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Buone liquidazioni per le mele della Val di Non

I produttori Melinda riceveranno quasi il 12% in più rispetto alla stagione precedente

Frutticoltura. Tornano a salire i prezzi

Il presidente Guido Ghirardini annuncia i risultati dell’ultima campagna Melinda, per le Golden quotazioni d’oro
La liquidazione media ha raggiunto i 55 cents (1.064 lire) al chilo
di Carlo Bridi

CLES. Per Melinda è stata un’annata positiva. Il prezzo medio che l’Organizzazione Produttori della Valle di Non liquiderà alle sedici cooperative associate sarà mediamente di 0,55 euro al chilo per il prodotto commerciale, contro i 0,492 euro pagati lo scorso anno. Un aumento di 6 centesimi. Ad anticiparlo è Guido Ghirardini, presidente del più moderno consorzio d’Europa.
Un buon prezzo è il risultato di precisi fattori. Anzitutto la qualità eccezionale delle mele dello scorso anno, particolarmente delle Golden. Poi della forza del marchio e dell’organizzazione industriale di Melinda.
Al prezzo di liquidazione ogni cooperativa dovrà sottrare le spese generali che sono rimaste a suo carico: parte degli ammortamenti delle strutture e parte dell’energia elettrica consumata. In media, calcola Ghirardini, si tratta di 10 – 15 centesimi di euro al chilo.
La liquidazione finale ai soci si collocherà pertanto tra un minimo di 40 ad un massimo di 45 centesimi di euro al chilo, ovvero tra le 800 e le 900 lire. Se si considera che il 2002 è stato anche un anno di buona produzione, avendo Melinda raggiunto i 3 milioni di quintali di conferimemti, si può pensare che il reddito dei frutticoltori nonesi quest’anno tornerà ad essere decisamente interessante.
A conferma che le cose sono andate secondo le aspettative dei dirigenti di Melinda, Ghirardini ricorda che tutti gli obiettivi che il Consorzio si era dato in termini di entrate e di spese a novembre, sono stati rispettati. La produzione lo scorso anno era così divisa: Golden 2.100.000 quintali, Stark 200.000 quintali, Renetta Canada 200.000 quintali e quantità minori di Gala e di Fusji. I prezzi migliori si sono realizzati per Fuji, cui seguono Gala, Renetta Canada, e quindi Golden. Ecco allora che il piano varietale elaborato da Melinda lo scorso inverno – che prevede per ogni zona “la varietà giusta al posto giusto”, con un rinnovo per le Canada, ma anche con un’accelerata verso nuove varietà – diventa interessante, pur essendo un piano “volontario”.
Dal canto loro i vivaisti sostengono che Melinda è l’unico caso in cui un’azienda indica con largo anticipo le quantità e le varietà di cui ha bisogno, favorendo con ciò la programmazione nella produzione delle piante.
Un aspetto ancora irrisolto riguarda la classificazione delle partite di mele conferite dai soci. Purtroppo, afferma Ghirardini, la ricerca non ha dato ancora risposte adeguate per poter individuare con parametri oggettivi le caratteristiche delle mele.
Un primo passo si farà in autunno con l’entrata in vigore della nuova sala di lavorazione di Segno, dove si potrà misurare con precisione la durezza del frutto, uno degli elementi distintivi per determinarne il prezzo di vendita. Rimangono invece ancora da individuare i parametri relativi allo zucchero ed all’acidità.

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