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Melinda false al Mercato di Fondi

Etichette contraffatte, scatta la denuncia per frode

FONDI Etichette contraffatte: sequestrate circa due tonnellate di mele. Denuncia per frode
«Melinda» false al Mof

di CLEMENTE PISTILLI

FONDI ? «Melinda Val di Non». Un marchio prestigioso, garanzia di alta qualità, riprodotto ed attaccato su mele che non avevano nulla a che vedere con il noto consorzio di Trento, poste in vendita in uno stand del Mof. Una denuncia da parte della stessa «Melinda» ed al mercato ortofrutticolo è scattato il blitz dei carabinieri: centinaia di chili di frutta sotto sequestro e denuncia per frode al commerciante di Minturno che avrebbe architettato l?«affare».
«A Fondi circolano mele con il marchio contraffatto». L?informazione è giunta direttamente al «Consorzio Melinda» di Cles, in provincia di Trento, che commercializza le mele più note ed apprezzate nel Bel Paese, sottoposte a rigorosi controlli e di alta qualità, ragion per cui vengono vendute anche ad un prezzo superiore alla media. Più che un sospetto quello degli imprenditori del Nord Italia, i quali si sono subito affrettati ad informare di quanto stava accadendo i carabinieri della stazione di Fondi. Gli incaricati della «Melinda» sono quindi giunti in città e, dinanzi ai militari del luogotenente Orlando Lauretti, hanno presentato una denuncia-querela contro il commerciante accusato di aver falsificato il marchio. A mettere in atto il «bidone», come accertato dai militari dell?Arma, sarebbe stato Daniele D.V., 41enne di Minturno, amministratore di un?ortofrutticola con sede in via Zeccarelle a Minturno e con uno stand all?interno del Mof. Il commerciante avrebbe contrafatto il marchio Melinda e l?avrebbe applicato su mele acquistate da un altro consorzio, frutta venduta come garantita e che invece di garanzie non dava nulla. Ieri mattina è scattato il blitz. I carabinieri si sono diretti al mercato ortofrutticolo, padiglione G, stand 14, ed hanno così sciolto gli ultimi dubbi rimasti sulle false «Melinda» messe in circolazione. In bella mostra, tanto in esposizione quanto nelle celle frigorifere, quasi 1.900 chili di mele con il noto marchio contraffatto. I militari hanno quindi posto sotto sequestro 74 cassette di mele del tipo «Stark Delicious e 159 del tipo «Golden Delicious», denunciando Daniele D.V. per frode in commercio. Non è il primo caso del genere al Mof, oggetto, come più volte denunciato dalle forze dell?ordine, spesso di traffici poco chiari, con alcuni commercianti caduti nelle mani del crimine organizzato, e su cui è ancora in corso un?inchiesta della Procura Distrettuale Antimafia. Il «caso Melinda» si è, però, subito presentato particolarmente delicato. Le mele vendute con il marchio fasullo potrebbero anche contenere sostanze nocive ed i carabinieri di Fondi hanno dovuto chiedere l?intervento dei colleghi del Nas di Latina. I militari per la sanità, diretti dal luogotenente Giovannino Scarsellone, hanno prelevato dei campioni dalle mele, che ora stanno analizzando i tecnici dell?Arpa Lazio di Latina. Da alcune indiscrezioni, sembra inoltre che gli investigatori dell?Arma sospettino che il marchio «Melinda» sia stato contraffatto clandestinamente in una stamperia del sud pontino, già sotto sequestro giudiziario.
Il Tempo giovedì 22 maggio 2003

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