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Serena Manzin scrive al Corriere della Sera

Il presidente di Sogemi traccia un bilancio del primo anno di gestione del mercato ambrosiano

E’ l’ ora del rilancio dei Mercati generali
INTERVENTO / Sogemi
Manzin Serena

E’ possibile invertire il significativo declino che da 15 anni caratterizza la tendenza dei Mercati generali all’ ingrosso di Milano? Un anno fa dare una risposta affermativa alla domanda appariva come uno sforzo determinato unicamente dall’ ottimismo della volontà, ma contraddetto da più di una ragione. Sogemi, la società controllata dal Comune che gestisce i mercati agroalimentari all’ ingrosso di Milano, si era, tuttavia, impegnata nella messa a punto di un piano di riqualificazione e di sviluppo credibile, fondato su previsioni prudenziali e verosimili. Il progetto è servito come base di discussione nel confronto avviato dalla giunta comunale, e in particolare dall’ assessore al Commercio Predolin, con gli operatori commerciali e le loro rappresentanze. A quasi un anno dalla elaborazione del piano e della sua prima presentazione ufficiale si registrano disponibilità che fanno ben sperare per il futuro del più grande mercato generale all’ ingrosso d’ Italia e tra i leader europei, con una superficie attualmente di 900.000 metri quadrati, oltre 1.200.000 tonnellate di prodotti commercializzati ogni anno, frequentati ogni giorno da 12.000 persone e con un giro di affari, compreso l’ indotto, stimato in 2.500 milioni di euro all’ anno (…)

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Il piano di riqualificazione e di sviluppo prevede tre passaggi fondamentali di carattere istituzionale, strutturale e gestionale. Il primo riguarda la ridefinizione del perimetro dell’ area dei mercati che consentirebbe di restituire alla città, con altre destinazioni di pubblica utilità, oltre 170.000 mq. Il secondo prevede l’ ammodernamento e l’ ottimizzazione delle strutture e degli spazi complessivamente dedicati alle attività commerciali, con una particolare attenzione al mercato ortofrutticolo. L’ attuale struttura su più piani è, infatti, funzionalmente superata e diseconomica. Come in tutti i mercati più moderni, va realizzata una struttura su un solo piano dove collocare punti vendita e magazzini accessibili da piattaforme di carico-scarico con attracco diretto. Il terzo, infine, è lo creazione di una società, a capitale misto, per la gestione dei servizi connessi al funzionamento del mercato e di tipo privatistico (conduzione impianti, vigilanza, portierato, facchinaggio, movimentazione merci, pulizia ecc.). Questi, in estrema sintesi, gli snodi fondamentali di un progetto complesso e articolato, il cui finanziamento prevede 55 milioni di euro derivanti dal ricorso al mercato dei capitali, nelle forme più vantaggiose che si renderanno disponibili sul mercato al momento dell’ avvio dei lavori e 30 milioni di euro a titolo non oneroso che dovrebbero essere apportati dagli enti pubblici e, in particolare, dal Comune di Milano. L’ ammortamento del debito, che potrà essere effettuato con l’ adeguamento delle tariffe di locazione, è previsto in 15 anni. La possibilità di successo del progetto risiede, innanzi tutto, nella condivisione del piano industriale e nella conseguente coesione imprenditoriale di tutti i soggetti, pubblici e privati, oggi coinvolti, sulla base della quale il Comune di Milano, come azionista di maggioranza,

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