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Il sommelier della frutta? Per Coldiretti una professione del futuro

Dal Salone del Gusto di Torino, Sergio Marini è ottimista sul futuro occupazione del mondo dell’alimentazione, anche attraverso la nascita di nuovi mestieri

Secondo Sergio Marini, presidente nazionale di Coldiretti, nel suo intervento al Salone del Gusto di Torino di ieri: “La crescente attenzione alla qualità dell’alimentazione ha favorito la nascita di nuove ed importanti opportunità occupazionali”. Tra i 100mila nuovi posti di lavoro ipotizzati da qui ai prossimi tre anni nel comparto alimentare, l’agrigelataio, l’affinatore di formaggi, il birraio a Km 0, il personal trainer dell’orto e il sommelier della frutta.

Quest’ultima figura, nata in realtà già nel 2002 a Saluzzo per opera di ONAFrut (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Frutta) e la volontà della Federazione provinciale della Coldiretti di Cuneo, attraverso i dettami dell’analisi sensoriali applicati alla frutta, è un esperto in grado di insegnare a riconoscere varietà, grado di maturazione, sapore, colore, origine, profumo della frutta. Ma quali ruoli occupazionali potrebbe realmente avere? Cesare Gallesio, segretario provinciale di Onafrut, in un approfondito articolo dedicato a questa figura dedicato da la Madia Travelfood aveva ipotizzato il suo ingresso anche nei ristoranti di alto livello e alla moda accanto a quello più tradizionale del vino: “si spera possa trovare posto anche la carta della frutta, con il sommelier ad hoc pronto a consigliare i clienti nella scelta del prodotto”.

Il gusto, in effetti, è uno degli aspetti più delicati da analizzare, formare e addestrare: se in altre categorie merceologiche, il vino in primis, ma pensiamo anche al formaggio o alla birra, l’aspetto puramente edonistico ha fatto sì che nel tempo migliaia di persone si siano iscritte ai tanti corsi che donano una formazione e un approccio professionale alla degustazione di questi tre alimenti, in quello della frutta, certamente, di passi in avanti se ne devono ancora fare molti per raggiungere gli stessi livelli. E questo nonostante, come da più parti viene spesso sottolineato, si fa sempre più strada da parte del consumatore l’esigenza di poter comprare, prima di tutto, frutta di qualità e matura al punto giusto. Il tempo ci dirà se, realmente, i tempi sono maturi per vedere, per esempio, catene di supermercati che si doteranno di sommelier della frutta in grado di orientare l’acquisto dei loro clienti come già, per esempio, avviene da anni per il vino. Si pensi, in questo senso, all’Esselunga, che già da tempo annovera nel suo organico, a tempo pieno, sommelier nei punti vendita dove si è scelto di avere una cantina più rifornita rispetto alla media e, soprattutto, con prodotti di qualità superiore.

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