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IV e V gamma dal fruttivendolo? Una necessità

Servizio e qualità, le leve fondamentali per Marco Venturelli, storico fruttivendolo di Castelnuovo Rangone

«Abbiamo dovuto inserire IV e V gamma per aumentare il servizio. Me lo fece capire un vero e proprio maestro del nostro mestiere. Un fruttivendolo di Carpi, già 20 anni fa». Marco Venturelli rappresenta la terza generazione che si avvicenda alla conduzione del negozio di frutta e verdura che si trova a Castelnuovo Rangone (Via Zanasi Eugenio, 4), in provincia di Modena. La funzione di “servizio” è uno dei suoi cardini, da qui l’apertura a prodotti come quelli appartenenti alla IV e V gamma che non è così facile solitamente trovare dai fruttivendoli.

«Se riuscissi a trovare i quantitativi giusti e il numero di referenze adeguate, allestirei anche un angolo dedicato al Bio nel mio negozio, perché la richiesta c’è». Il problema, ci dice Venturelli, è che nei mercati ortofrutticoli c’è poca offerta. «E poi c’è il problema della certificazione. Devo essere certo che sia frutta e verdura Bio, altrimenti è un problema».

«Siamo qui da 90 anni con la mia famiglia». Quattro dipendenti e, come tutti i fruttivendoli, la sveglia al mattino suona presto. «Alle 4 almeno. Poi si corre al mercato all’ingrosso di Modena». Almeno finché non verrà chiuso: «quando succederà sarà un bel problema per me, perché lì trovo il meglio quanto a qualità e la mia clientela è molto esigente». Soprattutto merce italiana, se non esclusivamente, e di grande qualità. «La crisi quest’anno un po’ la sento anche io, magari i miei clienti comprano un po’ meno rispetto al solito, ma la richiesta di frutta e verdura sempre di alta qualità non è diminuita».

Se il canale di rifornimento principale è quindi il mercato all’ingrosso di Modena, ma qualche volta anche di Bologna e Verona, può capitare di acquistare direttamente anche da piccoli commercianti o produttori locali. «Se riesco ad acquistare 50 o 100 colli certamente ho un risparmio rispetto all’ingrosso».

Sul capitolo concorrenza con la Gdo, quasi una sorpresa: «Mentirei se le dicessi che non la sento. Però sono più problematiche per me le aziende agricole che qui si trovano a poca distanza dal centro abitato, che oltre a vendere la loro produzione, si riforniscono ovunque anche di altre referenze di frutta e verdura».

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