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Packaging e Tecnologie

Packaging, cresce il valore dell’italianità

L’evocazione del tricolore è un fattore di scelta determinante negli acquisti presso la Gdo. Il giro di affari, a oggi di 7 miliardi di euro, è destinato a crescere

Secondo uno studio dell’osservatorio Immagino di GS1 Italy, l’italianità dei prodotti è diventato un fattore di scelta determinante negli acquisti presso la grande distribuzione. Ma non si tratta solo di prodotti marchiati Dop (denominazione di origine protetta): per fare impennare le vendite, secondo lo studio, è sufficiente che sulla confezione sia riportato un simbolo o una frase che riconduca al Belpaese. Tanto che, sempre secondo quanto riferito dall’osservatorio, il giro di affari dei prodotti sul cui packaging è richiamata l’origine italiana supererebbe i sette miliardi di euro. Prima però di entrare nel vivo dei numeri, due parole circa le basi su cui poggia lo studio in questione.

GS1, quelli dei codici a barre

“Quelli de codice a barre”, così recita il claim di presentazione dell’azienda GS1 Italy, la quale ha dato origine all’osservatorio di cui sopra. Quest’ultimo, in pratica, forte del know how aziendale, incrocia le informazioni riportate sulle etichette di più di centomila prodotti di largo consumo che sono stati digitalizzati (sono oltre cento le variabili tra ingredienti, tabelle nutrizionali, loghi, certificazioni, claim e indicazioni di consumo) con le rilevazioni Nielsen sul venduto, sul consumo e sulla fruizione dei media. Ne deriva una misurazione del rapporto tra informazione ricercata e risultati di mercato: un modo diverso di studiare i fenomeni che governano consumi e vendite. Fatta questa doverosa premessa, nello studio che ha avuto come oggetto l’italianità quale fattore di scelta, sono state analizzate le caratteristiche rilevate sulle etichetta e sulle confezioni di più di 76mila prodotti food.

La presenza dell’Italia nelle etichette

La discriminante ricercata riguarda il riferimento all’Italia: sono entrati nel paniere 19.228 prodotti, sui quali sono stati rilevati nessi con le regioni italiane, simboli riecheggianti il tricolore, connessioni con l’origine nei grandi classici “made in Italy“, “product in Italy“, “solo ingredienti italiani“, “100% italiano“, oltre ai marchi Dop, Igp, Doc e Docg. E’ risultato che il richiamo esplicito all’Italia aumenta le vendite: a fronte di una crescita dei prodotti genericamente italiani pari al +1.9%, i prodotti “100% italiani” e con certificazioni di italianità crescono invece del +4,8%. A confermare questa tendenza anche uno studio di Nielsen, secondo il quale il 75% degli italiani è disposto a spendere di più per avere la certezza dell’origine italiana dei prodotti; l’80% degli italiani ritiene che l’origine delle materie prime dei prodotti debba essere facilmente leggibile sul packaging; il 78% degli italiani afferma di sentirsi rassicurato dalla certificazione di origine 100% italiana.

La pandemia spinge l’acquisto di prodotto italiano

Di più: comprare prodotti italiani sembra essere una risposta dei consumatori per sostenere le filiere produttive nazionali. A certificare questa intenzione è il sondaggio nato dalla collaborazione tra Swg e l’area studi di Legacoop, secondo il quale l’82% degli italiani considera importante acquistare solo prodotti made in Italy per sostenere l’economia nazionale in questa fase di grande difficoltà legata alla pandemia.

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