Eventi e fiere

05 febbraio 2026

Luv 2026: la rete per il futuro dell’uva da tavola

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La seconda edizione di LUV, fiera verticale dedicata all’uva da tavola, è stata presentata oggi all'Italian Fruit Village in fiera a Berlino, confermando Bari come capitale del settore per il 20, 21 e 22 ottobre 2026 alla Nuova Fiera del Levante.

“La conoscenza non basta se non si fa rete per raggiungere la massa critica che incida sul futuro della filiera”, il messaggio centrale lanciato da Mirko Sgaramella, project manager di Luv Fiera.

Salvo Garipoli, business director di SG Marketing, ha poi spiegato che la partnership con la fiera mira a "valorizzare una filiera in cui l'italianità è un valore concreto, essendo l'Italia il produttore di riferimento in Europa e tra i primi al mondo. Abbiamo quindi la responsabilità di operare in maniera più strutturata: dal consumatore per arrivare al consumatore".

SG Marketing contribuirà portando proprio l'analisi del consumatore all'interno dell'evento, focalizzandosi sull'esperienza di prodotto e sul rischio di "commodizzare" l'uva da tavola, cercando invece di generare e distribuire valore reale lungo la distribuzione nazionale e internazionale.

Alessandro Simone (buyer Lulu Group, Medio Oriente) ha definito Luv Fiera una bussola fondamentale per i buyer stranieri "perché, superando la banale dinamica di domanda e offerta, offre un approfondimento su aspetti tecnici, innovazione e trend di consumo, fornendo una bussola per navigare in un mercato complesso che deve essere declinato su scaffali a migliaia di chilometri di distanza".

Giacomo Suglia, presidente Apeo, ha quindi ricordato come l’uva da tavola sia il secondo prodotto ortofrutticolo più esportato dall’Italia e invitato il settore a unirsi per trattare alla pari con le grandi realtà del breeding, delle tecnologie e dei mezzi tecnici. 

Suglia è anche tornato sulla necessità di rivalutare l’uva con semi (come ad esempio la varietà Italia), il tutto supportato da studi scientifici dell’ospedale Saverio De Bellis di Castellana Grotte sui benefici gastroenterologici del seme masticato: "Non trascuriamo l'aspetto scientifico e salutistico a favore del solo marketing. L'obiettivo è offrire entrambe le tipologie con pari dignità".

“Una best practice regionale, sviluppata in 30-40 anni - ha concluso Gianluca Nardone, direttore del Dipartimento agricoltura della Regione Puglia - L'uva da tavola è un pilastro dell'agroalimentare grazie a territori vocati e a un'expertise consolidata”. L’appuntamento è confermato: dal 20 al 22 ottobre 2026 Bari sarà hub mondiale dell’uva da tavola.

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