C’è stato un momento in cui l’agricoltura verticale sembrava la risposta definitiva a tutti i problemi: torri tecnologiche, LED viola, lattughe indoor e capitali a nove zeri. Il 2025 ha riportato bruscamente la narrazione con i piedi per terra, con almeno 14 fallimenti nell’agrifood tech indoor e oltre 1,3 miliardi di dollari evaporati tra bankruptcy e ristrutturazioni.
Nel suo pezzo “La baldoria per l’insalata al LED è già fallita”, l’agronomo Paolo Caruso ripercorre casi emblematici come Plenty, Eden Green, Freight Farms, AeroFarms e Vertical Future, mostrando come il modello ad altissima intensità di capitale del vertical farming abbia scalato soprattutto i costi fissi, prima che i ricavi.
Tra “fallimenti rumorosi” e “fallimenti silenziosi”, il rapporto citato nell’articolo racconta un settore costretto a passare dall’espansione all’efficienza, dalle promesse di rivoluzione alla dura aritmetica dei conti economici.
Non si tratta, però, di un necrologio dell’agricoltura indoor, ma la fine di una certa retorica: la tecnologia da sola non basta se non regge il modello di business, e la terra – quella vera – resta un termine di paragone inevitabile.
Per chi si occupa ogni giorno di ortofrutta, Gdo e innovazione, vale davvero la pena leggere l’analisi completa qui: “La baldoria per l’insalata al LED è già fallita” su @ltroPensiero.net.