tratta di un packaging che tiene conto di tutti e tre i pilastri dello sviluppo sostenibile, economico, sociale e ambientale".
Il punto sul mercato
I mercati più ricettivi per le diverse soluzioni proposte da Sorma, sono quelli in cui si produce e si consuma, mentre i paesi esportatori si limitano all'acquisto delle linee di confezionamento e di pesatura. "In generale cresce la domanda di automazione, l'obiettivo è aumentare la produttività a parità di persone - precisa Mercadini - Ma automazione non vuol dire robotica, rigida e costosa. Il settore ortofrutticolo predilige la flessibilità".
Bene anche le linee di selezione, che permettono di arrivare fino al cuore del frutto: "C'è sempre più richiesta - conclude Mario Mercadini - perché con queste soluzioni il prodotto viene percepito per il suo valore reale".