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05 ottobre 2026

Fruit Attraction, l’Italia cerca valore oltre i volumi

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Domani, 6 ottobre 2026, si aprono le porte di Fruit Attraction. Per l’ortofrutta italiana, la domanda non è soltanto quanti stand occuperemo, ma che cosa riusciremo a portare a casa. Nuovi clienti, certamente. Ma soprattutto programmi di fornitura, mercati più diversificati e relazioni capaci di riconoscere il valore del prodotto. Essere presenti è il primo passo. Trasformare la presenza in risultati è la vera misura della fiera.

L’Italia arriva a Madrid con 322 aziende e circa 7.870 metri quadrati espositivi: la partecipazione più numerosa fra i Paesi esteri, seconda soltanto a quella spagnola. La 18esima edizione, dal 6 all’8 ottobre a Ifema Madrid, annuncia 2.500 aziende espositrici da 78 Paesi e attende 121.000 professionisti da oltre 150 Paesi. Un’arena internazionale nella quale la visibilità conta, ma da sola non basta.

Fare sistema, senza perdere identità

La presenza italiana si articola tra aziende, gruppi e collettive. Ice riunisce 108 imprese; Cso Italy porta la collettiva Italy a 30 aziende, contro le 21 del 2025; Italia Ortofrutta accompagna 10 organizzazioni di produttori. A queste si aggiunge l'Italian Fruit Village, il format promosso dal Consorzio Edamus. Sono percorsi distinti, con un obiettivo comune: rendere l’offerta italiana riconoscibile e facilitarne l’incontro con i mercati.

Non dobbiamo raccontare tutti la stessa storia, ma mettere il buyer nelle condizioni di capire che cosa possiamo offrire: prodotti, calendari, standard, servizi e capacità di programmare. L’origine italiana deve aprire una conversazione, non sostituirla. Madrid arriva, poi, in un momento strategico, all’avvio della campagna commerciale autunno-invernale. 

Il bilancio verrà dopo

L’Italia parte, quindi, con una presenza forte. Il risultato, però, non si misurerà nelle fotografie degli stand o nei biglietti da visita raccolti. Si vedrà nei mesi successivi: nei programmi confermati, nella continuità delle forniture e nella remunerazione che tornerà alla filiera.

Insomma, a Madrid abbiamo i numeri per farci vedere, ma un contatto in fiera è una possibilità, non ancora un mercato. La vera sfida sarà avere anche le risposte per farci scegliere.

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