Politiche agricole

28 settembre 2026

Greenwashing, stop a green, eco e sostenibile senza prove

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"L’entrata in vigore oggi delle nuove norme contro il greenwashing è un passaggio cruciale per difendere chi produce seriamente. La transizione ecologica si fa con la tracciabilità e il lavoro vero nelle nostre filiere. Gli agricoltori e le imprese del made in Italy rappresentano già un’eccellenza in sostenibilità, ma hanno subito a lungo la concorrenza sleale di chi usava claim ambientali generici o autoproclamati. Mettendo fine alle comunicazioni ingannevoli, tuteliamo sia il diritto dei cittadini a un’informazione trasparente, sia il valore economico delle aziende che investono davvero nel rispetto dell’ambiente”. 

Parole del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, commentando l’entrata in vigore del decreto legislativo 30/2026. Il provvedimento recepisce la Direttiva (Ue) 2024/825 (Empowering consumers for the green transition) e modifica il codice del consumo italiano per fermare le pratiche commerciali ingannevoli. Il decreto legislativo dà attuazione alla direttiva europea e prevede nuove responsabilità dei produttori, di tutti i soggetti della filiera, e dei consorzi di tutela, ed introduce pesanti sanzioni.

Stop slogan generici

La nuova disciplina vieta l'uso di slogan generici come green, eco o sostenibile se non supportati da prestazioni dimostrabili e certificazioni esterne. Stop anche alle etichette ambientali prive di controllo indipendente, al vantare come distintivi i requisiti già imposti dalla legge e ai claim di impatto zero o neutralità climatica basati solo sulla compensazione delle emissioni tramite crediti di carbonio. Anche gli obiettivi futuri dovranno essere vincolati a piani industriali misurabili e verificati da terzi.

Sanzioni per le aziende inadempienti 

Sotto la vigilanza dell'Agcm - Autorità garante della concorrenza e del mercato - le aziende inadempienti rischiano sanzioni pecuniarie. Le nuove regole premiano così la trasparenza e la sostanza dei percorsi di sostenibilità reali.

“In un mercato globale in cui la reputazione vale quanto la qualità del prodotto - conclude Lollobrigida - la verità e la misurabilità diventano i nostri migliori alleati. Chi sceglie il Made in Italy deve avere la certezza assoluta di acquistare un'eccellenza del gusto e del saper fare, e allo stesso tempo un modello di sviluppo genuinamente rispettoso del territorio e delle future generazioni”.


Fonte: Ministero dell'Agricoltura

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