Frutta a guscio ed essiccata

02 ottobre 2026

Castagna del Partenio, l'Igp sempre più vicina

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Si avvia verso la conclusione l’iter per l’ottenimento dell’Igp per la castagna del Partenio. Lo scorso 29 settembre è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea la domanda di registrazione. Bisognerà ora aspettare i tre mesi consentiti per eventuali opposizioni, passati i quali l’Europa provvederà a inviare la necessaria documentazione al ministero.

Soddisfatto il Comitato promotore che, costituito nel gennaio 2023, ha portato avanti un percorso costellato di approfondimenti, note e analisi meticolose, di cui ora si cominciano a vedere i risultati. 

“Questa nuova denominazione apre tante prospettive – spiega a myfruit.it Gerardo Marano, presidente del Comitato promotore - La ricaduta più immediata è legata alla possibilità di spuntare prezzi migliori sul mercato, insieme alla garanzia di un prodotto di qualità per il consumatore. Ma questo è solo un aspetto. Dietro l'Igp, c’è l'identità del territorio, c'è una grande aspettativa sotto il profilo turistico. Questa nuova realtà può diventare un volano per le zone interne. anche se avremo bisogno di tempo e buona volontà per farlo comprendere chiaramente".

La zona di produzione della castagna del Partenio comprende 22 Comuni ricadenti nel complesso montuoso del Partenio, in una fascia altimetrica che va dai 300 metri a poco più di mille metri slm, tra le provincie di Avellino, Caserta, Benevento e Napoli. 

La nuova Igp conta di integrare sotto il suo cappello ben l’80% della produzione castanicola campana, diventando la quinta della regione, insieme alla castagna di Montella, di Serino e di Roccamonfina e al marrone di Roccadaspide, nonché la terza per grandezza. Un ventaglio di produzione certificata e garantita che testimonia il ruolo della castagna nel comparto agricolo campano. 

"Fino allo scorso anno abbiamo avuto dei risultati in crescita. Quest'anno purtroppo l'andamento climatico ci sta penalizzando. Le piante hanno sofferto la siccità e probabilmente la raccolta inizierà con un po' di ritardo", aggiunge Marano in riferimento alle prospettive della campagna 2026.

In questo momento, sul mercato gli ibridi giocano un ruolo di primo piano. "La presenza della Bouche de Betizac può creare confusione nel consumatore. Ritengo che, a livello ministeriale, dovrebbe essere fatta una distinzione tra la nostra castagna e l'ibrido che è stato introdotto in Italia da pochi anni. L’Igp può servire anche a questo: a far sì che ci sia un distinguo preciso tra l'ibrido, che non ha nulla a che fare con la nostra qualità di castagne, e il prodotto legato al territorio. La castagna originaria del nostro areale risalta sotto il profilo della porosità, del contenuto zuccherino e della pelabilità, che è un elemento essenziale per la produzione dei marron glacé", sottolinea il presidente.

È' sulle peculiarità della produzione tradizionale dell'areale che le aziende aderenti e gli enti che hanno preso parte all'avvio del progetto oggi intendono puntare, sia per valorizzare il prodotto fresco che il trasformato, facendo leva sulla capacità della castagna di rispondere alle più recenti tendenze di mercato. 

“È un prodotto naturalmente senza glutine e oggi stiamo spingendo proprio su questo aspetto”, sottolinea Marano. Per il prossimo 9 ottobre è in programma, a Monteforte Irpino (Avellino), un convegno che aprirà la festa della castagna del Partenio e che sarà focalizzato proprio sulle sue qualità nutrizionali con l'obiettivo di metterne in risalto le potenzialità.

"È un alimento che può essere inserito anche nella dieta dei bambini. In zona ci sono molte industrie che  stanno investendo sulla produzione di snack, con una buona affermazione sul mercato, e per proporre sul mercato di una crema di castagne dedicata proprio ai più piccoli", conclude Marano.

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