Frutta a guscio ed essiccata

19 gennaio 2026

Frutta secca, Caprino: "Know-how e dialogo punti di forza"

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Da tre generazioni, l'azienda Fratelli Caprino si occupa di trasformazione di frutta secca: nocciole, mandorle e pistacchi in primis, ma anche anacardi e noci. Due gli stabilimenti produttivi in provincia di Messina in cui confluisce sia prodotto locale che no. 

Dalla sgusciatura alla trasformazione in semilavorati per l’industria: l’azienda si occupa di tutto il processo per la produzione di tostati, farine, granella, paste e creme 100% da destinare all’industria dolciaria e non solo. 

Esperienza e relazioni forti: la ricetta per affrontare i momenti difficili

Una solida conoscenza del mercato, radicate relazioni con clienti e fornitori, un’accentuata presenza femminile tra le risorse umane, attenzione alla qualità, all’ambiente e ai principi dell’economia circolare: sono questi gli elementi con cui la Fratelli Caprino si presenta oggi in un mercato ad alta competitività come quello della frutta secca e a guscio. 

“Il know - how e l’esperienza acquisita in questi lunghi anni rappresentano per noi un punto di forza, ci aiutano a selezionare e valorizzare la materia prima - spiega a myfruit.it Marta Caprino, amministratrice dell’azienda - Nel tempo, abbiamo selezionato i fornitori, sia locali che nazionali o esteri, che trattano prodotti di qualità e che hanno la nostra stessa filosofia di business”. 

Questo l’approccio con cui l’azienda sta affrontando anche la difficile annata in corso. Per le nocciole, ad esempio, il 2025 è stato un anno difficilissimo e anche il 2026 è iniziato con le stesse dinamiche: “Le difficoltà maggiori - aggiunge - hanno riguardato la scarsità di prodotto a livello mondiale. Con numeri decisamente inferiori alla media, i prezzi sono stati altissimi. Noi abbiamo acquistato a diversi prezzi”.

Ma come affrontare una situazione del genere? “Abbiamo fornitori storici e affidabili. Li consideriamo dei partner. Quest’anno, alla luce dei prezzi molto alti, tante imprese hanno preferito procedere con acquisti piccoli, effettuati via via che se ne presentava la necessità, invece che con contratti a lunga scadenza. Noi siamo comunque riusciti a difenderci. Abbiamo un dialogo costante con i produttori, sia in Sicilia che altrove: cerchiamo sempre di ascoltare e comprendere le loro esigenze. Le difficoltà non sono finite. Il mercato si sta muovendo, si riesce a vendere e acquistare. Ma il contesto tuttavia resta molto complicato”.


Il biologico come scelta etica e di mercato

L’azienda ha scelto anche di puntare sul biologico e su una produzione certificata. “Abbiamo controlli severi per ogni lotto in entrata e in uscita. Per noi è fondamentale. Crediamo molto nel biologico perché riguarda sia l’ambiente che il consumatore. E’ una certificazione che fa la differenza. Abbiamo sostenuto tutti i nostri produttori nel processo di conversione. La produzione può essere più scarsa rispetto a quella intensiva, ma è più longeva", sottolinea l'imprenditrice. Così l'azienda è in grado di rispondere alle richieste di mercati europei e internazionali dove l’attenzione per il biologico è alta. 

Diverse inoltre certificazioni ottenute nel tempo dalla Ifs (sicurezza e la qualità alimentare) alla Fair for Life, certificazione etica che riguarda il benessere di tutti i partecipanti alla filiera, oltre a tutte quelle per la commercializzazione del biologico in Europa e oltre, compresa la Japan Agricultural Standards (Jas) necessaria per esportare e commercializzare prodotti biologici in Giappone.

L'Igp Nocciola di Sicilia: un nuovo possibile strumento di valorizzazione

Sul fronte delle certificazioni, il mondo corialico siciliano si sta muovendo per ottenere il riconoscimento dell’Igp per la nocciola siciliana. Il comitato promotore si è costituito e, in collaborazione con il Gal Nebrodi Plus, ha presentato agli organi competenti tutta la documentazione necessaria. A dicembre, la Regione ha dato il suo parere positivo. Superata la fase regionale, si attende ora la valutazione ministeriale e, infine, il pronunciamento da parte della Commissione europea.

“L’Igp può rappresentare un elemento di forza - commenta Caprino - La Sicilia vanta circa 14mila ettari di noccioleti e la nocciola siciliana ha delle caratteristiche d’eccellenza. In questo momento, ci sono tanti giovani produttori che credono nel futuro del comparto e hanno scelto d’investire su questo. Come loro, anche io credo in ulteriori possibilità di sviluppo. L’Igp può contribuire alla valorizzazione e promozione del prodotto siciliano". Per Caprino, tuttavia bisognerà valutare con attenzione come proporla. "Sul mercato, bisognerà poi capire quanto il consumatore sia disposto a pagare, trovare un equilibrio fra valore e prezzo”. 

Cambio al vertice dell'azienda nel segno della continuità

Marta Caprino è arrivata di recente alla guida dell’azienda, a seguito della scomparsa del padre che ha affiancato per anni,  “Era l’anima dell’azienda. Lui l’ha portata dov’è oggi - ricorda - Il nostro obiettivo ora è continuare a cercare di fare la differenza sul mercato, garantire la qualità del prodotto, la salute delle persone e la salubrità dell’ambiente. Abbiamo dei progetti, ma è ancora troppo presto per parlarne”.

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