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08 ottobre 2026

Cai, al via campagna del limone Primofiore

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Ormai al termine della campagna del limone Verdello e alle porte di quella più importante che riguarda la varietà Primofiore, c’era anche CAI, Cooperativa Agricoltori Ionici di Furci Siculo (Messina), al Fruit Attraction di Madrid, all’interno dello spazio Ice. “È stata una fiera davvero ricca di appuntamenti e molto frequentata quella di quest’anno” spiega a myfruit.it Antonio Lo Conte, responsabile del controllo di gestione della Cooperativa. 

Sebbene la Spagna sia uno dei competitor principali nella commercializzazione sia dei limoni, il prodotto più importante della cooperativa, che delle arance, anche per la Cooperativa fondata nel 1987 dalla famiglia Scarcella la fiera di Madrid cresce di importanza grazie alla sua dimensione sempre più internazionale.

Al via la campagna del limone Primofiore

Il bilancio dell’ultima campagna del limone Primofiore, la referenza più importante per Cai, è stata certamente positiva, spiega Lo Conte: il mercato ha beneficiato delle difficoltà qualitative e quantitative incontrate da Spagna e Turchia, alle quali si è aggiunta comunque una minore disponibilità di prodotto anche per la cooperativa, ma la scarsità dell’offerta ha però sostenuto i prezzi, sebbene ne siano sono cresciuti i costi di produzione, trasporto e confezionamento.

“Anche la campagna del verdello ha registrato una certa riduzione delle quantità, senza però raggiungere la gravità di due anni fa, quando in estate era caduto circa il 50% del prodotto” continua Lo Conte. Ora, però, parte la stagione del Primofiore, circa da metà ottobre fino a maggio-giugno, ed è la più importante dal punto di vista dei volumi e della richiesta dei mercati. “Ci sarà più concorrenza e, secondo me, anche una lotta sul prezzo” visti i volumi maggiori.

Cambia la base produttiva, sempre più imprenditoriale 

La cooperativa, che conta circa 150 associati e una produzione di limoni che si concentra principalmente nella provincia di Siracusa, alla quale va aggiunta quella delle arance bionde, Navel in primis (sono presenti anche alcuni produttori nel Messinese, dove si trova il magazzino), è in fase di trasformazione da qualche anno a questa parte. 

Non solo perché nel 2023 ha ha ampliato il magazzino, passando da 6.000 a 12.000 metri quadrati complessivi, con confezionatrici passate da 12 a 24 con l’aggiunta di nuova linea dedicata alla lavorazione singola dei frutti, ma anche perché sta cambiando la base produttiva. “Diminuisce il numero delle aziende, ma crescono le loro dimensioni e soprattutto aumenta la loro mentalità imprenditoriale” afferma sempre Lo Conte.

Più efficienza e anticipo della raccolta. Spagna primo competitor

Questo ha portato alla sostituzione di vecchi impianti con sistemi di allevamento delle piante più fitti ed efficienti, con un cambio dei portainnesti lavorando sull’anticipo della raccolta, per andare incontro alle nuove richieste di mercato, cercando di contrastare una sempre più agguerrita concorrenza sul mercato, a partire proprio da quella spagnola.

A proposito di canali commerciali, la quota di export è al momento intorno al 40%. “La Germania è il nostro mercato principale, soprattutto per il biologico. Seguono la Francia, particolarmente importante per le arance, la Svizzera e l’Olanda. L’anno scorso sono state avviate alcune vendite in Slovenia, Croazia e Repubblica Ceca, mercati nei quali prevale la richiesta di prodotto convenzionale”. La Spagna? “È il nostro concorrente principale, sia all’estero che in Italia”.  

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