Ingrosso

29 settembre 2026

Dai mercati: il pomodoro non scende, ancora pesche e meloni

349

Nei mercati ortofrutticoli una parte importante dei pomodori mantiene quotazioni elevate, ma questo riduce i volumi di vendita. Le alternative più economiche non convincono: dalle zucchine di seconda categoria ai ciliegini con un’estetica poco accattivante, sono prodotti che faticano a trovare acquirenti. Le temperature ancora miti sostengono le pesche e, in parte, anche i meloni. Le uve di buona qualità tengono il prezzo, mentre arrivano le nuove mele che inaugurano la stagione autunnale.

Questa settimana myfruit.it ha raccolto le testimonianze di Pino Lucatorto, dal mercato di Bari, e di Sabattino Lombardi, dal sito di Pagani in Campania, per fotografare l’andamento delle quotazioni e le dinamiche che stanno caratterizzando le piazze del Sud.

 A Bari: "Il Ciliegino buono non si vende sotto i 5 euro il chilo"

Al mercato di Bari si lavora nella transizione stagionale, ma c'è ancora richiesta per la frutta estiva e si paga ancora lo scotto per le ondate di calore. Significa che diversi ortaggi presentano quotazioni sostenute. A iniziare dai pomodori.  

"Noi stiamo vendendo ancora  il Ciliegino.  Ma quello buono, purtroppo, a meno di 5 euro il chilo non si può vendere", spiega l'imprenditore e presidente di Fedagro Bari. La forbice è netta: "la settimana precedente il ciliegino scapolato, ma comunque buono, si vendeva a 1,70–1,80 euro il chilo, mentre il ciliegino di alta qualità arrivava a 5,70 euro. Un supermercato, racconta, ha acquistato per alcuni giorni il ciliegino scapolato per confezionarlo in vaschetta e rivenderlo sotto i 3 euro il chilo, sfruttando la buona qualità del prodotto nonostante l’aspetto meno regolare. Ma c'è chi ha  preferito il prodotto con il prezzo più alto". 

Pino Lucatorto

Sul fronte del pomodoro ramato, il Grappolo,  il grossista indica tre fasce: quello buono a 2,30–2,20 euro il chilo, il medio a 1,50 euro il chilo, ma senza grandi volumi di vendita e poi si scende ancora. 

Zucchine in risalita a 1,20 euro, le seconde non si vendono

 "Ora ha ripreso a salire. Siamo tornati intorno a 1–1,20 euro il chilo e le seconde non si vendono neanche". Le zucchine di seconda scelta, infatti, non trovano mercato: "30–40 centesimi al chilo, non si vendono neanche così". Non è una questione di disponibilità economica dei clienti, insiste: "La gente vuole il prodotto buono. Le seconde non le vogliono neanche regalate".

Ancora tempo di pesche, meloni gialli e di nuove mele 

Passando alla frutta, il grossista segnala le pesche percoche di prima scelta a 1,8 euro il chilo. I meloni gialli locali oscillano tra 0,80 e 1 euro il chilo. Le mele, invece, restano il prodotto più stabile dell’intero mercato: "Sono costanti tutto l’anno". La Royal Gala prima scelta si vende a 1,70–1,80 euro il chilo, con marchi come Marlene.

Sul finire i limoni sudafricani, non ancora pronti quelli locali 

Capitolo agrumi. "I limoni sudafricani si attestano ancora su 13–14 euro a cartone, ma la stagione è agli sgoccioli e il prodotto non è più perfetto. Il limone locale non è ancora pronto. Abbiamo merce di Rocca Imperiale, simile a quella di Sorrento, ma non ci siamo ancora".  Le arance mostrano quotazioni interessanti: 17–18 euro il cartone da 15 chili.

Infine, un cenno al Miyagawa: "Un po’ di Miyagawa  locale l’abbiamo, ma non fa testo. Qui si vende intorno a 9–11 euro a cartone, ma non ci sono volumi". La stagione degli agrumi deve ancora partire. 

Anche a Pagani il Ciliegino a 5 euro, il datterino giallo a 6,5, zucchine a 180  

Sabatino Lombardi, grossista di riferimento per diverse linee di frutta e verdura nel mercato ortofrutticolo di Pagani, fotografa una settimana di quotazioni vivaci. Il racconto parte dal ciliegino, che mantiene prezzi elevati: "Qui siamo intorno ai 5 euro il chilo, ma si vende poco perché il prezzo è troppo alto". Anche il pomodoro a grappolo resta su valori sostenuti e arriva dalla Sicilia. Lombardi indica il datterino giallo intorno ai 6–6,50 euro il chilo, il datterino rosso sui 5 euro il chilo e il pomodoro rosso a grappolo tra 2,50 e 2,60 euro il chilo. Passando alle zucchine mostrano una tendenza chiara: "Stanno intorno a 1,80 euro il chilo". 

Le eccellenze locali i fichi neri, le fragole di montagna

Si vendono ancora i meloni e qui l'imprenditore scegli il prodotto della Lombardia. Tra i prodotti locali Lombardi ne cita alcuni: "Spiccano i fichi neri di San Mango sul Calore, in provincia di Avellino, un prodotto Igp molto ricercato che si colloca tra 4,50 e 5 euro il chilo. Le fragole sono agli sgoccioli ma ancora richieste: "Due chili stanno a 16–18–20 euro, dipende dal mercato". Arrivano sia dal Trentino sia dalla zona montana di Sicignano degli Alburni, nel salernitano. Un'altra eccellenza locale. 

Per l’uva, Lombardi tratta solo "l’uva Italia dalla Sicilia, intorno ai 2 euro il chilo, con i semi". La versione senza semi, scaricata e venduta rapidamente, "ha raggiunto 2,50–3 euro il chilo".

Stagione di funghi, Porcini intorno ai 34 euro il chilo, l'esotico con avocado e papaya e gli asparagi del Perù

È piena stagione di funghi. "I porcini stanno facendo intorno ai 24 euro il chilo", spiega Lombardi, mentre i champignon sfusi mantengono le consuete quotazioni più basse. Anche l’esotico mostra una domanda stabile: l’avocado Ryan in padellina da quattro chili si vende a 16 euro, la papaya in padellina da tre chili e mezzo-quattro a 18 euro, mentre il fisalis è aumentato sensibilmente e si colloca tra 18 e 20 euro.

Infine, gli asparagi dal Perù: "La padellina contiene otto mazzi, sta intorno ai 48 euro. Sono circa tre chili, quindi siamo sui 13–14 euro il chilo". Un prodotto destinato quasi interamente alla ristorazione: "La maggior parte dei miei clienti li vende ai ristoranti".

 A Torino il listino degli agrumi con le arance dall'Uruguay

Le arance Navel Late provenienti dall’Uruguay si collocano su valori compresi tra 1,10 e 1,20 euro il chilo, mentre le Navelina sudafricane mostrano una fascia molto simile, tra 1,00 e 1,20 euro, confermando una sostanziale stabilità del prodotto importato.

Le clementine con la  varietà Tango dal Sudafrica si posiziona su livelli più elevati, tra 1,80 e 2,00 euro il chilo.

Limoni da Sudafrica, Argentina e Spagna 

Il comparto dei limoni evidenzia una doppia dinamica: le varietà Eureka, sia argentine sia sudafricane, mantengono una fascia uniforme tra 1 e 1,20 euro il chilo, mentre il Primo Fiore spagnolo si colloca più in alto, tra 2,e 2,20 euro il chilo. In cima alla gamma si trova lo Sfusato Costa d’Amalfi Igp, che raggiunge quotazioni comprese tra 4 e 4,20 euro il chilo, il livello più alto dell’intero comparto agrumicolo torinese.

I pompelmi rosati sudafricani mostrano una stabilità attorno a 1,20–1,40 euro, mentre le satsuma Miyakawa italiane, sia nella pezzatura 58–63 sia nella 63–67, si collocano rispettivamente tra 1,20 e 1,40 euro il chilo e tra 1,40 e 1,60 euro. 

Kiwi da Nuova Zelanda, Cile e Grecia

Al mercato ortofrutticolo  Caat di Torino il comparto dei kiwi presenta una settimana di quotazioni molto differenziate, con distanze marcate tra varietà, provenienze e posizionamento commerciale. Il Gold Zespri neozelandese, nella pezzatura 120–130 grammi e venduto alla rinfusa, si conferma il riferimento più alto del listino: le transazioni si collocano tra 5,00 e 5,20 euro il chilo, mantenendo il prodotto giallo su valori premium.

La varietà Hayward, invece, mostra un quadro più articolato. Il kiwi cileno, sempre nella pezzatura 120–130 grammi e venduto alla rinfusa, si attesta su una fascia compresa tra 2,80 e 3 euro il chilo, confermando una buona competitività del prodotto sudamericano. Ancora più contenute le quotazioni del kiwi greco, che si muove tra 1,90 e 2,10 euro, risultando la proposta più economica della settimana.

Sul fronte del prodotto oceanico, l’Hayward Zespri neozelandese mantiene una posizione sostenuta, con valori compresi tra 4,30 e 4,50 euro il chilo, segno della riconoscibilità del marchio e della domanda stabile per il kiwi verde di alta qualità.

I prezzi delle castagne 

Sempre al Caat di Torino la stagione delle castagne entra nel vivo con un listino che riflette in modo chiaro la pezzatura e la qualità del prodotto. Le castagne comuni 48–50 unità il chilo, confezionate in sacchi da cinque chili e vendute alla rinfusa, si collocano nella fascia più alta del mercato, con quotazioni comprese tra 4,50 e 4,80 euro. È il prodotto più valorizzato della settimana, grazie alla pezzatura grande e alla buona resa commerciale.

La categoria intermedia, le 60–65 unità al chilo, sempre italiane e in sacchi da cinque chili, mostra valori leggermente più contenuti, tra 4,30 e 4,50 euro il chilo.

Chiude il listino la pezzatura più piccola, le 70–75 unità il chilo, che si posiziona tra 3,80 e 4 euro il chilo. È la proposta più economica del comparto.

Potrebbe interessarti anche