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Packaging e Tecnologie

L’avocado italiano che produce crediti di sostenibilità

I token sono acquistabili da aziende inquinanti che vogliono compensare. I primi frutti a dicembre 2024, li commercializzerà Mazzoni

I primi frutti arriveranno nel dicembre 2024 e saranno commercializzati da Gruppo Mazzoni, con cui c’è già un accordo in essere. Ma quello dell’azienda agricola Persea è un progetto che non si limita alla produzione di avocado in Italia.

“Il nostro obiettivo è contribuire alla sostenibilità globale – ha spiegato a myfruit.it Paolo Frigati, Ceo di Persea – Il nostro progetto è un’occasione per quantificare i benefici ambientali legati alla scelta di puntare sull’agricoltura rigenerativa. Le aziende di tutti i settori che desiderano compensare il proprio impatto sull’ambiente possono acquistare crediti di sostenibilità”. Prima però di entrare nel merito occorre fare un passo indietro e andare al 2017, in Mozambico.

Dal Mozambico all’Italia

“Cinque anni fa eravamo in Mozambico e ci siamo chiesti se fosse possibile coltivare avocado in Italia in maniera sostenibile – ha riferito il manager – Per arrivare da noi i frutti devono compiere viaggi lunghi cinque settimane, con costi della logistica e impatto sull’ambiente facilmente immaginabili. Abbiamo studiato e abbiamo dato avvio a una produzione di avocado biologico in Sardegna di 30 ettari di superficie, i primi frutti saranno pronti alla fine del 2024. Intanto, a marzo 2023, avvieremo altre coltivazioni anche in Calabria”.

Nel dettaglio, Persea coltiva avocado in Sardegna nella zona di Ussana, in provincia di Cagliari. In Calabria le coltivazioni che prenderanno avvio sono ubicate e nella zona di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza.

Il progetto mira alla rigenerazione complessiva di 400 ettari di terreni originariamente gestiti a monocoltura di mais e cereali, valorizzandone la biodiversità. Nei campi, oltre a 270 ettari ad avocado, sono previste 15mila piante di ulivo, 1.500 arnie dove troveranno casa oltre 75 milioni di api. Il 30% della superficie è interessata da flora spontanea, riforestazioni e aree umide con siepi naturali, boschi e laghetti.

I fattori della produzione sono ottimizzati

L’avocado viene coltivato all’insegna di quello che Frigati ha definito l’approccio rigenerativo. “Si tratta di coltivazioni a basso impatto ambientale – ha sottolineato – ripristiniamo la fertilità del suolo e riduciamo drasticamente il consumo di acqua, grazie anche all’uso mirato di tecnologie all’avanguardia che consentono il monitoraggio delle coltivazioni per un corretto utilizzo delle risorse evitando sprechi. Inoltre i terreni vengono arricchiti con compost e biochar che saranno a breve autoprodotti al fine di stoccare CO2″.

Inoltre, vengono utilizzate colture di copertura (cover crops) arricchite di fiori per attrarre impollinatori e per fissare l’azoto riducendo così l’impiego di fertilizzanti.
“Per l’irrigazione – ha aggiunto – utilizziamo il sistema goccia a goccia, con una riduzione del consumo di acqua del 30 per cento. Grazie a innovativi sistemi idraulici garantiamo un’impronta idrica neutra, reimmettendo in falda l’acqua consumata a scopo agricolo”.

Come funziona

Venendo all’aspetto innovativo del progetto, e cioè all’emissione di crediti di sostenibilità, allo scopo di rendere il processo trasparente e professionale, sono più di uno gli attori coinvolti. 

“I crediti di sostenibilità sono  titoli negoziabili che le aziende possono acquistare per rendicontare il sostegno a progetti che generano benefici ambientali quantificati contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente italiano – ha argomentato Frigati – Per la quantificazione dei servizi ecosistemici generati da questi progetti e dei relativi crediti di sostenibilità, ci avvaliamo della partnership di Rete Clima, ente non profit che si occupa di contrasto al cambiamento climatico per le aziende promuovendo azioni di Corporate social responsibility (Csr), di sostenibilità e di decarbonizzazione. Rete Clima, a sua volta, collabora con Green Future Project per la digitalizzazione di questi benefici, trasformati in token con tecnologia blockchain”.

Nella pratica, quindi, i crediti di sostenibilità generati da Persea vengono trasformati in token commercializzati su tecnologia blockchain che ne permette la tracciabilità e ne garantisce la trasparenza: “Ogni token Persea è identificato nello spazio e ha una durata nel tempo stabilita – ha concluso – assicurando a chi acquista che uno stesso token non possa essere venduto più volte”.  

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